31 gennaio 2015

Noi di David Nicholls [recensione]

NOI
di
David Nicholls


Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Traduzione: Massimon Ortelio
Pagine: 432
ISBN: 9788854508552
Prezzo: € 18,00


Douglas e Connie sono una coppia sposata da tanti anni, in grado di completarsi l'un l'altra per le loro diversità caratteriali. 
Poco prima dell'estate e del trasferimento del figlio Albie al college, la moglie confida al marito di volerlo lasciare. 
Questa scioccante notizia lo porta a riflettere sul passato e al loro primo incontro: lui chimico, ordinato, imbranato e prevedibile; lei artista, stravagante, trasgressiva e ribelle. Un'accoppiata improbabile. Insieme hanno affrontato la morte della prima figlia, si sono sostenuti e hanno superato momenti critici.
Tutta la famiglia ha organizzato per l'estate il Gran Tour, un viaggio in Europa, per festeggiare il diploma di Albie e passare una "ultima" vacanza. Nonostante la situazione, partono ugualmente: per Douglas, lo scopo dell'intero peregrinaggio sarà riconquistare la moglie e avvicinarsi al figlio, con il quale i rapporti sono da sempre tesi.
Parigi, Amsterdam e Firenze, tappe uniche dell'itinerario: i caratteri incompatibili e la scarsa capacità di venirsi incontro rovineranno ben presto il Gran Tour, portando Albie ad abbandonare i genitori e a continuare la vacanza con una vagabonda conosciuta per caso, alla ricerca di uno scopo nella vita. Douglas sceglie di non tornare a Londra con Connie e parte, con coraggio e speranza, alla ricerca del figlio, per tentare un ultimo disperato tentativo di salvare la famiglia, che sente irrimediabilmente di aver distrutto.
"Immaginate una lunga striscia di carta. Non è questa la forma del tempo, ovviamente. Il tempo non ha forma, essendo una dimensione, qualcosa che possiamo concepire solo come una direzione o un vettore. Ma per amor di metafora, poniamo che il tempo sia una lunga striscia di carta o meglio un rotolo di celluloide. Immaginate di tagliare il rotolo in due punti unendo le stremità per creare un anello. Il rotolo può essere lungo quanto volete, ma l'anello continuerà a girare per sempre su se stesso. Per me, il primo taglio è facile da individuare: suppergiù a metà del London Bridge, la notte che conobbi Connie Moore. Ma il secondo è più difficile e credo che sia così per tutti. L'infelicità ha margini assai più confusi e slabbrati della gioia. E tuttavia, ho già le forbici in mano...".
Il protagonista racconta la sua vita rivolgendosi direttamente a noi lettori, con un tono ironico, cercando di non prendersi troppo sul serio. Noi, con curiosità, lo ascoltiamo e ne leggiamo l'esistenza familiare, consapevoli di quanto sia difficile mantenere le nostre relazioni più intime senza mai intoppi. Douglas ha un carattere difficile che spesso si scontra con i più affini Connie e Albie, che sin dalla tenera età del figlio, sembrano quasi fare comunella contro un padre che non controlla le sue manie e trova con fatica un posto in questo amabile quadretto.
Essere un genitore non è un compito semplice e qui si assiste a una complessa relazione padre/figlio: da entrambi i punti di vista, si esternano gli stessi disagi, la convinzione di trovarsi di fronte a un muro insormontabile. Neanche passare del tempo insieme riesce a scalfire le pietre più dure.
La coppia Douglas e Connie è compromessa e il viaggio familiare manifesta i numerosi problemi: le diversità caratteriali, che li hanno uniti in passato, si acuiscono con il passare degli anni, senza lasciare grosse speranze a una possibile riappacificazione.

David Nicholls ha costruito con One Day una delle unioni più belle di tutti e ci ha distrutto l'anima quando ha separato Emma e Dexter. In Noi si cimenta ancora sul tema complesso e delicato dei rapporti umani e di quello che può significare l'abbandono: i personaggi sono descritti con precisione, i dialoghi brillanti e serrati, le elucubrazioni mentali di Douglas meravigliose.
Il viaggio diventa metafora di ricerca, ricerca di punti in comune, di comunicazione, di riappacificazione. Al centro, il distacco e la paura  di perdere le persone alle quali teniamo di più, per le nostre mancanze. Si sbaglia tutti, a volte ingenuamente, a volte convinti di non aver fatto niente di così grave: con il tempo, si accumula la tensione e quasi impossibile diventa rimediare agli errori. Anche se l'impegno è tanto, ormai è troppo tardi.

Veronica

6 commenti:

  1. Lo leggerò a breve in un gdl, mi aspetto un bel libro!!!

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    1. Sì, David Nicholls non delude. Io sono curiosa di leggere anche "Le domande di Brian", ancora mi manca.

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  2. One Day è un piccolo grande cult romantico dei nostri tempi e l'ho amato molto. Sono molto curiosa di leggere Noi, ma devo ancora comprarlo (per ora le mie tasche si sono date ad Elena Ferrante!).

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    1. Immagino! Sono le scarse finanze che ci trattengono dallo svaligiare continuamente le librerie. :-)

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  3. A me è piaciuto molto, perché be' io sono affezionata a Nicholls.
    L'ho trovato un romanzo più maturo di One day, ma non per questo meno bello. Le emozioni che mi ha suscitato sono molto diverse, One day è come se mi avesse riportata con il ricordo all'adolescenza, agli amori intensi e irrazionali di quando si è "giovani sentimentalmente".
    Noi invece racconta l'amore maturo, l'amore per il/la compagno/a ma anche e soprattutto per la famiglia. Incondizionato e difficile, pieno di contraddizioni e difficoltà.
    Vero quanto dici sui dialoghi. Nicholls è in grado di rendere BRILLANTI anche le conversazioni scontate.

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  4. Mi è piaciuto molto, non quanto Un giorno ma comunque tanto. Credo che ciò che si può amare di Nicholls è il suo stile così ironico e spontaneo che ti trascina nella vita dei personaggi con naturalezza, rivelandoci a poco a poco il cuore delle cose. Una lettura molto piacevole.

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