17 gennaio 2015

Revolutionary Road di Richard Yates [recensione]

REVOLUTIONARY ROAD
di
Richard Yates


Editore: minimum fax
Collana: I Quindici 
Traduzione: Adriana Dell'Orto 
Pagine: 457
ISBN: 9788875212025
Prezzo: € 12,50

Sullo sfondo dell'America degli anni '50, si racconta la storia dei Wheeler: April e Frank sin dal primo incontro sono convinti di aver trovato qualcosa di meraviglioso, una persona in grado di completare l'altra. Desiderano vivere in grande, non essere considerate persone mediocri e circondarsi di gente interessante.  Le aspettative e i sogni sono tanti e non sempre collimano tra loro. In seguito al matrimonio, si trasferiscono in una villetta fuori città, nel quartiere di Revolutionary Road. Il primo figlio arriva presto e così il secondo: la famiglia che si allarga è vista come un impedimento alla realizzazione personale e professionale. La dura realtà incombe come una doccia gelata sulle loro vite. April sente la frustrazione e l'insoddisfazione crescere nella quotidianità; proprio lei spinge il marito a essere ambizioso, a credere che la loro esistenza possa subire un'inversione di qualità. Perché non trasferirsi a Parigi, dove anche lei può contribuire al mantenimento della famiglia, invece di essere solo e sempre una casalinga accondiscendente al proprio compagno?
Frank, fortemente influenzato da una figura paterna ostile, che lo ha convinto di essere poco propositivo e capace, accetta un lavoro in una grande azienda che non lo appassiona semplicemente per sistemarsi e percepisce costantemente la repulsione e l'ostilità nei gesti e negli sguardi della moglie. Per un po', accetta di abbandonare quella vita rassicurante e di riprovare a realizzare i sogni giovanili; dopo una prima fase di eccitazione, il dubbio si insinua e comincia a pensare che sarebbe più semplice restare invece di cambiare, segnando così il momento di declino.

L'autore offre uno spaccato della società borghese del secondo dopoguerra, ponendo l'attenzione su particolari caratterizzanti il periodo: la presenza della televisione come strumento atto a raccogliere l'intera famiglia; le prime costruzioni tutte uguali, accompagnate da giardini con prati sempre ben curati, con la distinzione di veri e propri quartieri suddivisi a seconda delle possibilità economiche; il consumismo rappresentato da cibo e oggetti. Il malessere si nasconde dietro l'ora dell'aperitivo: l'alcool, vero e proprio palliativo dal dolore, è una presenza fissa per i protagonisti, durante le litigate o prima delle cene familiari. 
Tutti sono costantemente preoccupati dal cosa possono pensare gli altri e quindi meglio approfittare delle disgrazie del vicino per spettegolarne, così da sviare le attenzioni. Quando i Wheeler cominciano a confidare agli amici più vicini di volersi trasferire a Parigi, le reazioni sono di incredulità: i Campbell, la signora Givings, i colleghi di lavoro etichettano la possibilità come una scelta impulsiva e poco realistica. 
Il sogno americano si arena a Revolutionary Road: i coniugi, per un po', credono di potercela fare a ribaltare la loro vita troppo piatta e priva di avventura; un momento che è solo la calma prima della tempesta. La coppia, infatti, si comporta in maniera più artefatta del solito, mantenendo un rapporto sereno e meno litigioso. 
Poi l'intoppo, la sorpresa indesiderata del terzo figlio, costringe nuovamente a scegliere con razionalità la via più sicura; emerge con prepotenza la scarsa determinazione dei protagonisti, che non sono uniti di fronte alle avversità, bensì impreparati nell'affrontare tutto insieme. Complice un'inaspettata promozione lavorativa per Frank, i progetti di cambiamento sono accantonati.

Richard Yates ha la capacità di raccontare in maniera intima e introspettiva: attraverso le analisi psicologiche dei due personaggi principali entriamo letteralmente nelle loro teste e ne ascoltiamo i dialoghi esteriori e interiori. La speranza di costruirsi un nuovo futuro è il modo per convincersi di riuscire a riconquistare una felicità ormai perduta, soprattutto se si mantiene il punto di vista di April. Procede per inerzia e appare morta dentro: da principio si può evincere il cammino verso un epilogo drammatico, che scuote il lettore nel profondo. Una donna dalle molteplici sfaccettature: è combattiva, forte, arrogante, insistente, ma anche infelice, debole ed egoista. Si interroga e riflette su situazioni e soluzioni, ma non arriva mai a ribaltare un destino tragico.
Frank è gentile, affettuoso, prova in ogni modo a trasmettere tranquillità alla troppo irruenta moglie. Non riesce a capirla e trova più semplice giudicare il suo desiderio di migliorare le proprie vite come insanità mentale. Lui è perennemente insicuro e chiuso nello stereotipo del marito impegnato nel lavoro per provvedere al sostentamento della famiglia e della casa.

Un libro dalla grande forza emotiva, incontenibile in tutta la sua profondità e, allo stesso tempo, malinconico. Scritto in maniera impeccabile (e così anche la traduzione) che ricalca l'epoca, soprattutto per quanto riguarda la struttura dei dialoghi perfettamente in linea con i personaggi che rappresenta.
Un autore che ha fatto breccia nel mio cuore e che si racconta, come si desume dalla biografia, attraverso i protagonisti delle proprie storie.
Assolutamente consigliato!

Veronica

6 commenti:

  1. Sbaglio o da questo libro è stato tratto un film con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet?

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    1. No, non sbagli! Il film rende splendidamente la bellezza del libro. I personaggi filmici sono azzeccatissimi!

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  2. Quest'anno sarà nelle mie letture sicuramente!!!Sono proprio curiosa!!! *-*

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    1. Scrivici se ti è piaciuto o no! Buona lettura :-)

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  3. Lo sto leggendo in questo momento :) Ho adorato il film con Leo *.*

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    1. Anche a me è piaciuto moltissimo il film! :-) Direi ottima accoppiata libro/film.

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