28 febbraio 2015

C'era un italiano in Argentina di Claudio Martino e Paolo Pedrini [recensione]

C'ERA UN ITALIANO IN ARGENTINA
di
Claudio Martino e Paolo Pedrini

Editore: Hever Edizioni
Pagine: 232
ISBN: 9788896308233
Prezzo: € 15,00


Contributi

Premessa: Mario Orlando
Presentazione: Gemma Amprino
Prefazione: Jorge Garrappa
Postfazione: Bruna Bertolo
"È evidente, pertanto, che la fama di Colón non sia da ascrivere "solamente" alla bellezza della costruzione e all'altissimo livello della produzione artistica: l'acustica ha un peso formidabile. L'architettura è poesia, intelligenza, creatività e anche invenzione".
Chi era Vittorio Meano? Ai più suonerà come una personalità sconosciuta o marginale, principalmente se non addetti ai lavori o appassionati del settore di competenza. 
Personalmente, sono stata attratta dalla possibilità di conoscere un artista importante, che ha partecipato e supervisionato opere di rilevanza storica, artistica e culturale, nato a Torino ed emigrato in Argentina. Proveniente da una famiglia numerosa, è cresciuto e ha sviluppato la sua dote più grande a Pinerolo, in un collegio-convitto dove il fratello ritenne opportuno spedirlo per "domare quello spirito inquieto e ribelle".
Ottimi sono i risultati scolastici e, di ritorno a Torino, entra a far parte dello studio gestito dal fratello: qui, comincia a far pratica di un mestiere già da lui profondamente amato.
L'incontro con il proprio mentore, Francesco Tamburini ne modifica le sorti: proprio il maestro, affascinato dalle ottime capacità di Meano, lo convince a partire per il Sud America, prospettando grandi possibilità lavorative. Le vicende amorose travagliate, lo spingeranno definitivamente a lasciare Torino e, allo stesso tempo, lo condanneranno a una fine troppo prematura.

A Buenos Aires si occupa di due importantissimi progetti: il Teatro Colón e il Palazzo del Congresso. A Montevideo, è autore del Palazzo Legislativo.
A ognuna di queste tre realtà architettoniche, gli autori dedicano un capitolo di approfondimento, correlato di aneddoti, testimonianze, citazioni e risvolti declinati sotto più punti di vista, che agevolano la lettura anche a coloro che non sono propriamente avvezzi al tema cardine. I piani di lettura sono infatti molteplici ed è possibile cogliere e apprezzare il dettagliato lavoro di ricerca che ha animato Claudio Martino e Paolo Pedrini, i quali hanno scelto di impostare un racconto autobiografico esaltando oltre all'aspetto personale e professionale del protagonista Vittorio Meano, il contesto politico, storico e sociale, rilevante per perfezionare il quadro narrativo complessivo. La stessa Argentina diviene terra di grandi speranze e allo stesso tempo conosciamo il momento di passaggio di una Nazione sempre in maggior crescita, toccata da una corruzione inarrestabile.
Agevolano la lettura le note a piè di pagina che danno altresì dei suggerimenti per precisare alcuni passaggi o alcuni nomi di personalità importanti venute a contatto con Meano.
Un libro dedicato a tutti coloro che amano conoscere un personaggio non solo nella mera successione cronologica biografica, bensì attraverso la vitalità delle proprie azioni e dei propri incontri, che ne hanno dettato un'esistenza intrigante e professionalmente appagante.

Veronica

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