21 febbraio 2015

Thérèse Raquin di Émile Zola [recensione]

TERESA RAQUIN
di
Émile Zola


Editore: Garzanti
Collana:  I grandi libri
Traduzione: Enrico Groppali
Pagine: 206
ISBN: 9788811363163
Prezzo: € 9,00


Émile Zola, il padre del naturalismo francese, con occhi non contaminati dal giudizio personale, imposta uno studio scientifico e strutturato sul senso di colpa. Parigi è una prigione, il luogo che uccide ogni forma di energia vitale di Teresa, costretta dalla zia e dal cugino Camillo ad abbandonare la sua casetta in riva alla Senna. La città accoglie i neo sposi, che si adattano alla nuova quotidianità con effetti diversi: Camillo, debilitato da sempre nella salute, desidera entrare nel ciclo produttivo del lavoro, ricoprendo una mansione di rilievo in qualche ufficio; la Raquin e la nipote aprono una merceria, dove trascorrono ogni loro momento. 
Un giovedì, serata che vede riunirsi gli amici nella casa di famiglia, fanno conoscenza Teresa e Lorenzo, ex pittore senza ambizioni e amico di infanzia del marito, alla ricerca della felicità lontana da ogni impegno. Tra i due nasce una segreta relazione che si consuma al piano di sopra della merceria, incuranti delle ripercussioni di un gesto così sconsiderato.
Le difficoltà di un rapporto segreto cominciano a pesare sui due amanti; affiorano pensieri legati al futuro, sul come sarebbe tutto più facile se Camillo morisse. Durante una gita in barca, si palesa gradita l'occasione per sopprimere l'impiccio. Trascorrono quindici mesi, necessari per tenere il gioco e uscire indenni da ripercussioni: i due assassini mantengono il giusto contegno, riescono a imbrogliare tutti e a far scattare in amici e familiari l'idea di organizzare la loro unione. Lorenzo vedrebbe realizzato il suo desiderio di smettere per sempre di lavorare e oziare costantemente alle spalle della rendita della moglie.
Finalmente soli, si scontrano con le proprie paure e i propri peccati. La paranoia e i sensi di colpa compiono un rovesciamento di prospettiva, specialmente nella protagonista: raggiunto l'obiettivo, capisce che tutto è sbagliato, che l'essere che ha di fronte è spregevole, avido e senza cuore, privo di un reale interesse per lei, ma esclusivamente per se stesso.

L'autore si pone da autentico osservatore dell'ambiente e dei suoi personaggi, regalando un'immagine impietosa della realtà. La passione unisce Lorenzo e Teresa, i quali sono spinti da un diverso proposito: lui è un parassita, che cerca il vantaggio personale in tutto e tutti, non è mai spinto da compassione, procede nei suoi piani per raggiungere l'inattività assoluta; lei è priva di impulso vitale, vede nell'amante una via d'uscita da un'esistenza priva di scopo, prova per il cugino un ribrezzo costante. Il delitto, compiuto al momento propizio, segna un percorso che porterà entrambi a una fine distruttiva, complici e perseguitati dal fantasma della vittima, che mai li abbandona.
L'apice della distruzione interiore di Teresa si attua quando la zia Raquin, ormai invalida e incapace di reagire, realizza cosa sia successo all'adorato figlio Camillo. Disperata, la nipote si prodiga in scuse di pentimento, convincendosi più volte di aver ottenuto il perdono tanto agognato.
Le descrizioni realistiche immergono il lettore nei luoghi e negli spazi citati, suscitando un'esplosione di sentimenti e reazioni: lasciarsi catturare dalla capacità narrativa di Émile Zola è facile, sentire la paura dei protagonisti, la claustrofobia della stanza matrimoniale della coppia di amanti perseguitati dal fantasma, l'angoscia e il ribrezzo per i cadaveri che popolano l'obitorio. La natura umana è offerta nuda e cruda, senza alcun giudizio di valore, in un romanzo carico di tensione, dove al centro si staglia la caduta morale e l'evoluzione di un rapporto che dal culmine della passione sprofonda negli anfratti dei rimorsi opprimenti.

Veronica

5 commenti:

  1. Io ho un problema con Zola, per quanto abbia parecchi suoi libri ancora non sono riuscita ad affrontarlo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Émile Zola ricorda un po' le letture accademiche visto da fuori: quando ci si lascia convincere a entrare nelle sue storie, si scopre un mondo, una capacità di sezionare la realtà affascinate e conturbante. Io vorrei leggere il ciclo dei Rougon-Macquart... prima o poi!

      Elimina
  2. Voglio leggerlo da anni, ma chissà perché non sono mai riuscita a farlo.
    Hai risvegliato un libro dormiente della mia infinita wishlist ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se intraprendi la lettura, fammi sapere che ne pensi. Letto niente di Émile Zola sino a ora?

      Elimina
  3. Io l'ho letto un bel po' di anni fa e ne rimasi completamente affascinata! Ricordo davvero una sensazione claustrofobica "meravigliosa".

    RispondiElimina