27 marzo 2015

La lingua del fuoco di Don Winslow [recensione]

LA LINGUA DEL FUOCO
di
Don Winslow

Editore: Einaudi
Collana: Stile libero big
Traduzione: Alfredo Colitto
Pagine: 552
ISBN: 9788806214273
Prezzo: € 21,00
"La donna è stesa sul letto e il letto va a fuoco. Non si sveglia. Le fiamme le leccano le cosce come un amante, e non si sveglia. Ai piedi della collina, il pacifico si infrange sugli scogli. California, fuoco e vita".
Le fiamme sono spaventose, potenti e divorano tutto quello che incontrano nel loro cammino. Jack Wade lo sa molto bene. Lavora per una compagnia di assicurazioni e il suo compito è proprio quello di recarsi sul luogo di un un incendio e verificarne le cause, se accidentali o meno.
Una villa bruciata, una donna morta. Il marito unico beneficiario di una polizza importante, che risolverebbe tutti i suoi problemi. Nick Vale è il sospettato numero uno per Wade, convinto che l'uomo abbia architettato un piano perfetto per sbarazzarsi della compagna di vita e madre dei propri figli, perché diventata una scomoda presenza nella vita. 
Il protagonista è una sorta di eroe poco convenzionale, con la passione per il surf, una vita sociale praticamente assente, una miriade di debolezze, che ne fanno un essere umano, e un passato difficile: ex-poliziotto cacciato dalla sezione antincendi per falsa testimonianza, approda in questo nuovo ruolo, una seconda possibilità per riscattare quell'alone di diffidenza e disprezzo agli occhi di molti. Attraverso i suoi pensieri entriamo in contatto con il fascino del linguaggio del fuoco, in grado di distruggere tutto e mostrare come ha agito. I colleghi non lo aiutano nella sua missione e ostacolano con ogni mezzo il raggiungimento della verità, così vicina e, allo stesso tempo, celata da chi non ti aspetti.

Leggere Don Winslow è molto più che immersione in un buon thriller. Le storie si intrecciano, implicano molti personaggi: piano, piano scopriamo la tela di collegamenti architettata dall'autore, che non perde mai di vista il filo conduttore. Classica struttura dei capitoli da brevi a brevissimi, costruiti come storie a se stanti che coinvolgono più personaggi che hanno più o meno a che fare sin da subito con la figura portante dell'intera narrazione. Le risposte non arrivano immediatamente, anzi le poche certezze che crediamo di aver raggiunto sono poi smentite dai diversi colpi di scena, che preparano al finale che sempre svela qualcosa di inaspettato.
Le esposizioni minuziose dimostrano un uso consapevole dei tecnicismi legati alle dinamiche di indagine circa l'incendio doloso. Il linguaggio complessivo è serrato, sboccato e suddiviso tra dialoghi e descrizioni.
Quando ho voglia di leggere un thriller, un noir o un poliziesco, so per certo che affidarmi alla penna di Don Winslow è la scelta più azzeccata: il giusto connubio di suspense, risvolti narrativi, personaggi buoni e cattivi dai caratteri carismatici, fanno divorare i suoi libri, senza mai averne abbastanza.

Veronica

8 marzo 2015

Disturbo della quiete pubblica di Richard Yates [recensione]

DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA 
di
Richard Yates

Editore: minimum fax
Collana: Beat
Traduzione: Mirella Miotti 
Pagine: 252
ISBN: 9788865592168
Prezzo: € 9,00


Con un incipit meraviglioso, entra in scena John Wilder, trentaseienne appartenente alla middle class, di professione pubblicitario. Al telefono, confessa alla moglie Janice, figura femminile di poco spessore e nell'ombra per gran parte della narrazione, di non poter tornare a casa dalla sua famiglia.
«John non voglio più starti a sentire. Dimmi perché non puoi tornare a casa». «Lo vuoi veramente sapere, dolcezza? Perché ho paura che potrei uccidervi, ecco perché. Tutti e due».
Il protagonista è intrappolato in un lavoro che detesta e in cui riesce (ricorda Frank di Revolutionary Road, col suo bisogno di sentirsi davvero qualcuno agli occhi degli altri, anche se è costretto a fare ciò che non desidera davvero) e in un matrimonio con una donna che non ama, ha un figlio con il quale non arriva a instaurare un rapporto autentico e una dipendenza viscerale dall'alcool che in nessun modo controlla. Una crisi nervosa porta il saggio amico Paul Borg a trascinarlo in uno spaventoso ospedale psichiatrico, Bellevue, dove trascorre una lunga settimana. A conclusione dell'esperienza, fa i conti con psichiatri e serate agli Alcolisti Anonimi, che si trasformano in pochi momenti di sobrietà, prima di sprofondare nel suo vizio più pericoloso. 
L'incontro con la giovane e affascinante Pamela è solo un'illusione, nel riuscire a realizzarsi nel cinema, sfruttando la sua stessa esperienza personale, e finalmente di dare un senso diverso alla propria vita, lontana da quella mediocrità e piatta quotidianità.
Il crollo di John è dietro l'angolo: a ogni passo sente forte la propria incapacità di reagire e di dimostrare le grandi doti che crede fermamente di possedere. Un goccetto, un bicchierino ogni tanto per affrontare le giornate, sembrano non bastare mai e così le diverse pillole prescritte dal medico.

Richard Yates viviseziona l'anima dell'americano medio, carica di ambizioni e sogni, che sempre si infrangono con la dura realtà dell'insuccesso. Non esiste il momento catartico per i suoi protagonisti: il narratore osserva con occhio neutrale e metodo rigorosamente scientifico, che somiglia sempre più alla penna dei più grandi autori del naturalismo. 
Ne esce un essere umano in tutte le sue debolezze mentali ed emotive, incapace di ribaltare un destino che lo emargina e gli impedisce di diventare una persona straordinaria.

In un contesto storico preciso, che ripercorre gli anni della guerra fredda, della presidenza Kennedy, fino al suo omicidio, si dipanano le vicende di uno dei tanti personaggi riusciti di Yates, che distrugge il sogno americano e le convenzioni sociali, per descrivere uno squarcio di verità, che spinge il lettore a riflettere sulle vicende che coinvolgono la figura dell'antieroe, alle prese con i propri fallimenti e capace di reagire, a tratti, in maniera anche violenta. 
Sempre una garanzia le opere di Richard Yates, in grado di immergere il lettore in storie di vita vera, nelle quali non esiste un finale consolatorio, bensì una costante narrativa che si arricchisce di riflessioni e di punti interrogativi circa l'esistenza umana.

Veronica

2 marzo 2015

Chi manda le onde di Fabio Genovesi [Frasi libro]

Chi manda le onde
di Fabio Genovesi

E vaffan**** il paesino dove siamo nati, vaffan**** i genitori, vaffan**** la scuola e i voti e i vestiti firmati e il giro in centro il sabato pomeriggio a guardare e farsi guardare e tutte le altre stronzate che ti circondano e piano piano si avvicinano sempre più strette, fino al giorno che ti saltano al collo e senza che te ne accorgi diventi uno schiavo come tutti gli altri.
Ci sono persone che del tempo se ne fregano, può esserci il sole o piovere da un mese e non se ne accorgono nemmeno, e sono tranquille o nervose solo per motivi loro, impermeabili all'acqua e a tante altre cose che arrivano dal cielo. Tu no. Oggi c'è il sole e questo basta a farti sorridere.
Perché le cose quando devono succedere sono prepotenti, se ne sbattono dell'impossibile e dell'assurdo, si mettono in cammino a testa bassa e semplicemente succedono.
Se le persone tristi hanno un'utilità è quella di ricordarti come tu non devi essere mai. 
A breve... la recensione!