5 aprile 2015

Cenerentola di Kenneth Branagh [recensione film: pro e contro di una favola senza tempo]

Negli ultimi anni la Disney si è proposta nell'intento di rinnovarsi dando un volto moderno e attuale alle favole più amate dai bambini di ogni angolo del mondo. Cenerentola (trasposta in pellicola per la prima volta nel 1950, s'ispirava alla versione di Perrault), al cinema dal 12 marzo, sotto la regia di Kenneth Branagh vede protagonista un cast di tutto rispetto: A vestire i panni della protagonista c'è Lily James, il principe è interpretato da Richard Madden, la matrigna da Cate Blanchett e le due sorellastre Anastasia e Genoveffa da Holiday Granger e da Sophie McShera.

Le favole hanno il potere di essere senza tempo. Quando sei bambina te le raccontano per farti addormentare; quando impari a leggere le scopri da sola sui libri che ti regalano; quando diventi adulta le tramandi ai tuoi figli, ai nipoti, o ai bambini che guardi come baby sitter con la speranza di trasmettergli la stessa sensazione d'incanto che hai provato alla loro età.

Tutti conosciamo questa storia. Ella rimane orfana prima di madre, poi di padre. Da splendida fanciulla senza pensieri si ritrova a far da serva alla sua matrigna e alle sue sorellastre. Durante una cavalcata nel bosco incontra un bel giovane che non gli svela di essere l'aspirante erede al trono, ma un manovale del castello. Successivamente viene a sapere che il re ha organizzato un ballo per trovare moglie al figlio, invitando popolane e non del regno a presenziare. La ragazza vorrebbe andarci, soprattutto per incontrare di nuovo lo straniero che l'ha tanto colpita, ma qualcuno glielo impedisce. E' la fata madrina ad aiutarla con un incantesimo, a patto che rincasi entro mezzanotte... L'aspetto interessante è la "totale" fedeltà all'originale (anche se vi invito a leggere l'articolo di Repubblica.it che ha giocato al "trova le differenze"), rendendola una magia continua, nonostante la scelta di non abusare degli effetti speciali, tranne nella scena dove la zucca si trasforma in carrozza, i topini in cavalli, le lucertole in valletti, le scarpette di cristallo... Ho apprezzato molto la predominanza dei dialoghi, a scapito del cantato mettendo definitivamente nel dimenticatoio il divertente "Bibbidy Bobbidy Boo".

Ho capito abbastanza presto che la storiella del principe azzurro era solo una farsa da cui proteggersi per cocenti delusioni future, ma ci arrivi col tempo e soprattutto se gli altri non la alimentano. Infatti, rispetto alla versione originale, il messaggio trasmesso appare meno conservatore e la necessità di un marito come ipotetica promessa di felicità eterna viene ribaltata da una sorta di pensiero che... possiamo definire rivoluzionario? Abbiamo di fronte una donna autonoma, consapevole, sicura di sé, fedele ai suoi valori, un modello da seguire, che non si lascia sopraffare dalla tristezza, dallo sconforto, dalle ingiustizie. La fine non è altro che il coronamento del bene sul male. Io invece l'avrei desiderato diverso (o forse più realistico). Questo eccesso di buonismo a un certo punto mi ha urtato. Quando le si presenta l'occasione di ribaltare la situazione a suo favore, avrebbe potuto dare a ognuno dei malcapitati le lezioni che si meritavano, perché va bene il riscatto dopo un'esistenza difficile ma...
"Dove c’è gentilezza, c’è bontà. E dove c’è bontà, c’è MAGIA”

Forse a 30 anni lo comprendi poco e ti rimane anche alquanto indigesto. Comunque è stato bello tornar bambina per circa 1 ora e mezzo.
Francesca

2 commenti:

  1. A me questo continua a non ispirarmi. Non lo so, di sicuro lo guarderò, però meh. L'altra sera mi sono riguardata su Sky "Maleficent", e l'ho apprezzato un pochino di più che al cinema, l'avevo adorato solo per Angelina, fighissima e bravissima nei panni di Maleficent. Forse mi ci vuole un po' troppo per digerire questi remake, non so.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io ho visto tutti e due: Questa versione di Cenerentola l'ho apprezzata per la coerenza con la favola tradizionale. Ammetto spudoratamente però che sono andata al cinema a guardarlo solo perché invitata. Non è il mio genere di film preferito. Mentre per Maleficent, come te ho adorato Angelina... proprio tanto. Avrei omesso qualche effetto speciale di troppo. La storia, nel complesso, l'ho trovata davvero originale.

      Elimina