6 aprile 2015

NOS4A2 - Ritorno a Christmasland di Joe Hill [recensione]

NOS4A2
di
Joe Hill

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Traduzione: Andrea Carlo Cappia
Illustrazioni: Gabriel Rodriguez
Pagine: 660
ISBN: 9788820054823
Prezzo: € 19,90

Un ponte separa l'immaginario dalla realtà, "copre la distanza tra smarrito e ritovato". Victoria McQueen scopre di poterlo attraversare, a bordo della sua bicicletta, per recuperare tutto ciò che è perduto. Lo Shorter Way Bridge è crollato tanti anni prima, ma si materializza all'occorrenza per permettere a Vic di oltrepassarlo e giungere esattamente nel luogo dove ritrovare l'oggetto scomparso. Il rapporto difficile con i suoi genitori, la induce ad allontanarsi sempre di più dalla vita vera, chiudendosi nei propri pensieri, nell'insicurezza, nell'aggressività, fino a raggiungere momenti in cui dubita della propria stessa sanità mentale.
In uno dei suoi "viaggi", incontra Maggie, una giovane bibliotecaria a conoscenza delle sue abilità, in quanto anche lei ha una dote molto simile: le rivela l'esistenza di uno spettro spaventoso, incarnato in una Rolls Royce del 1938 targata NOS4A2, guidata da un pericoloso assassino, Charles Talent Manx, il quale si nutre dei dolori dei bambini. Con la promessa di un futuro di svago nel posto di Christmasland, avvicina le anime più tormentate, vittime di genitori inadeguati, per trasformarle in fantasmi privi di vitalità. Il percorso verso il parco dei divertimenti è una lenta agonia che pone fine all'innocenza del bambino, per mutarlo a immagine e somiglianza di Manx.
Vic stenta a credere a questa storia, ma la visita a uno dei nascondigli di Charles mette a dura prova la ragazza che, con difficoltà, fugge dal mostro, aiutata da Lou, l'uomo che diventerà il suo compagno e le rimarrà vicino nelle fasi più critiche, in cui l'interconnessione con l'altro mondo scombussola il presente. Ormai adulta, la protagonista tenta di chiudere con il passato, ma la voglia di vendetta dello spietato assassino si riversa su ciò che è più prezioso per Vic, l'amato figlio Wayne.

Joe Hill è il figlio di Stephen King: ha scritto qualche romanzo e racconto insieme al padre. Premetto che questo è il primo suo lavoro che leggo e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Penso sia quasi impossibile evitare accostamenti tra i due stili, soprattutto visto che il genere è molto simile: la presenza di bambini, creature innocenti corrotte da una entità maligna che si pone tra il mondo della realtà e quello dell'immaginazione; gli adulti, condizionati dai fallimenti e dalle delusioni dei propri genitori, incapaci di assumere questo ruolo senza aver paura di ricadere negli stessi errori; attenzione ai particolari, agli oggetti e alle descrizioni; ampio spazio all'introspezione di ogni figura centrale della narrazione.
Tralasciando i facili paragoni, l'opera è ricca di fascino, soprattutto per aver creato un cattivo, così potente da spaventare il lettore: imparando a conoscerlo, ne scopriamo le intenzioni che, dal suo punto di vista, sono senza peccato. L'obiettivo è quello di dare al bambino la possibilità di fuggire da una realtà infelice per raggiungere un posto in cui è sempre Natale e il divertimento è assicurato. La cattiveria si abbatte sugli adulti, su padri e madri, che hanno mancato verso i propri figli. La protagonista, Vic, si trova ad essere assalita dallo spettro sia da piccola che da grande: lei, unica a essere fuggita, ha denunciato i soprusi di Charles Talent Manx. Ha il potere di distruggere Christmasland, è un'eroina anticonvenzionale, un essere umano con tante debolezze e rimpianti, soprattutto verso le persone importanti della sua vita, Wayne e Lou, alle quali pensa di non aver dato abbastanza, come in tutte le relazioni fondamentali della sua esistenza.

Un libro che rappresenta una riflessione sulla paura di perdere un figlio, per mano di uomini spregevoli, che non riescono a essere assicurati alla giustizia. Un testo che fa i conti con il difficile ruolo dei genitori e con tutti gli errori che di generazione, in generazione vorremmo evitare, ma si ripetono.
L'orrore e l'angoscia sono ingredienti con i quali Joe Hill sa giocare perfettamente e il suo viaggiare tra la realtà e la fantasia, rendendo difficile il riconoscimento del bene e del male, fanno di NOS4A2 un'opera che difficilmente si dimentica.

Quasi, quasi, essere cattivi può avere i suoi vantaggi questa volta: chi non vorrebbe vivere in un mondo dove ogni giorno è Natale?

Veronica

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