24 maggio 2015

Gli Scaduti di Lidia Ravera [recensione]

GLI SCADUTI
di 
Lidia Ravera


Editore: Bompiani
Collana: Narratori Italiani
Pagine: 224
ISBN: 9788845278235
Prezzo: € 17,00


Assistere alla presentazione del nuovo libro di Lidia Ravera, Gli Scaduti, ha suscitato una grande curiosità, soprattutto per i temi attuali trasferiti all'interno di un romanzo distopico, fra i generi che preferisco.
"Non è un paese per vecchi, l'Italia" è in antitesi con ciò che ogni giorno viviamo nel nostro Pese ed è esternato dal pensiero comune. 
Partendo da una riflessione sul presente, immagina una realtà allarmante, perché presagio di un futuro che finisce per non offrire nulla, neanche la speranza.
La società raccontata si basa su un sistema di selezione anagrafica, che prevede l'emarginazione in un luogo non ben definito di tutti coloro che raggiungono i sessant'anni di età. L'abbandono delle proprie esistenze in funzione di un regolare proseguimento non è vissuto come traumatico (se non nel profondo del singolo), bensì come necessario. Così funziona.

La cosa più terrificante dell'esistenza umana è conoscere la propria data di scadenza, che ci priva della fiducia e della spensieratezza quotidiana. L'autrice concentra l'attenzione su un conflitto generazionale, che vede i giovani come fulcro della Nazione: le donne, generatrici di nuove forze a partire dai venticinque anni; gli uomini ricoprono posizioni di grande prestigio e scalano le più alte vette del successo tra i trenta e i quarant'anni. 
Il nuovo sistema con a comando il Partito Unico ha avuto terreno fertile per instaurarsi, a seguito del Grande Disordine. Umberto Delgado, allo scadere del suo tempo, è costretto a lasciare l'amata moglie Elisabetta e il figlio Matteo, per raggiungere un luogo indefinito, in cui sono costretti a coesistere gli scaduti. La felicità e l'inizio di una nuova fase non è esattamente come ci si aspetta: i rottamati hanno da trascorrere tanti anni in un posto che di magico non ha niente; l'incubo che devono affrontare non ha vie di scampo.
Elisabetta trova il modo di spingersi sino allla struttura del marito e rendersi conto dell'imbroglio proclamato dalla classe vigente al potere. Con i pochi mezzi a disposizione, tenta di ribaltare la situazione e creare l'occasione propizia per raggiungere Umberto.
Matteo, a sua volta, è obbligato ad aprire gli occhi: grazie alla madre, sarà lui stesso fautore di una nuova ribellione per smascherare gli inganni dei privilegiati. Federica, sua moglie, è l'archetipo della donna obbediente al nuovo regime, tanto da rendersi insopportabile agli occhi del lettore; insensibile alle preoccupazione della propria famiglia, ha a cuore solo il suo status conquistato con la maternità.

Un romanzo dispotico che suona come un presagio, un campanello d'allarme: l'autrice racconta di un'utopia rottamatrice, allo stesso tempo in antitesi e in pieno collegamento con il nostro presente. I giovani tornano a fare figli prima dei trent'anni e così carriera entro i quaranta, mentre i sessantenni sono stipati in un treno e spediti lontano dagli occhi e dal cuore di amici e familiari.
Un ottimo testo di Lidia Ravera, che si spinge alle estreme conseguenze di una riflessione politica e sociale, che coinvolge tutti e invita a non essere indifferenti nei confronti del mondo in cui viviamo, bensì consapevoli di noi stessi, degli altri e della classe al potere.
Assolutamente consigliato!

Veronica

2 commenti:

  1. Ho letto con molto interesse la tua bella recensione. Mi piace quando il romanzo offre spunti di riflessione e "Gli Scaduti" è un testo che induce a porsi e porre domande sulla nostra società, sulla politica, sul nostro futuro. Un libro da leggere :)

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    1. Ciao Aquila Reale, sono d'accordo con te: il genere distopico, se trattato in modo così profondo e attento, è forse uno dei migliori, proprio perché ci spinge a riflettere! :-)

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