20 giugno 2015

Se niente Importa di Jonathan Safran Foer [Frasi libro]

Se niente Importa
di Jonathan Safran Foer

Frasi libro:
Mangiare gli animali è come l'aborto, una di quelle tematiche in cui è impossibile conoscere con assoluta certezza alcuni dei dettagli più importanti [...] e che va a toccare i disagi più profondi di ognuno di noi, provocando spesso reazioni aggressive o di difesa. È un argomento spinoso, frustrante e di grande risonanza. Ogni domanda ne suscita un'altra ed è facile scoprirsi a difendere una posizione molto più estremista di quanto si creda o si ritenga rispettabile. O peggio ancora, non troviamo rispettabile o che valga la pena di difendere.
Che cos'è la sofferenza? Io non sono sicuro di che cosa sia, ma so che sofferenza è il nome che diamo all'origine di tutti i sospiri, le urla e i gemiti - piccoli e grandi, rozzi e multiformi - che ci affliggono. È una parola che definisce il nostro sguardo ancor più di ciò che stiamo contemplando.
L'etica del "mangia avendone cura" si è perpetuata ed evoluta per migliaia di anni, declinandosi con specificità diverse sulla base delle differenze culturali vigenti nelle regioni in cui era apparsa: in India ha portato alla proibizione di mangiare carne di vacca, nell'Islam e nell'ebraismo all'obbligo di una macellazione rapida, nella tundra russa ha indotto gli yakuti a sostenere che gli animali volessero essere uccisi. Ma non era destinata a durare. L'etica del mangia avendone cura non è diventata obsoleta nel tempo, ma è morta di colpo. È stata uccisa, a dire il vero.

15 giugno 2015

Cold Spring Harbor di Richard Yates [recensione]

COLD SPRING HARBOR
di
Richard Yates

Editore: minimum fax
Collana: Minimum Classics
Traduzione: Andreina Lombardi Bom
ISBN: 9788875212513
Prezzo: € 13,00

L'ultimo lavoro di Richard Yates è ambientato nella cittadina di Cold Spring Harbor, negli anni Quaranta, dove la guerra, con tutte le sue ripercussioni, è opprimente nel passato, nel presente e nel futuro dei personaggi. Facciamo subito conoscenza con la famiglia Shepard, i cui membri sono ben delineati dall'autore, che ne tratteggia figure complicate, alla ricerca del raggiungimento di uno status sociale dignitoso e fiero agli occhi degli altri. Charles è segnato da una carriera militare mancata, abbandonata troppo presto per i problemi di alcolismo della moglie; l'appellativo di capitano lo precede ed è un'etichetta che spesso si sente di rifiutare, in quanto non gli appartiene. Per il figlio Evan spera un futuro promettente, grazie al college che può elevare il suo livello culturale e aprire molte porte; il ragazzo, di bell'aspetto, trova nel suo cammino molte difficoltà che gli impediscono di realizzarsi negli studi. La compagna di scuola Mary decide di sposarlo dopo aver scoperto di aspettare una bambina: neanche la piccola Kathleen riuscirà a tenere la coppia unita a lungo. Quest'ultima è infatti affidata ai nonni materni, per permettere alle ambizioni della madre di concretizzarsi.
Questa separazione sembra il momento favorevole anche per Evan, finalmente pronto ad andare all'università. Il viaggio a New York e l'incontro casuale con la famiglia Drake complica le speranze di Charles di abbracciare un futuro prossimo soddisfacente per l'unico figlio. Gloria, madre sola, incline all'alcool, logorroica, instabile e perennemente sull'orlo di una crisi di nervi. I figli Phil, un quattordicenne altrettanto solitario, senza amici, a disagio perché insicuro di sé, e Rachel, delicata, affabile e affascinante, una boccata di aria fresca per il giovane Shepard.
Un nuovo matrimonio e un figlio in arrivo, tutto blocca nuovamente le aspirazioni di Evan, che si accolla una vita in una nuova casa con la famiglia Drake al completo. Quanto lontana può essere la felicità per i personaggi di Yates? Raggiungere uno status sociale sempre più alto, apparire agli occhi degli altri invidiabili e affascinanti, soddisfare le proprie ambizioni. Tutto sembra ostacolare i propri obiettivi, per quanto più o meno frivoli siano. Evan è il bel ragazzo che fa cadere le donne ai propri piedi, ma sempre finisce per lasciarsi coinvolgere troppo presto e a discapito dei propri sogni. In prossimità della nascita del secondo figlio, finisce per tornare dal suo primo amore, Mary, consapevole che lei ha dato forma alle sue aspirazioni, non appena hanno divorziato, sottolineando come lui fosse solo d'intralcio in quell'unione. Charles ha dovuto abbandonare ogni possibilità di carriera per stare vicino alla moglie alcolizzata; è l'oggetto del desiderio di Gloria, madre instabile, che lotta contro la sua più grande paura, quella di rimanere sola e ignorata da tutti. Phil è appena un ragazzo, ma come la madre, non sopporta di essere invisibile per la famiglia e gli amici. Questa sua insicurezza, lo spinge prima a stringere amicizia con un ragazzo più grande, anche lui completamente abbandonato a se stesso, per poi rifugiarsi in un lavoro di parcheggiatore, in grado finalmente di farlo sentire utile.

Richard Yates immette un po' di sé in ogni protagonista e analizza nel profondo di ciascuno di loro il disfacimento del sogno americano. Per nessuno esiste il lieto fine, il desiderio che si concretizza, ma solo un disperato tentativo di raggiungere un qualcosa in più, al quale non sono destinati. Si combatte contro i mulini al vento e in nessun modo è possibile ribaltare quell'anonima posizione sociale che li contraddistingue: la vita troppo stretta e il susseguirsi repentino di eventi avversi trasformano la lotta in una resa, senza eventualità di riscatto. La frase conclusiva che Rachel dice al figlio nel momento preciso nel quale realizza il fallimento, quel fallimento che intravede continuamente negli occhi della madre, ha il sapore di un presagio futuro privo di speranza.

Opera conclusiva di un autore scoperto quest'anno e che adoro per la sua capacità di dare forma a ogni singola apparizione delle proprie storie, permettendo al lettore di immedesimarsi e lasciarsi trascinare negli eventi che coinvolgono esistenze così cariche di attesa, che si trasforma in mera fantasticheria di fronte alle avversità. 
Assolutamente consigliato!

Veronica

14 giugno 2015

Recensione libro: Sei la mia vita di Ferzan Ozpetek

Sei la mia vita
di Ferzan Ozpetek

Mondadori Editore
228 pagine
17 euro
ISBN 9788804653011
uscito il 5 maggio 2015 


Tutti conosciamo o abbiamo visto almeno una volta un suo film. Negli ultimi anni però Ferzan Ozpetek si è avventurato anche al di fuori dei soliti confini... come per esempio la scrittura. Non sto parlando di sceneggiature per progetti futuri, ma di storie vere e proprie. Dopo "Rosso Istanbul" dell'anno scorso, è la volta di "Sei la mia vita".
Mi piace pensare a questo racconto come a una sorta di biografia dell'anima per sentimentali incalliti dove l'autore ripercorre, adottando la formula del ricordo, il passato:
- La sua formazione professionale e personale in un'epoca in cui l'amore era libero tanto quanto i pregiudizi, il mutare implicito della città che l'ha ospitato sin da giovane, ovvero Roma (la bellissima Roma), la sua ascesa da semplice studente di cinema a regista affermato, gli amici che se ne vanno e quelli che restano.
Da cornice... un viaggio in macchina, mentre raggiunge un piccolo rifugio di montagna, insieme a Valerio, che a volte è presente a se stesso, altre no. Gli aneddoti raccontati sembrano sussurri, pensieri che prendono forma e consistenza man mano che si avvicinano alla meta, per far capire al suo compagno cosa e come fossero stati i giorni prima e senza di lui e come sarebbero se lui non ci fosse più. Tra le pagine rivivi inoltre alcuni spezzoni dei suoi celebri film, come per esempio la terrazza con annesso il pranzo della domenica e con tutti i personaggi pittoreschi (lui non li inventa, ma li ripesca dalla realtà) che l'hanno popolata de "Le fate ignoranti"... Ma non oso svelarvi di più. Chiunque li abbia adorati, può riconoscerne facilmente le atmosfere disincantate. 

Un vero e proprio "caleidoscopio di emozioni" come ho visto scritto da qualche parte. Le emozioni non solo si leggono ma si sentono in profondità rendendoti inadeguata di fronte a un sentimento tanto potente quanto inspiegabile, in particolare se ti ritrovi di fronte a un bivio a senso unico: La malattia, che rende (metaforicamente) sordi, ciechi, incapaci, vuoti a chi ci sbatte addosso involontariamente, dentro, ne è vittima, la subisce e la fa subire perché non può controllarla e non può controllarsi. Infine l'amore che prova a salvare, loro due in particolare, che bastano a se stessi e il dolore che entra dentro portandoli incontro a un destino privo di senso. La perdita spesso porta a questo. A svuotarti di ogni speranza e aspettativa e a non sapere mai con certezza se ne guarirai.

Un'autobiografia romanzata, un diario, una storia di speranza... sospesa in un tempo indefinito. Come se volesse convincerci che quelli come noi, che cercano una cura alla sofferenza che stiamo provando adesso, non siamo soli.
Francesca

10 giugno 2015

Prendi la DeLorean e scappa AA. VV. a cura di Andrea Malabaila [recensione]

PRENDI LA DELOREAN E SCAPPA
di
AA. VV. a cura di Andrea Malabaila

Editore: Las Vegas edizioni
Collana: I Jackpot
Pagine: 164
ISBN: 9788895744322
Prezzo: € 12,00

Autori: Daniele Vecchiotti, Marco Candida, Davide Bacchilega, Giancula Mercandante, Vito Ferro, Elia Gonella, Gianluca Morozzi, Enzo Gaiotto, Claudio Morandini, Roberto Gagnor & Michela Cantarella, Manuela Giacchetta, Christian Mascheroni, Paolo Zardi, Daniele Pasquini, Giuseppe Sofo, Eva Clesis.

Racconti: Mutando, Tornare ad Aurora, Se conoscessimo la fine, non daremmo mai inizio a nulla, Fondali, Potessi tornare indietro, JVC GR-C1, Il futuro non è ancora scritto, Il piumato viaggio a Braemar, nelle Highlands scozzesi, Cupio dissolvi, Carlo Biffa e il banco formaggi del Bennet di San Martino Siccomario (PV), La quindicesima volta, L'ultimo Lettore, La promessa, Un uomo morto sul due e zero, Solo un attimo, Caro M.

Il 1985 è stata un anno pazzesco per l'uscita di pellicole indimenticabili, dei veri e propri cult, che, a distanza di tempo, riescono a far ridere, sognare ed emozionare come alla prima visione.
The Goonies: un gruppo di amici decide di seguire le indicazioni di una mappa misteriosa ritrovata in cantina per raggiungere il tesoro, in grado di salvare le loro case da due imprenditori senza scrupoli, con in mano un progetto per costruire un campo da golf.
St Elmo's Fire: gli intrecci personali dei sette protagonisti, appena laureati, che devono affrontare dilemmi ed errori di valutazione, di diversa entità, tipici dell'età, nei quali tutti possiamo identificarci.
The Breakfast Club: cinque adolescenti si ritrovano a trascorrere l'intero sabato in punizione a scuola. Tutti diversi tra loro, chi più, chi meno popolare, sono uguali nel profondo: si sentono incompresi dai genitori e la detenzione obbligatoria è l'occasione per aprirsi e mostrare come sono realmente, con persone ai loro occhi inaspettate. 
Cercasi Susan Disperatamente: un annuncio sul giornale, Jim alla ricerca della sua fidanzata, un'eccentrica rockstar impersonata da Madonna. Una casalinga disperata legge l'annuncio, si appassiona alla vicenda, viene scambiata per la famosa dispersa, ignara delle conseguenze.
Ce ne sarebbero molti altri, ma i citati sono i miei preferiti dell'anno in questione, insieme al capolavoro di Robert Zemeckins
Ritorno al futuro, protagonista della raccolta di racconti di Prendi la DeLorean e scappa.

Avere a disposizione un mezzo per viaggiare tra passato e futuro, partecipare a eventi ormai trascorsi e dare una sbirciatina a come saremo. Sarebbe un sogno, un sogno che si avvera. Cosa ci si deve aspettare da un libro che si pone come un modo per rivivere il film che tanto ci ha appassionato? L'opera è un vero e proprio omaggio alla trilogia, occasione per festeggiare l'uscita nelle sale di trent'anni fa. Doc e Marty hanno da subito centrato i cuori di noi tutti fan, che ancora oggi ci emozioniamo a rivedere i film e accogliamo favorevolmente ogni tipo di iniziativa per viverlo nuovamente. 
Il filo rosso che collega i diciotto racconti è il viaggio nel tempo: ciascun autore ha preso spunto da un aspetto chiave della pellicola, per creare storie originali, il cui il tocco personale ha permesso di immergersi in un mix di avventura, fantascienza, comicità, romanticismo e, perché no, anche una fase di malinconia, per ciò che è stato o poteva essere.
In Tornare ad Aurora, il protagonista, dopo un duro lavoro di studio, architetta il mezzo in grado di riportarlo indietro nel tempo, per salvare la moglie dalla morte e poter assaporare una nuova vita che mai avrebbe avuto nel presente. 
Leonard Cohen viene rapito in Il futuro non è ancora scritto: del suo talento come compositore se ne appropria il personaggio principale, che racconta in prima persona di come ha avuto successo nel dare alla luce album famosissimi, rendendo popolari brani non ancora usciti.
In Cupio dissolvi, un ragazzo depresso e incapace di relazionarsi col mondo, decide di tornare nel passato per impedire l'incontro dei suoi genitori e così il suo concepimento.
Con L'ultimo lettore, l'autore ricrea un futuro in cui non si legge più, un futuro nostalgico, dove si omaggiano alcuni personaggi celebri della letteratura.
Per i tifosi della Fiorentina, una storia che vede trionfare la squadra del cuore con l'acerrima nemica, la Juventus, con gli occhi di chi vive e soffre durante le stagioni calcistiche. Titolo emblematico: Un uomo morto sul due a zero.
Questi solo alcuni estratti di un'antologia che si lascia avvicinare grazie a un cult famosissimo, per poi offrire molto di più, proprio perché si colloca come originale per la creatività di così tante penne che riescono a collimare perfettamente e dall'altra come un classico per la cura, l'attenzione e l'armonia nel rendere in poche battute e attimi fugaci, gli incontri e le azioni dei protagonisti di ogni singola narrazione.
Gli anni Ottanta esercitano un fascino particolare, soprattutto quando si assaporano in film e libri, anche per chi non ha vissuto in quegli anni: abiti, accessori, atmosfere, persone, tutto assume un alone magico. Con un pizzico di fantasia, catapultiamoci in diversi universi temporali, alla scoperta di un'epoca irresistibile, così carica di aspettative nell'immaginario collettivo, aspettative che saranno piacevolmente ripagate.

Veronica