15 giugno 2015

Cold Spring Harbor di Richard Yates [recensione]

COLD SPRING HARBOR
di
Richard Yates

Editore: minimum fax
Collana: Minimum Classics
Traduzione: Andreina Lombardi Bom
ISBN: 9788875212513
Prezzo: € 13,00

L'ultimo lavoro di Richard Yates è ambientato nella cittadina di Cold Spring Harbor, negli anni Quaranta, dove la guerra, con tutte le sue ripercussioni, è opprimente nel passato, nel presente e nel futuro dei personaggi. Facciamo subito conoscenza con la famiglia Shepard, i cui membri sono ben delineati dall'autore, che ne tratteggia figure complicate, alla ricerca del raggiungimento di uno status sociale dignitoso e fiero agli occhi degli altri. Charles è segnato da una carriera militare mancata, abbandonata troppo presto per i problemi di alcolismo della moglie; l'appellativo di capitano lo precede ed è un'etichetta che spesso si sente di rifiutare, in quanto non gli appartiene. Per il figlio Evan spera un futuro promettente, grazie al college che può elevare il suo livello culturale e aprire molte porte; il ragazzo, di bell'aspetto, trova nel suo cammino molte difficoltà che gli impediscono di realizzarsi negli studi. La compagna di scuola Mary decide di sposarlo dopo aver scoperto di aspettare una bambina: neanche la piccola Kathleen riuscirà a tenere la coppia unita a lungo. Quest'ultima è infatti affidata ai nonni materni, per permettere alle ambizioni della madre di concretizzarsi.
Questa separazione sembra il momento favorevole anche per Evan, finalmente pronto ad andare all'università. Il viaggio a New York e l'incontro casuale con la famiglia Drake complica le speranze di Charles di abbracciare un futuro prossimo soddisfacente per l'unico figlio. Gloria, madre sola, incline all'alcool, logorroica, instabile e perennemente sull'orlo di una crisi di nervi. I figli Phil, un quattordicenne altrettanto solitario, senza amici, a disagio perché insicuro di sé, e Rachel, delicata, affabile e affascinante, una boccata di aria fresca per il giovane Shepard.
Un nuovo matrimonio e un figlio in arrivo, tutto blocca nuovamente le aspirazioni di Evan, che si accolla una vita in una nuova casa con la famiglia Drake al completo. Quanto lontana può essere la felicità per i personaggi di Yates? Raggiungere uno status sociale sempre più alto, apparire agli occhi degli altri invidiabili e affascinanti, soddisfare le proprie ambizioni. Tutto sembra ostacolare i propri obiettivi, per quanto più o meno frivoli siano. Evan è il bel ragazzo che fa cadere le donne ai propri piedi, ma sempre finisce per lasciarsi coinvolgere troppo presto e a discapito dei propri sogni. In prossimità della nascita del secondo figlio, finisce per tornare dal suo primo amore, Mary, consapevole che lei ha dato forma alle sue aspirazioni, non appena hanno divorziato, sottolineando come lui fosse solo d'intralcio in quell'unione. Charles ha dovuto abbandonare ogni possibilità di carriera per stare vicino alla moglie alcolizzata; è l'oggetto del desiderio di Gloria, madre instabile, che lotta contro la sua più grande paura, quella di rimanere sola e ignorata da tutti. Phil è appena un ragazzo, ma come la madre, non sopporta di essere invisibile per la famiglia e gli amici. Questa sua insicurezza, lo spinge prima a stringere amicizia con un ragazzo più grande, anche lui completamente abbandonato a se stesso, per poi rifugiarsi in un lavoro di parcheggiatore, in grado finalmente di farlo sentire utile.

Richard Yates immette un po' di sé in ogni protagonista e analizza nel profondo di ciascuno di loro il disfacimento del sogno americano. Per nessuno esiste il lieto fine, il desiderio che si concretizza, ma solo un disperato tentativo di raggiungere un qualcosa in più, al quale non sono destinati. Si combatte contro i mulini al vento e in nessun modo è possibile ribaltare quell'anonima posizione sociale che li contraddistingue: la vita troppo stretta e il susseguirsi repentino di eventi avversi trasformano la lotta in una resa, senza eventualità di riscatto. La frase conclusiva che Rachel dice al figlio nel momento preciso nel quale realizza il fallimento, quel fallimento che intravede continuamente negli occhi della madre, ha il sapore di un presagio futuro privo di speranza.

Opera conclusiva di un autore scoperto quest'anno e che adoro per la sua capacità di dare forma a ogni singola apparizione delle proprie storie, permettendo al lettore di immedesimarsi e lasciarsi trascinare negli eventi che coinvolgono esistenze così cariche di attesa, che si trasforma in mera fantasticheria di fronte alle avversità. 
Assolutamente consigliato!

Veronica

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