14 giugno 2015

Recensione libro: Sei la mia vita di Ferzan Ozpetek

Sei la mia vita
di Ferzan Ozpetek

Mondadori Editore
228 pagine
17 euro
ISBN 9788804653011
uscito il 5 maggio 2015 


Tutti conosciamo o abbiamo visto almeno una volta un suo film. Negli ultimi anni però Ferzan Ozpetek si è avventurato anche al di fuori dei soliti confini... come per esempio la scrittura. Non sto parlando di sceneggiature per progetti futuri, ma di storie vere e proprie. Dopo "Rosso Istanbul" dell'anno scorso, è la volta di "Sei la mia vita".
Mi piace pensare a questo racconto come a una sorta di biografia dell'anima per sentimentali incalliti dove l'autore ripercorre, adottando la formula del ricordo, il passato:
- La sua formazione professionale e personale in un'epoca in cui l'amore era libero tanto quanto i pregiudizi, il mutare implicito della città che l'ha ospitato sin da giovane, ovvero Roma (la bellissima Roma), la sua ascesa da semplice studente di cinema a regista affermato, gli amici che se ne vanno e quelli che restano.
Da cornice... un viaggio in macchina, mentre raggiunge un piccolo rifugio di montagna, insieme a Valerio, che a volte è presente a se stesso, altre no. Gli aneddoti raccontati sembrano sussurri, pensieri che prendono forma e consistenza man mano che si avvicinano alla meta, per far capire al suo compagno cosa e come fossero stati i giorni prima e senza di lui e come sarebbero se lui non ci fosse più. Tra le pagine rivivi inoltre alcuni spezzoni dei suoi celebri film, come per esempio la terrazza con annesso il pranzo della domenica e con tutti i personaggi pittoreschi (lui non li inventa, ma li ripesca dalla realtà) che l'hanno popolata de "Le fate ignoranti"... Ma non oso svelarvi di più. Chiunque li abbia adorati, può riconoscerne facilmente le atmosfere disincantate. 

Un vero e proprio "caleidoscopio di emozioni" come ho visto scritto da qualche parte. Le emozioni non solo si leggono ma si sentono in profondità rendendoti inadeguata di fronte a un sentimento tanto potente quanto inspiegabile, in particolare se ti ritrovi di fronte a un bivio a senso unico: La malattia, che rende (metaforicamente) sordi, ciechi, incapaci, vuoti a chi ci sbatte addosso involontariamente, dentro, ne è vittima, la subisce e la fa subire perché non può controllarla e non può controllarsi. Infine l'amore che prova a salvare, loro due in particolare, che bastano a se stessi e il dolore che entra dentro portandoli incontro a un destino privo di senso. La perdita spesso porta a questo. A svuotarti di ogni speranza e aspettativa e a non sapere mai con certezza se ne guarirai.

Un'autobiografia romanzata, un diario, una storia di speranza... sospesa in un tempo indefinito. Come se volesse convincerci che quelli come noi, che cercano una cura alla sofferenza che stiamo provando adesso, non siamo soli.
Francesca

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