27 luglio 2015

Wayward Pines - Il bosco di Blake Crouch [recensione]

WAYWARD PINES - Il bosco 
di
Blake Crouch


Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Traduzione: Stefano Di Marino
Pagine: 340
ISBN: 9788820057404
Prezzo: € 16,90
Il passato è storia. Il domani è un mistero. L'oggi è un dono. Per questo si chiama presente. Lavorate duro, siate felici e godetevi la vita a Wayward Pines!
Ethan Burke ha cominciato la sua vita a Wayward Pines con Theresa e Ben. Quest'ultimo frequenta misteriose lezioni a scuola guidato dall'insegnante Megan Fisher, la quale prepara i più giovani ai principi basilari che regolano il nuovo assetto sociale e politico dei superstiti di un'umanità evolutasi completamente negli abbie. Queste creature sono da pochi conosciute: il resto della popolazione ne ignora l'esistenza e, per questo, auspica segretamente la possibilità di tornare alle vecchie vite, o almeno, di lasciare quello strano posto, considerato come una prigione.
Alcuni, definiti i vagabondi, si ritrovano in un posto segreto, per parlare del passato e fantasticare su un futuro diverso. Lo sceriffo è chiamato a indagare sull'omicidio della figlia di David Pilcher, Alyssa, la quale aveva ricevuto l'incarico di spiare i ribelli e rivelarne intenzioni e identità al padre.
Ethan scopre che la sua ex partner, Kate Hewson, ne è il capo e comincia a sospettare di lei e della sua cricca. 

Questo secondo capitolo si concentra soprattutto sulle indagini dello sceriffo, che si trova in più di un'occasione a fare i conti con scelte difficili. Adesso che sa la verità, deve decidere se condividerla con la famiglia e con il resto degli abitanti dell'ultima città esistente sulla Terra. Man mano, si concretizza un'immagine di David Pilcher che lo spaventa e lo costringe a soluzioni estreme: quest'uomo si presenta come Dio e salvatore, quindi unico al quale spetta l'ultima parola sul destino di tutti. Non ha scrupoli e lo vediamo da alcuni estratti che ripercorrono gli ultimi momenti con la moglie e la figlia prima dell'animazione sospesa. Quando ha il sentore di un pericolo che possa mettere a repentaglio il segreto della propria "arca" agisce senza rimorso e con determinazione.
Un altro personaggio entra nel vivo della narrazione, Adam Tobias Hassler, capo di Ethan: ha uno strano legame con Pilcher e fa parte del gruppo di emissari, spediti in ricognizione per determinare cosa sia rimasto della razza umana e del mondo. Nei suoi diari, ricorda una donna con la quale ha un rapporto sentimentale molto profondo; questa, non è altro che Theresa.

Blake Crouch, dopo un primo libro più introduttivo, catapulta il lettore nel vivo della storia, sempre più adrenalica e dai contorni del thriller. Oltre a dover scoprire l'assassino di Alyssa, si rafforza molto l'empatia con Ethan Burke, costretto a fare i conti con un segreto che, se rivelato, potrà avere delle conseguenze inaspettate per la stessa sopravvivenza dei pochi esseri umani rimasti sulla Terra. La verità tanto agognata e cercata, finirà per rafforzare la sensazione di non avere via d'uscita o diventerà simbolo di libertà?


Veronica

18 luglio 2015

Wayward Pines - I Misteri di Blake Crouch [recensione]

WAYWARD PINES - I Misteri
di
Blake Crouch


Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Traduzione: Stefano Di Marino
Pagine: 350
ISBN: 9788820058906
Prezzo: € 16,90

Ethan Burke è un agente dei servizi segreti inviato dal proprio superiore, insieme al collega Stallings, alla ricerca di due agenti federali scomparsi, Kate Hewson e Bill Evans.
Dopo un incidente d'auto, si risveglia senza documenti e in stato confusionale nella cittadina di Wayward Pines, all'apparenza un piccolo paradiso felice.
All'ospedale, incontra l'infermiera Pam, enigmatica e inquietante, che sembra l'unica presenza viva di tutta la struttura. Qualcosa non quadra e Ethan comincia a realizzarlo a ogni nuova conoscenza che ha l'occasione di fare in città. Non riesce a recuperare gli effetti personali, né a comunicare con il mondo esterno, sentendosi sempre più perso.
Dietro l'immagine della città perfetta si celano segreti inquietanti, che lo stesso protagonista stenta a credere. Impossibile abbandonare Wayward Pines, ogni tentativo risulta vano: dopo una fuga tra i boschi, il segreto è rivelato dall'inventore stesso dell'unico posto preservato dall'invasione di creature chiamate aberrazioni, abbie, che altro non sono se non regressioni della specie umana, dovute a molteplici fattori che hanno colpito la Terra.

Il mondo come lo conosciamo non esiste più: le città, l'arte, le possibilità di viaggiare, frequentare il college e realizzarsi in una professione. La devoluzione dell'Homo Sapiens ha portato all'estinzione dell'essere umano. Uno scienziato, David Pilcher, ha capito cosa sarebbe successo, così ha impiegato le proprie risorse per creare un'arca e salvare alcuni uomini, che avrebbero così ripopolato la Terra. Wayward Pines è la salvezza, ma allo stesso tempo una prigione, circondata da una recinzione elettrificata, che non è possibile lasciare: telecamere spiano continuamente le vite di tutti, costretti a fingere la normalità, senza mai menzionare il passato. La punizione per coloro che non rispettano le regole è l'esecuzione collettiva a cura dei propri concittadini, i quali si attrezzano con l'arma che preferiscono per infliggere il castigo; gli stessi bambini sono protagonisti attivi degli eventi denominati fêtes, mascherati come alla festa di Halloween.
L'accettazione nei confronti di un lontano futuro mai immaginato non è così unanime; il seme della ribellione è pronto a esplodere e l'"inventore" dell'arca dà a Ethan Burke il compito di sorvegliare e fermare ogni azione repressiva, per impedire che la verità si diffonda: tutti devono recitare la propria parte senza margini d'errore. 

Il 4028 è l'anno in cui si trova catapultato Ethan Burke, dopo un periodo lunghissimo di letargo: il risveglio è traumatico e da subito sente che quel mondo non gli appartiene. Man, mano che scopre la verità, accetta di far parte di un progetto molto più grande di lui, al fine di proteggere la città, i suoi abitanti e la stessa famiglia, ma non sempre approva il modo d'agire di David Pilcher. Quest'ultimo, si sente investito di un compito importante, tanto da immedesimarsi in Dio; non a caso, la metafora dell'arca di Noè e la selezione dei prescelti, unici esemplari a essersi salvati da una vera è propria apocalisse. 
Blake Crouch spiega nella postfazione la sua fonte di ispirazione, ovvero la serie cult Twin Peaks: concepisce un mondo abitato da personaggi speciali e particolari; con uno stile scorrevole e veloce, concentra in un romanzo distopico, una grande varietà di messaggi, che colpiscono il lettore, il quale si immedesima in uno degli ignari cittadini di un paesino inventato e combatte con la necessità di scoprire la verità, perché non immagina che il tutto sia peggio della finzione costretta a vivere.

M. Night Shyamalan ha ideato una serie tv costituita da dieci episodi, in onda attualmente sul canale Fox: ispirata al libro, si dipana in modo distante, tanto da distinguersi come esperienza nuova rispetto alla lettura. Entrambe, assolutamente consigliate!




Veronica

6 luglio 2015

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen [recensione]

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
di
Jane Austen

Editore: Feltrinelli
Collana: Universale economica feltrinelli
Traduzione: Melania La Russa
Pagine: 400
ISBN: 9788807900846
Prezzo: € 9,00

L'arrivo a Netherfield dello scapolo d'oro Mr Bingley sconvolge la famiglia Bennet, soprattutto quella di Mrs Bennet, il cui desiderio più grande è vedere sistemate in un buon matrimonio le sue figlie, o almeno qualcuna. Non avendo eredi maschi, è consapevole che alla morte del marito, deve fare i conti con la perdita della tenuta di Longbourn, nell'Hertfordshire.
Da subito, si instaura un'alchimia particolare tra Jane, figlia maggiore e, a detta dei più, bellissima e Mr Bingley. Quest'ultimo, sopraggiunge in visita, accompagnato dalle due sorelle, Caroline, Mrs Hurst, il marito di quest'ultima, e l'affascinante, nonché impenetrabile, Mr Darcy.
Il ballo organizzato dall'amico Mr Lucas crea l'occasione ideale per poter mettere in mostra le giovani ragazze in età da marito. Elizabeth, la prediletta di Mr Bennet per intelligenza e sagacia, osserva con positività l'amicizia della sorella favorita Jane e ogni singolo elemento presente al grande evento, costruendosi piano, piano un'opinione su qualsiasi cosa. Per esempio, Mr Darcy, la colpisce per l'orgoglio, l'imperscrutabilità e la capacità di ferire e giudicare senza conoscere.
Subito, valuta senza alcun freno ogni presenza femminile in sala, non abbastanza carina o affascinante per destare il suo interesse:
"Tu stai ballando con la sola bella ragazza della sala," disse Mr Darcy osservando la maggiore delle signorine Bennet. "Oh! Lei è la più incantevole creatura che abbia mai visto! Ma c'è una delle sue sorelle, seduta proprio dietro di te, che è molto graziosa e, sono certo, altrettanto simpatica. Lascia che io chieda alla mia dama di presentartela". "Ma a chi alludi?" disse Darcy e, girandosi, fissò per un attimo Elizabeth, finché, incontrandone lo sguardo, ritrasse prontamente il suo, dicendo freddamente: "È passabile, ma non abbastanza bella per tentare me, e al momento non sono affatto in vena di intrattenere le signorine trascurate dagli altri giovanotti. Faresti meglio a ritornare dalla tua dama e a godere dei suoi sorrisi perché con me perdi il tuo tempo".
In poco tempo, Mr Darcy sarà costretto a fare i conti con un sentimento inaspettato e profondo nei confronti di Elizabeth. Tenta in ogni modo di contrastare questo amore, consapevole dell'inadeguatezza dovuta alla posizione sociale modesta della famiglia Bennet. Il suo scopo si attua anche nella missione per la quale si adopera senza scrupoli, ovvero frenare l'occasione di unione perfetta per Jane e Mr Bingley. Si pente delle proprie azioni e rimedia con tutte le sue forze, al fine di farsi rivalutare dalla donna desiderata, riparando agli errori e ricucendo rapporti strappati.
Elizabeth non considera l'uomo degno di rispetto e attenzione, soprattutto essendo venuta a sapere di suoi comportamenti passati inopportuni. Molte di queste voci si rivelano senza fondamento e le azioni sincere permettono alla ragazza di definire con certezza un quadro sempre più positivo dell'uomo sino a poco prima detestato.

Jane Austen analizza e descrive attraverso il vivo dialogo dei personaggi la società inglese di fine Settecento.
La personalità di ciascuno si delinea con precisione attraverso la visione dell'altro. Scopriamo subito la superficialità delle due sorelle più giovani, Lydia e Catherine: "[...] le loro testoline erano più vuote di quelle delle sorelle e ,quando non avevano niente di meglio da fare, una passeggiata a Meryton si rendeva necessaria per riempire le ore mattutine e per rifornirsi di argomenti di conversazione per la sera". 
Lydia scappa con un ufficiale senza un soldo, mettendo a repentaglio la reputazione della famiglia; solo grazie all'intervento degli zii e di Mr Darcy, si sposa con Mr Wicham e in nessuna occasione mostra rammarico per i suoi sbagli e il suo egoismo. Durante le conversazioni che seguono le nozze, la fierezza e il vanto per la sua nuova vita sono in primo piano.
Mary, la terza per età, non manifesta doti rimarchevoli, si nasconde dietro agli studi e interviene nelle discussioni, riportando citazioni delle opere lette e mai un'opinione personale.
Jane è timida, poco incline a esibire i suoi sentimenti, cauta e spesso incompresa da chi le ruota attorno. L'unica che dimostra di conoscerla a fondo è Elizabeth, sempre presente e preoccupata della felicità della sorella. Quest'ultima è vittima del pregiudizio e, solo dopo molte prove, ammette di aver valutato affrettatamente Mr Darcy: si pente del rifiuto alla prima proposta di matrimonio, ma si abbandona all'amore alla fine del romanzo.
Mrs Bennet è descritta come una donna sciocca, volgare, sfacciata, priva di buone maniere e in grado di trasformare ogni situazione in un ambiente carico di imbarazzo.
Mr Bennet è invece sarcastico, senza peli sulla lingua, molto fiero di Elizabeth, che sempre lo sorprende in positivo per il carattere e le scelte di giudizio.

Un classico della letteratura inglese, messo in scena dalla brillante Jane Austen, che, attraverso i fitti dialoghi e le due storie d'amore di Jane e Mr Bingley e Elizabeth e Mr Darcy, affronta, in tutta la sua più viva realtà, le dinamiche della società del tempo, non priva di pregiudizi, formalità e frivolezze.
Altro punto di forza dell'opera, forse il più importante, è l'immagine della donna forte e anticonformista, alla ricerca di un matrimonio non di convenienza, bensì felice, appagante e ricambiato. 
Questa è la figura in cui immedesimarsi in qualsiasi epoca e pensare a come l'autrice lo ha esternato e trasmesso due secoli fa, invita a non dimenticarsi di credere in noi stesse e nella possibilità di realizzare i sogni, senza lasciarsi surclassare da convenzioni o imposizioni.
Evviva il romanticismo, quello vero!

Veronica

2 luglio 2015

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen [frasi]

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
di 
Jane Austen



"Il suo orgoglio," disse Miss Lucas "non è, tuttavia, così criticabile come in altri casi, poiché ha qualche attenuante. Non può difatti meravigliare il fatto che un giovane così intelligente, con una famiglia così importante, una tale fortuna e al quale tutto sorride, debba avere un'alta opinione di sé. Se così posso dire, ha quasi il diritto di essere orgoglioso". 
"[...] Se una donna dissimula i suoi sentimenti con tanta cura anche di fronte all'oggetto amato, può perdere l'opportunità di conquistarlo e in questo caso sarebbe una ben magra consolazione sapere che nessuno si è accorto di qualcosa. C'è così tanta gratitudine o addirittura vanità in quasi tutti i sentimenti, che è più prudente saper far vibrare tutte queste corde all'unisono. Tutti noi possiamo innamorarci spontaneamente, è una cosa naturale, ma sono ben poche le persone dal cuore tanto generoso che si innamorano senza essere incoraggiate. In nove casi su dieci, ad una donna conviene mostrare ancora più affetto di quello che realmente prova". 
"[...] La felicità nel matrimonio è solo una questione di fortuna. In fin dei conti, anche ammettendo che i due si conoscano da sempre e abbiano due caratteri addirittura identici, non è detto che questo possa essere un vantaggio tale da renderli felici. Si scopriranno sempre abbastanza diversi da avere la loro parte di contrasti ed è sicuramente preferibile conoscere il meno possibile i difetti della persona con cui si dovrà trascorrere tutta la vita". 
"Il villaggio di Longbourn era solo ad un miglio da Meryton, distanza piuttosto comoda per le signorine, che, generalmente, cedevano alla tentazione di andarvi tre o quattro volte alla settimana, per andare a trovare la zia e una modista che si trovava proprio sulla loro strada. Le due più giovani della famiglia, Catherine e Lydia, erano particolarmente assidue a queste gite; le loro testoline erano più vuote di quelle delle sorelle, e, quando non avevano niente di meglio da fare, una passeggiata a Meryton  si rendeva necessaria per riempire le ore mattutine e per rifornirsi di argomenti di conversazione per la sera". 
"Darcy si risolse, intelligentemente, a prestare particolarmente attenzione a non mostrare alcun segno di ammirazione che potesse destare in Elizabeth la speranza di poter influire sulla sua felicità; consapevole che se tale idea fosse già stata suggerita, il suo comportamento nei suoi confronti, nel corso di quell'ultima giornata, avrebbe avuto abbastanza peso per confermare quell'illusione o per annientarla. Fermo in questo proposito, scambiò a malapena qualche parola con lei per tutto quel sabato, sebbene fossero rimasti soli per circa una mezz'oretta, egli si concentrò coscienziosamente sul suo libro senza nemmeno guardarla". 
"Ad Elizabeth sembrava che l'intera famiglia si fosse accordata per esporsi il più possibile al ridicolo nel corso della serata, non avrebbero potuto recitare le loro parti con maggior spirito, né con migliore successo; l'unica cosa che la consolava era il fatto che, fortunatamente, parte della loro esibizione era sfuggita a Mr Bingley, il cui carattere, ad ogni modo, non era tale da lasciarsi impressionare da tante stupidaggini. Era sufficientemente sgradevole l'idea che le sue due sorelle e Mr Darcy avessero tale opportunità di ridicolizzare i suoi parenti, e non avrebbe saputo dire se le fosse più intollerabile il silenzioso disprezzo di lui, o gli insolenti sorrisi delle signore". 
"Malgrado l'antipatia profondamente radicata che provava per Mr Darcy, Elizabeth non poté rimanere insensibile nel sentirsi oggetto d'amore per un uomo simile, e sebbene le sue intenzioni nei suoi confronti rimanessero sempre tali, non poté fare a meno di dispiacersi per la sofferenza che gli avrebbe causato; alla fine però, il risentimento provocato dalle sue ultime parole mutò questa compassione in indignazione. Cercò, comunque, di ricomporsi per rispondergli con calma, quando fosse venuto il momento. Egli concluse esponendo la forza di un sentimento che, nonostante tutti i suoi tentativi, non era stato capace di vincere, ed esprimendo la sua speranza che sarebbe stato ricompensato ottenendo la sua mano. Mentre parlava così, lei poté facilmente accorgersi che lui non dubitava affatto di una risposta favorevole. Parlava di apprensione e di ansia, ma il suo atteggiamento esprimeva un'effettiva sicurezza". 
"I pensieri di Elizabeth erano più che mai rivolti a Pemberley, e la serata, anche se le sembrava non passare mai, non fu lunga abbastanza per consentirle di accertarsi dei propri sentimenti verso una persona che abitava in quella casa; rimase sveglia due ore intere nel tentativo di chiarirsi l'enigma. Di sicuro non lo odiava. No, l'odio era svanito da tempo e da quasi altrettanto tempo si vergognava di aver provato dell'antipatia per lui, se così poteva essere chiamata".
Veronica

A breve, su questo spazio la recensione!