2 luglio 2015

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen [frasi]

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
di 
Jane Austen



"Il suo orgoglio," disse Miss Lucas "non è, tuttavia, così criticabile come in altri casi, poiché ha qualche attenuante. Non può difatti meravigliare il fatto che un giovane così intelligente, con una famiglia così importante, una tale fortuna e al quale tutto sorride, debba avere un'alta opinione di sé. Se così posso dire, ha quasi il diritto di essere orgoglioso". 
"[...] Se una donna dissimula i suoi sentimenti con tanta cura anche di fronte all'oggetto amato, può perdere l'opportunità di conquistarlo e in questo caso sarebbe una ben magra consolazione sapere che nessuno si è accorto di qualcosa. C'è così tanta gratitudine o addirittura vanità in quasi tutti i sentimenti, che è più prudente saper far vibrare tutte queste corde all'unisono. Tutti noi possiamo innamorarci spontaneamente, è una cosa naturale, ma sono ben poche le persone dal cuore tanto generoso che si innamorano senza essere incoraggiate. In nove casi su dieci, ad una donna conviene mostrare ancora più affetto di quello che realmente prova". 
"[...] La felicità nel matrimonio è solo una questione di fortuna. In fin dei conti, anche ammettendo che i due si conoscano da sempre e abbiano due caratteri addirittura identici, non è detto che questo possa essere un vantaggio tale da renderli felici. Si scopriranno sempre abbastanza diversi da avere la loro parte di contrasti ed è sicuramente preferibile conoscere il meno possibile i difetti della persona con cui si dovrà trascorrere tutta la vita". 
"Il villaggio di Longbourn era solo ad un miglio da Meryton, distanza piuttosto comoda per le signorine, che, generalmente, cedevano alla tentazione di andarvi tre o quattro volte alla settimana, per andare a trovare la zia e una modista che si trovava proprio sulla loro strada. Le due più giovani della famiglia, Catherine e Lydia, erano particolarmente assidue a queste gite; le loro testoline erano più vuote di quelle delle sorelle, e, quando non avevano niente di meglio da fare, una passeggiata a Meryton  si rendeva necessaria per riempire le ore mattutine e per rifornirsi di argomenti di conversazione per la sera". 
"Darcy si risolse, intelligentemente, a prestare particolarmente attenzione a non mostrare alcun segno di ammirazione che potesse destare in Elizabeth la speranza di poter influire sulla sua felicità; consapevole che se tale idea fosse già stata suggerita, il suo comportamento nei suoi confronti, nel corso di quell'ultima giornata, avrebbe avuto abbastanza peso per confermare quell'illusione o per annientarla. Fermo in questo proposito, scambiò a malapena qualche parola con lei per tutto quel sabato, sebbene fossero rimasti soli per circa una mezz'oretta, egli si concentrò coscienziosamente sul suo libro senza nemmeno guardarla". 
"Ad Elizabeth sembrava che l'intera famiglia si fosse accordata per esporsi il più possibile al ridicolo nel corso della serata, non avrebbero potuto recitare le loro parti con maggior spirito, né con migliore successo; l'unica cosa che la consolava era il fatto che, fortunatamente, parte della loro esibizione era sfuggita a Mr Bingley, il cui carattere, ad ogni modo, non era tale da lasciarsi impressionare da tante stupidaggini. Era sufficientemente sgradevole l'idea che le sue due sorelle e Mr Darcy avessero tale opportunità di ridicolizzare i suoi parenti, e non avrebbe saputo dire se le fosse più intollerabile il silenzioso disprezzo di lui, o gli insolenti sorrisi delle signore". 
"Malgrado l'antipatia profondamente radicata che provava per Mr Darcy, Elizabeth non poté rimanere insensibile nel sentirsi oggetto d'amore per un uomo simile, e sebbene le sue intenzioni nei suoi confronti rimanessero sempre tali, non poté fare a meno di dispiacersi per la sofferenza che gli avrebbe causato; alla fine però, il risentimento provocato dalle sue ultime parole mutò questa compassione in indignazione. Cercò, comunque, di ricomporsi per rispondergli con calma, quando fosse venuto il momento. Egli concluse esponendo la forza di un sentimento che, nonostante tutti i suoi tentativi, non era stato capace di vincere, ed esprimendo la sua speranza che sarebbe stato ricompensato ottenendo la sua mano. Mentre parlava così, lei poté facilmente accorgersi che lui non dubitava affatto di una risposta favorevole. Parlava di apprensione e di ansia, ma il suo atteggiamento esprimeva un'effettiva sicurezza". 
"I pensieri di Elizabeth erano più che mai rivolti a Pemberley, e la serata, anche se le sembrava non passare mai, non fu lunga abbastanza per consentirle di accertarsi dei propri sentimenti verso una persona che abitava in quella casa; rimase sveglia due ore intere nel tentativo di chiarirsi l'enigma. Di sicuro non lo odiava. No, l'odio era svanito da tempo e da quasi altrettanto tempo si vergognava di aver provato dell'antipatia per lui, se così poteva essere chiamata".
Veronica

A breve, su questo spazio la recensione!

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