8 agosto 2015

Wayward Pines - L'ultima città di Blake Crouch [recensione]

WAYWARD PINES - L'ULTIMA CITTÀ
di
Blake Crouch


Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Traduzione: Stefano Di Marino
Pagine: 340
ISBN: 9788820058814
Prezzo: € 16,90

Ora che la verità è stata svelata, conseguenze e reazioni si abbattono sulla città di Wayward Pines. Il dottor David Pilcher, ferito e privo del controllo da sempre avuto sulla sua piccola e preziosa arca, disattiva la corrente alla recinzione che protegge l'ultimo gruppo di esseri umani rimasti, permettendo libero accesso agli abbie. Gli abitanti sono sconvolti dalle parole dello sceriffo Burke e dal fatto che non potranno mai più vedere i loro cari; sono passati duemila anni e il luogo dove si svolgono le loro nuove esistenze è l'ultimo preservato dalla devoluzione della razza umana.
La scelta sconsiderata dell'uomo che ha creato la loro ancora di salvezza non lascia a nessuno il tempo di digerire la notizia. Mostri spaventosi invadono le case e le strade. La morte è lenta, atroce e non sembra esserci più speranza:
"Sugli schermi passavano le riprese video delle telecamere, piazzate in ogni stanza di ogni casa. Di ogni negozio. Tra i cespugli. Nascoste nei pali della luce. Venivano azionate dai microchip inseriti nella parte posteriore della gamba sinistra di ogni abitante della città e quella notte (Mio Dio!) scattavano in continuazione. Praticamente ogni monitor era accesso. Su uno schermo, un abbie inseguiva una donna su per le scale. Su un altro, tre mostri stavano facendo a pezzi un uomo nella sua cucina. ...Una folla disordinata correva in cerca di salvezza lungo la via principale, e veniva sopraffatta dagli abbie davanti al negozio di dolciumi. ...Un mostro stava divorando Belinda Moran nella sua poltrona reclinabile. ...Famiglie che scappavano nei vicoli. ...Genitori che facevano da scudo ai propri figli per proteggerli da un orrore che non erano in grado di fermare. Innumerevoli scene di sofferenza, orrore e disperazione. Pilcher si versò un drink da una bottiglia di scotch, una di quelle del 1925, cercando di capire che cosa provava di fronte a tanta atrocità. C'era un precedente, ovvio. Quando i figli di Dio si erano ribellati, il Creatore aveva inflitto loro la giusta punizione. Una voce sommessa, quella che da tempo Pilcher aveva imparato a ignorare, sussurrò alla sua mente folle: Sei davvero convinto di essere il loro Dio?". 
La struttura dl terzo libro è concentrata in capitoli brevi che mantengono alta la tensione e raccontano il degenerare della situazione da un diverso punto di vista. Ogni personaggio non ha il tempo di affrontare la verità; il primo e unico pensiero è quello di fuggire all'invasione di creature aberranti, che mai avrebbero pensato poter essere reali. Ethan Burke cerca di raggiungere la montagna per riprendere il controllo della città, avvertire gli uomini di fiducia del dottore e salvare più persone possibili.
In questa lotta per la sopravvivenza, Pilcher continua a credersi Dio e guarda senza un minimo di pentimento il risultato delle proprie azioni. Ha ancora a disposizione molte persone in animazione sospesa e non appena tutti coloro che gli hanno voltato le spalle, dubitando delle sue scelte, moriranno, potrà di nuovo creare una civiltà sottomessa.

Il genere distopico è sempre ricco di spunti di riflessione, in quanto analizza una situazione immaginaria, ma con tratti di realtà molto forti. Lo scienziato comprende prima di tutti quello che sta per succedere, crea un luogo, l'ultimo sulla Terra, che accoglie i prescelti. Stabilisce le regole, spia ogni abitante e si assicura che ciascun faccia la sua parte. Non ha scrupoli a uccidere la stessa figlia per impedire a una manciata di ribelli di scoprire la verità e rivelarla agli altri. L'eroe, Ethan Burke, crede nelle persone di Wayward Pines, alle quali svela il segreto più grande, perché ha fiducia nella loro capacità di reagire in maniera giusta. 
Fuori gioco il creatore, tenta il tutto e per tutto per mantenere in vita i superstiti, cercando insieme a loro una soluzione democratica, spazzando via le vecchie leggi dittatoriali di Pilcher.
Una trilogia avvincente, che ho amato molto, soprattutto perché punta sull'azione e sulle considerazioni a carattere sociale e morale. Non si perde, non è frettolosa nella soluzione degli enigmi e lascia al lettore molto a cui pensare, soprattutto raggiunta la fase finale.

Veronica

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