10 ottobre 2015

Cane mangia cane di Edward Bunker [recensione]

CANE MANGIA CANE
di 
Edward Bunker

Editore: Einaudi
Collana: Stile libero noir
Traduzione: Emanuela Turchetti
Pagine: 330
ISBN: 9788806178550
Prezzo: € 13,00
"È possibile dire che uno scrittore non dovrebbe rappresentare niente che oltrepassi i limiti della sua esperienza? Come romanziere, per essermi avventurato io stesso in territori sconosciuti, ho sempre avuto la sensazione che è prerogativa di chi scrive trattare luoghi e avvenimenti di cui non si possiede necessariamente una conoscenza di prima mano. L'immaginazione è sovrana, e il suo potere quasi da solo dovrebbe essere in grado di trasformare qualsiasi soggetto, se lo scrittore è sufficientemente dotato, in qualcosa di stupefacente, e di rappresentarlo in maniera più reale anche rispetto a chi, pur avendo familiarità totale con quell'ambiente, sia meno dotato. [...] Esiste tuttavia un campo dell'esperienza umana in cui la mancanza di conoscenza diretta rappresenti un ostacolo alla sua rappresentazione?"
William Styron riflette così nell'Appendice del volume, sostenendo quanto sia stato importante per lo stesso autore aver vissuto in prima persona le esperienze di cui parla, l'ambiente criminale che è sfondo di Cane mangia cane.
Edward Bunker entra subito nel vivo della narrazione, catapultandoci in una stanza dove il personaggio di Mad Dog McCain sta assumendo cocaina; prima la sniffa e poi cerca di abbandonare la realtà, iniettandosela direttamente in vena. Si spara una dose dietro l'altra fino all'arrivo della compagna e della figlia; McCain ha in mente di riunirsi a Troy e Diesel, conosciuti al riformatorio, per pianificare qualche colpo e racimolare un po' di soldi. Un litigio dai toni sempre più caldi fa perdere le staffe al già strafatto criminale, che senza grossi tentennamenti, massacra la famiglia. Lui è l'incontrollabile del gruppo, inaffidabile e incapace di mantenere la lucidità quando serve: Diesel lo sa e ne è sempre più consapevole dopo la scoperta dei corpi nascosti nel frigo di casa del vecchio amico. Troy, il leader del gruppo, idolatrato dai due compari, esce dal carcere: non tenta di reinserirsi nella società, bensì subito nel mondo malavitoso, cambiato dopo tanti anni, ma unica realtà conosciuta.
Dopo qualche rapina ai danni di altri criminali, che permette loro di guadagnare grosse somme di denaro, si preparano a una missione maggiormente pericolosa. Il detenuto Chepe Hernandez deve riscuotere un credito di quattro milioni di dollari da un trafficante, Mike Brennan; ingaggia Troy per rapire il figlio di un anno del nemico, al fine di ottenere quello che gli spetta. 
Il gruppo accetta l'incarico, ma le cose non vanno come dovrebbero, le complicazioni si moltiplicano e il destino di eterni farabutti senza possibilità di riscatto sembra perseguitarli.
I protagonisti si sono conosciuti a San Quentin, hanno vissuto solo la delinquenza e il carcere; non credono di poter esistere in modo diverso, far parte della società come cittadini onesti. La prossima condanna sarà per tutti sinonimo di ergastolo e quindi non hanno più niente da perdere.
Sono realmente cani sciolti, incontrollabili senza una vera e propria meta, pronti ad approfittarsi di qualsiasi situazione a proprio vantaggio.
L'aspetto che specialmente colpisce della narrazione è il realismo descrittivo, il punto di vista di chi sa di che cosa sta parlando, senza eccessi o forzature per dare enfasi alle situazioni, anche perché non ne necessitano. Si respira un universo marcio, abitato da ferocia, in cui tutti pensano solo a se stessi, ai propri bisogni, come droga, alcool o soldi. Il passato è spietato e nessuno sprazzo di luce ha creato l'occasione di mutare rotta. Lo stesso Edward Bunker, con una sorta di disfattismo, sottolinea come la società non crei delle possibilità di cambiamento; anche desiderando un'alternativa alla delinquenza, questa non potrà mai accadere.

Il testo presenta una sintassi articolata (le frasi brevi e brevissime sono una minoranza), i dialoghi sono intimi e spesso liberatori per gli stessi protagonisti, lo stile noir è coinvolgente, senza fronzoli. L'azione serrata lascia ampio spazio ai momenti di riflessione, attimi in cui l'autore si confessa profondamente con il lettore, il quale ascolta rapito un mondo lontano e spietato.

Veronica

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