13 ottobre 2015

Mi sa che fuori è primavera di Concita De Gregorio [recensione libro]

Mi sa che fuori è primavera
Concita De Gregorio

Feltrinelli Editore
128 pagine
13 euro 
ISBN: 9788807031588
uscito a giugno 2015

Irina è un avvocato italiano residente in Svizzera, madre di due gemelle di 6 anni, Alessia e Livia, sposata con Matthias, ingegnere svizzero-tedesco. A un certo punto qualcosa nel loro rapporto s'incrina. I due divorziano. Il 30 gennaio 2011, l'ex marito prende le bambine con sé e sparisce. Dopo 5 giorni di viaggio attraverso la Francia e la Corsica arriva a Cerignola in Puglia, parcheggia l’auto, si dirige in stazione, si suicida lasciandosi travolgere dal treno. L'unica cosa che le rimane dopo questo "incidente" è un biglietto: «Le bambine non hanno sofferto, non le vedrai mai più».  Una vicenda (accaduta realmente) che ha dominato la cronaca nostrana per svariati mesi. Il libro infatti nasce grazie a un incontro tra Irina Lucidi e Concita De Gregorio e la volontà di raccontare i fatti dal punto di vista di chi l'ha subìti: una vittima considerata carnefice, solo perché donna, forte e che non si arrende al dolore, nonostante il dolore la tormenti ancora. La trama è articolata, segue una struttura piuttosto frammentaria che va dalle lettere scritte (sono una invenzione letteraria) alle persone che avrebbero potuto avere un ruolo rilevante ai fini dell'indagine ma invece sono sparite nel nulla; ai ricordi passati; al presente, ovvero al modo di sopravvivere-ricostruirsi nonostante le macerie intorno... dando vita a una versione romanzata della verità.

Qualche tempo fa (proprio nel periodo in cui lo stavo leggendo) mentre aspettavo di ritirare dei documenti, il ragazzo che mi stava servendo, mi ha detto: - Sai ho perso i miei genitori da poco. Sono morti tutti e due nel giro di un anno. Sono stato molto male. Credo però sia più terribile perdere un figlio... Se per tua madre e tuo padre te lo aspetti che prima o poi se ne andranno, con questa cosa non ci puoi fare i conti, non l'accetti, non è nell'ordine naturale, non trovi più un motivo per andare avanti.

Strano come certi argomenti vengano a cercarti ovunque ti trovi e nella testa prenda forma un pensiero (univoco): - Perché farci male quando possiamo farci bene? Una domanda a cui non sappiamo rispondere, in particolare se la ragione di questo male porta il nome dell'uomo che ti sta accanto, il tuo compagno, il padre dei tuoi figli... Lo hai lasciato perché oltre alla facciata benpensante col quale adorava mascherarsi (per le circostanze), le sue ossessioni e manie di controllo ti facevano sentire inadeguata, dal lato sbagliato del mondo. Te lo ricordava ogni giorno con degli stupidi post-it sparsi per casa. Quei post-it oltre a renderti un'estranea nelle tue stesse mura, logoravano il rapporto mettendolo su due piani diversi. Non esiste niente di più sbagliato di qualcuno che usa la violenza psicologica per trattenerti e poi la ri-usa attaccando la tua vulnerabilità. Vi siete mai chiesti come mai quando una relazione non va più i figli spesso vengono usati come "il coltello dalla parte del manico" di uno dei due? Cosa succede, alla nostra mente, quando i pensieri distruttivi prendono forma e diventano azioni (nocive e irrimediabili)? Ti trovi ogni giorno in preda a un dolore inspiegabile, non ti senti più la stessa, perché i gesti di qualcuno si sono trasformati nella conseguenza di quello che sei adesso e perché il modo di ricostruirti forse lo trovi (ma non ne sei così sicura)... Come un vaso che si rompe, tutto si può aggiustare, le crepe però si vedranno per sempre.

Una storia che lascia senza fiato per la sua bellezza, che vale la pena conoscere per prendere coscienza di quanto nella vita possiamo essere capaci di commettere atrocità inimmaginabili. Alla fine noi siamo il risultato delle nostre scelte, scelte che a volte non ci permettono di tornare indietro.

Francesca

3 commenti:

  1. Wow! Scusa ma non mi trattengo, devo andare a cercare questo libro! Grazie per la segnalazione :)

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    1. prego! E dopo che l'hai letto... se ti va di dirmi cosa ne pensi, se ti è piaciuto insomma mi fa piacere!

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