19 ottobre 2015

Nuove esperienze: un corso di scrittura creativa


Corso di scrittura creativa
libreria Leggermente
II Lezione

Com'è difficile parlare in pubblico, soprattutto quando di tratta di esternare una tua idea, che sei così insicuro, da credere sia la più grossa stupidaggine mai pensata.
Però anche una banalità può diventare un colpo di genio se sviluppata con:
- metodo;
- stile;
- struttura.
La seconda lezione è ripartita da questi tre strumenti, da tenere sempre al centro nel nostro tentativo di scrivere un libro.
Su Minima & Moralia, Vanni Santoni ha preparato una lista fissa di domande sul metodo, che mostrano la diversa prassi nell'affrontare la stesura di un testo destinato alla pubblicazione:
quanto si arriva a produrre in una giornata di lavoro, le ore attive dedicate, chi utilizza carta o pc, se si preferisce fare largo uso di schemi e mappe concettuali o si butta giù la storia di getto, il numero di riscritture, i libri che più hanno influenzato il mestiere (Discorsi sul metodo I e II).
Interviste che scattano una fotografia su come, per ciascuno scrittore o aspirante tale, sia diverso e soggettivo il meccanismo di creazione di un'opera d'arte. Nel corso, stiamo seguendo una linea standard molto utile per capire dove il nostro progetto può arrivare: dopo l'idea per un libro in poche battute, una scaletta dei macro-eventi, ciascuno dei quali può a sua volta dettagliarsi in micro-eventi. Nessuno vieta di potersi concentrare su un argomento, su un episodio o un personaggio, senza per forza attenersi allo svolgersi progressivo dei fatti. L'elenco dei passaggi che definiscono l'intreccio narrativo di inizio, centro e fine è solo una guida, non per forza un modello fisso e limitante da mantenere senza possibilità di variazioni.
In merito al tema di costruzione della trama e lavoro sulla struttura, abbiamo cercato di ideare delle storie a partire da quadri famosi: ogni membro del gruppo ha tentato di coesistere le proprie impressioni al fine di abbozzare un testo di senso compiuto.
Una serata all'insegna della creatività e alla ricerca di un proprio percorso personale, che, piano, piano, si delinea per tutti. Forse non arriverò a scrivere un romanzo, ma sicuramente, il pensare a un metodo per mettere su carta un discorso lineare intorno a un macro argomento è un esercizio utilissimo anche per chi come me scrive recensioni e articoli brevi.

James Ellroy, autore del quale spero al più presto di recuperare qualcosa, è uno dei più presenti nelle lezioni del corso e, fra le sue interviste (http://www.vice.com/it/read/intervista-a-james-ellroy), questo estratto, che lo consacra un tantino come persona irritante, ma spinge a desiderare di avere il suo superpotere:
"Io penso di aver sempre voluto e cercato di essere felice nella mia vita, e penso anche di esserci riuscito. Non sono mai stato depresso, né mi sono mai lamentato troppo. Sono un americano religioso, eterosessuale di destra, sembra quasi che sia nato in un'altra epoca. Non penso che l'America sia una forza diabolica, ma penso che l'America prevarrà nel mondo della geopolitica. Sono un cristiano nazionalista, militarista e capitalista. La gente spesso ha problemi a riguardo, pensa che queste mie posizioni siano shockanti. Non sento il bisogno di giustificare le mie opinioni. In generale mi ritengo felice, e le ossessioni che ho mi calzano alla perfezione. Nella mia vita mi sono concentrato su poche cose e da queste sono riuscito a trarre profitto. Sono molto bravo a trasformare la merda in oro".
Veronica

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