5 novembre 2015

La Strada di Cormac McCarthy [frasi libro]

LA STRADA
di
Cormac McCarthy

Frasi libro
"Si svegliò prima dell'alba e guardò sorgere il giorno livido. Lento o quasi opaco. Si alzò che il bambino dormiva ancora, si infilò le scarpe e si strinse nella coperta e si incamminò in mezzo agli alberi. Scese in una fenditura tra le rocce e lì si accucciò a terra tossendo e tossì per un bel pezzo. Poi si inginocchiò nella cenere. Alzò il viso verso il pallore del giorno. Ci sei?, sussurrò. Riuscirò a vederti prima o poi? Ce l'hai un collo per poterti strangolare? Ce l'hai un cuore? Sii stramaledetto per l'eternità, ce l'hai un'anima? Oh Dio, sussurrò. Oh Dio".
"L'uomo aveva la pistola a portata di mano, sopra il telo di plastica piegato in cima al carrello. Si teneva il bambino stretto al fianco. La città era completamente bruciata. Nessun segno di vita. Per le strade automobili incrostate di cenere, ogni cosa coperta da cenere e polvere. Impronte fossili nel fango secco. In un androne un cadavere ridotto a cuoio. Con una smorfia di scherno rivolta al giorno. Si strinse ancora di più al bambino. Ricordati che le cose che ti entrano in testa poi ci restano per sempre, gli disse. Forse dovresti rifletterci. Però certe cose uno se le dimentica, no? Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare".
" Quanto colore invece nei sogni. In che altro modo poteva chiamarti a sé la morte? Poi ti svegliavi in un'alba fredda e tutto si riduceva immediatamente in cenere. Come certi antichi affreschi rimasti sepolti per secoli e improvvisamente esposti alla luce del giorno".
"Su questa strada non c'è benedetta anima via. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo. Che differenza c'è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?".
"Gente seduta sul marciapiede all'alba, mezzo immolata e con i vestiti fumanti. Come suicidi mancati in una setta. Altri venivano in loro aiuto. Nel giro di un anno c'erano roghi sulle creste dei monti e allucinate litanie nell'aria. Le urla degli assassinati. Di giorno i morti impalati lungo la strada. Che cosa avevano fatto? Arrivò a credere che nella storia del mondo forse c'era più castigo che delitto, ma non ne trasse grande conforto".
"Ripensò alla foto della moglie sulla strada e si disse che avrebbe dovuto tentare di farla restare nelle loro vite, ma non sapeva come. Si svegliò tossendo e si allontanò dal telo per non svegliare il bambino. Lungo una parete di roccia nel buio, avvolto nella coperta, inginocchiato nella cenere come un penitente. Tossì fino a sentire il sapore del sangue e disse il nome di lei a voce alta. Pensò che forse l'aveva pronunciato anche nel sonno. Al suo ritorno il bambino era sveglio. Scusa, gli disse. Non fa niente. Rimettiti a dormire. Vorrei essere con la mamma. Lui non rispose. Si sedette accanto al corpicino avvolto nelle trapunte e nelle coperte. Dopo un po' disse: Nel senso che vorresti essere morto? Sì. Non devi dire così. Però è vero. Non lo dire. È una cosa che non si deve dire mai. Non lo faccio apposta. Lo so. Però devi trattenerti. E come faccio? Non lo so".
"Rimasero a terra, in ascolto. Ce la farai? Quando sarà il momento? Quando Sarà il momento non ci sarà tempo. È questo il momento. Bestemmia Dio e muori. E se si inceppa? Non può incepparsi. Ma se si inceppa? Saresti capace di fracassare quel cranio adorato con un sasso? C'è un essere simile, dentro di te? Di cui non sai nulla? Ci può essere? Tienilo stretto. Ecco, così. L'anima è un soffio. Abbraccialo. Bacialo. Svelto".
"A volte, mentre guardava il bambino dormire, gli capitava di scoppiare in un pianto incontrollabile, ma non era il pensiero della morte. Non sapeva bene cosa fosse però gli sembrava che avesse a che fare con la bellezza o la bontà. Cose a cui non aveva più modo di pensare. [...] In sogno vide il bambino steso su un tavolo di obitorio e si svegliò inorridito. Quello che riusciva a sopportare di giorno di notte diventava insopportabile, e rimase sveglio per paura che l'incubo si ripresentasse".
"Uscì fuori nella luce livida, rimase lì in piedi e per un attimo vide l'assoluta verità del mondo. Il moto gelido e spietato della terra morta senza testamento. L'oscurità implacabile. i cani del sole, nella loro corsa cieca. Il vuoto nero e schiacciante dell'universo. E da qualche parte due animali braccati che tremavano come volpacchiotti nella tana. Un tempo e un mondo presi in prestito e occhi presi in prestito con cui piangerli".
"Sbucarono nella piccola radura, il bambino aggrappato alla sua mano. Si erano portati via tutto tranne quella cosa nera infilzata su uno spiedo sopra le braci. L'uomo stava scorrendo con lo sguardo il perimetro dello spiazzo quando il bambino si voltò e nascose il viso contro di lui. Si girò di scatto per vedere cosa fosse successo. Che c'è?, disse. Che c'è? Il bambino scosse la testa. Oh papà, disse. L'uomo si voltò e guardò meglio. Quello che il bambino aveva visto era un neonato decapitato e sventrato che si anneriva sullo spiedo. Si chinò e prese in braccio il bambino e si avviò verso la strada stringendolo a sé. Mi dispiace, sussurrava. Mi dispiace".
"Ma chi lo troverà se si è perso? Chi lo troverà, quel bambino? Lo troverà  la bontà. È sempre stato così. E lo sarà ancora".

A breve, su questo spazio la recensione!

Veronica

2 commenti:

  1. Sembra incredibile, ma La Strada mi è arrivato proprio stasera e non vedo l'ora di leggerlo :) Dopo che l'avrò finito leggerò con piacere la tua recensione :)

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    1. Un libro bellissimo, ho finito di leggerlo e sono scoppiata a piangere da quanto mi ha sconvolta.
      La recensione è in fase di elaborazione... fammi sapere poi la tua opinione! :-)

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