15 novembre 2015

La Strada di Cormac McCarthy [recensione]

LA STRADA 
di
Cormac McCarthy

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Traduzione: Martina Testa
Pagine: 220
ISBN: 9788806219369
Prezzo: € 12,00

Il mondo come lo conosciamo è distrutto, sparito. Le strade sono deserte, cumuli di polvere attraversano l'aria, il clima è mutato e non si vedono più animali. Le cause sono sconosciute per il lettore, ma poco importa il perché dell'attuale situazione. Poche persone vagano senza sapere quanto tempo ancora riusciranno a sopravvivere. Un padre e un figlio avanzano da un luogo a un altro per raggiungere l'oceano, con un carrello dove è riposto tutto ciò che hanno: poche provviste, qualche coperta bucata e un pentolino per cuocere il cibo.
Loro sono i buoni, portano il fuoco:
"Ce la caveremo, vero, papà? Sì. Ce la caveremo. E non succederà niente di male. Esatto. Perché noi portiamo il fuoco. Sì. Perché noi portiamo il fuoco".
Rari sono gli incontri con altri esseri umani, ma significativi, in quanto permettono di comprendere quanta poca civiltà sia rimasta e quanta disperazione si sia impossessata della vita.
Lo scambio con un uomo nel bosco, che cerca di convincere i due protagonisti a unirsi al gruppo, in grado di fornire cibo e protezione. Il padre intuisce già quale sarebbe il loro destino se acconsentisse a questa unione e spara all'uomo per poi fuggire a nascondersi dagli altri. 
L'esplorazione di un seminterrato porta alla luce una vera e propria dispensa umana che costringe il piccolo a fare i conti con i cattivi, molto più spaventosi della morte stessa.
La scena più cruda al quale i due superstiti sono costretti ad assistere è il corpicino di un neonato infilzato a un ramo riposto sopra un fuoco da uomini e donne per sfamarsi.

L'uomo è consapevole di essere malato e che un giorno il bambino resterà da solo. Cerca di insegnargli a essere forte, diffidente, scaltro, anche se significa ripagare un ladro con la stessa moneta. Il desiderio di abbracciare la fine è forte, ma non desidera che il figlio perda la speranza: da una parte vorrebbe che ci fosse ancora possibilità per il bene e dall'altra è sempre più devastato dal nulla che sovrasta l'universo.
L'uno sono il mondo dell'altro e procedono verso una meta che deve essere un nuovo punto di partenza.

Lo stile di Cormac McCarthy ricalca alla perfezione l'ambientazione de La Strada: silenzio, oscurità, paura, estinzione. Un susseguirsi di paragrafi concentrati, costituiti da una sintassi breve o brevissima (in certi casi anche una singola parola), in cui i dialoghi sono ridotti all'osso e fanno parte della stessa prosa, senza essere esplicitati dalla punteggiatura.
Il mondo post-apocalittico è presentato nel momento culminante e si è manifestato in tutta la sua crudeltà, sia nel modo di agire delle persone sia nell'aria, nella natura che li circondano.
Alcuni momenti, alcuni scambi mi hanno fatto pensare alla serie tv cult The Walking Dead, soprattutto per due motivi. La perdita di civilizzazione e umanità che porta a un nuovo avvento del cannibalismo, con i buoni terrorizzati dal come sono cambiate le persone; per sopravvivere occorre eliminare dentro se stessi ogni forma di bontà e adattarsi al cambiamento. L'assenza di fiducia nel domani non ti fa comunque scegliere la strada più facile della morte, ma ti obbliga a non accogliere più nessuno nel gruppo, ristretto, come quello del padre e figlio, o più grande, a chiudere le porte a chiunque, dubitando sempre che alla fine si rivelino una minaccia.
Per tutti gli appassionati della serie, molte volte, più che il contesto "zombie", con una malattia che ha infettato tutti, le dinamiche di maggior interesse riguardano i personaggi stessi, cosa provano e l'arrivare a fare di tutto per proteggere coloro che amano, anche uccidere. Se ti trovi a combattere per la sopravvivenza, l'etica perde automaticamente di valore: chi riflette sul giusto e sbagliato perde solo tempo.

Un libro bellissimo, una missione d'amore di un genitore che cerca di crescere il piccolo in un mondo perduto, dimostrando il proprio amore incondizionato in ogni situazione, anche la più critica. In un futuro vuoto e silenzioso non resta che una flebile luce che proviene dai protagonisti, dal loro muoversi alla ricerca della speranza.
Pagina dopo pagina sembra di procedere a fianco di due ombre, trattenendo il respiro, carichi di angoscia e desolazione; giunti all'epilogo, la tristezza si scatena e non si può fare altro che sentirsi persi, impotenti, svuotati, in attesa di un segnale che non si trasformi in mera illusione.

Veronica

2 commenti:

  1. Che bella coincidenza! L'ho appena comprato e sto per iniziarlo... Quando l'avrò finito leggerò con più piacere ancora la tua recensione! :)

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    1. Ciao Marta! Scrivimi poi se ti è piaciuto il libro e se hai letto altro di McCarthy. :-)

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