16 novembre 2015

Nuove esperienze: un corso di scrittura creativa

Corso di scrittura creativa
libreria Leggermente
VI lezione


"Quando aveva finto una cosa, bruciava i manoscritti, non li lasciava, li bruciava. Anche le bozze corrette: quando gli arrivavano le bozze che lui stesso correggeva, le bruciava. C'è questo camino ad angolo nella casa del Lungotevere della Vittoria. È un po' in diagonale, così, il camino. Lui accendeva questo camino e bruciava tutto.[...] Un lavoro finito per lui era un lavoro pubblicato, il resto lo bruciava".
(Intervista di Serafino Amato a Sebastian Schadhauser, scultore ebanista grande amico del romanziere).

Scrivere è un lavoro duro e faticoso, che impegna molto del nostro tempo. Pensare che Alberto Moravia bruciava la prima bozza del suo manoscritto per poi riscriverla da capo, mi fa accapponare la pelle.

Nell'ultima lezione, abbiamo cominciato a parlare di stile. Dopo aver concretizzato un'idea occorre metterla sulla carta. In che modo?
Ogni autore ne ha uno diverso, un insieme di caratteristiche espressive, che sono date dalla scelta delle parole, dalla costruzione sintattica, dalla capacità di collegare gli argomenti, che diventano tutte cifre distintive. Come uno scrittore riesce a raccontare un pensiero, a costruire un dialogo, a strutturare un'opera, a definire i personaggi, sono tutti elementi che lo rendono accattivante agli occhi di un lettore.

Provare a esternare una storia senza avere consapevolezza dello stile è un'operazione impossibile. Ecco perché credo sicuramente che questo sia un aspetto da non sottovalutare: molte volte mi sono trovata a leggere un libro impostato male, privo di un assetto funzionante , da farmi dimenticare il buono del contenuto, completamento soppiantato da una forma scialba.
Siamo di fronte a un'attività complessa che deve abbracciare ogni fase e non limitarsi a curare la sola trama. Il messaggio veicolato è offerto a chiunque e le interpretazioni saranno molteplici: se l'autore ha fatto un buon lavoro di partenza, attento sotto in ogni punto, il giudizio non potrà che essere positivo.

Nel ricordare l'uscita di domani, martedì 17 novembre, della nuova edizione di On Writing di Stephen King (Frassinelli) riporto i 22 consigli su come essere un grande scrittore:

1. Smettere di guardare la tv e scrivere tanto;
2. Prepararsi a fallimenti e critiche;
3. Non perdere tempo a cercare di compiacere i lettori;
4. Scrivere per se stessi;
5. Affrontare le cose che sono più difficili da scrivere;
6. Scrivere isolandosi dal resto del mondo;
7. Non essere presuntuosi;
8. Evitare gli avverbi e i paragrafi troppo lunghi;
9. Non farsi ossessionare dalla grammatica;
10. Padroneggiare l'arte della descrizione;
11. Non esagerare con le informazioni inutili;
12. Raccontare storie su ciò che la gente fa realmente;
13. Correre qualche rischio;
14. Non occorrono droghe e alcool per essere validi scrittori;
15. Non cercare di rubare la voce di qualcun altro;
16. Capire che la scrittura è una forma di telepatia;
17. Prendere la scrittura seriamente;
18. Scrivere tutti i giorni;
19. Finire la prima bozza in non più di tre mesi;
20. Quando il libro è finito, prendersi una pausa di almeno sei settimane prima di rileggerlo;
21. Avere il coraggio di tagliare;
22. Cercare una relazione stabile, mantenersi in forma, essere felici.

Alcuni appariranno banali, ma se ci si riflette bene mai bisogna dare per scontate le cose: sono d'accordo sulla necessità di leggere tanto e scrivere di più; invidio a Stephen King l'ottima capacità descrittiva che lo contraddistingue; impegnarsi nello scrivere i pezzi più tosti, fino a che non sono perfetti. Forse dalla grammatica non bisogna farsi ossessionare, però devo ammettere che per me è un chiodo fisso.

Pensate che la lista di Stephen King sia utile e condividete i suoi punti? Qual è lo scrittore che vi ha colpito per la sua capacità di rendere incredibile un testo?

Veronica

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