7 dicembre 2015

On Writing di Stephen King [frasi]

ON WRITING
di
Stephen King

Editore: Frassinelli
Traduzione: Giovanni Arduino
Pagine: 284
ISBN: 978888832086
Prezzo: € 20,00



Ho appena concluso un corso di scrittura creativa, che mi ha tenuta impegnata per due mesi. Questi incontri hanno stimolato la mia voglia di cimentarmi nella stesura di testi diversi, tirando fuori da me stessa un capitale di risorse che neanche pensavo di possedere. 
Non poteva mancare tra le letture affini al periodo in corso On Writing di Stephen King, in una nuova edizione Frassinelli, tradotta da Giovanni Arduino. Oltre l'introduzione di Loredana Lipperini, i capitoli sono così suddivisi: Curriculum Vitae, una parte biografica; Cassetta degli attrezzi, la suddivisione degli strumenti da tenere a mente attraverso questa metafora efficace; Sulla scrittura, i consigli legati a forma, contenuto e stile; Sulla vita: un post scriptum, l'autore racconta di quando è stato vittima di un grave incidente il 19 giugno 1999, scrittura come metafora dei resurrezione; E inoltre (parte prima): porta chiusa, porta aperta, un esempio pratico di revisione su una parte del racconto 1408; E inoltre (parte seconda): una lista di libri - E oltre l'inoltre (parte terza), interessanti suggerimenti di opere valide che hanno influenzato l'opera di Stephen King.
Per riuscire a trasmettere la vera essenza di questo piccolo gioiellino, che si propone quasi come un manuale per aspiranti scrittori, con annesse note colorite di vita vissuta, riporto qualche estratto, a mio avviso, fra i più significativi.
"[...] scrivi con la porta chiusa, correggi con la porta aperta. Cioè, all'inizio crei qualcosa per te, che poi però segue una sua strada nel mondo. Dopo avere individuato una storia valida e averla buttata giù al meglio delle tue possibilità, questa appartiene a chiunque voglia leggerla. O criticarla. Se sei molto fortunato, saranno più i primi dei secondi [...]".
"L'amara verità era che, per la prima volta nella mia vita, scrivere era faticoso. La colpa era dell'insegnamento. Mi piacevano i colleghi e adoravo gli allievi, ma la maggioranza dei venerdì pomeriggio mi sentivo prosciugato di qualsiasi energia, quasi avessi trascorso la settimana con due cavi per l'avviamento attaccati al cervello. Rischiai di perdere ogni speranza nel mio futuro di scrittore".
"L'idea che il processo creativo sia strettamente legato all'uso di sostanze psicoattive è uno dei grandi miti della nostra cultura popolar-intellettuale. [...] Gli scrittori che abusano di determinate porcherie sono soltanto comuni, banali, tossici e beoni. La rivendicazione che droga e alcool servano a mitigare una più spiccata sensibilità d'animo non è nient'altro che la solita cazzata opportunistica".
"[...] mettete la scrivania nell'angolino e, ogni volta che vi sedete a scrivere, ricordatevi perché non è al centro della stanza. La vita non deve essere a sostegno dell'arte, ma viceversa".
"[...] per scrivere al meglio delle vostre capacità, vi è indispensabile costruire la vostra cassetta e poi farvi abbastanza muscoli da riuscire a sollevarla. A quel punto invece di abbattervi perché il compito è più difficile del previsto, forse sarete in grado di scegliere l'attrezzo adatto e mettervi subito al lavoro".
"Gli attrezzi più comuni vanno messi in cima. Il più comune di tutti, la base della scrittura è il vocabolario. A tale proposito, ficcate dentro ciò di cui disponete senza il minimo senso di colpa o inferiorità".
"Mettete il vostro vocabolario nel primo scomparto della cassetta degli attrezzi e non sforzatevi di migliorarlo, almeno non consapevolmente (lo farete leggendo, ovvio... ma in un secondo tempo). Correreste un grave rischio per la vostra scrittura imbellettando il lessico, andando a caccia di parole lunghe forse perché vi vergognate di quelle brevi che usate".
"Con il passivo, l'autore mette in luce la paura di non essere preso sul serio, tipo i maschietti che si disegnano i baffi con il lucido da scarpe e le femminucce che se ne vanno a zonzo con le scarpe a tacco alto della mamma. Con gli avverbi, l'autore rivela che teme di non esprimersi chiaramente, di non comunicare in modo adeguato concetti o immagini". 
"Sto per affrontare il nucleo del mio libro armato di due semplici tesi. La prima è che la buona scrittura consista nel padroneggiare i principi essenziali (vocabolario, grammatica, elementi di stile), per poi riempire il terzo scomparto della cassetta con gli attrezzi adatti. La seconda è che, se è impossibile trasformare uno scalzacane in un autore decente, proprio come lo è ricavarne uno eccezionale da uno bravo, è invece plausibile che uno soltanto decente diventi valido e capace, grazie a un sacco di lavoro duro, passione e aiuto al momento opportuno". 
"Se volete diventare scrittori, dovete leggere e scrivere un sacco". 
"A mio parere, romanzi e racconti consistono di tre parti. La narrazione, che porta la storia da A a B fino a Z. La descrizione, che crea una realtà tangibile per il lettore. E il dialogo, che dà vita ai personaggi, attraverso i loro discorsi". 
"Battezzate Lettore Ideale la persona per cui scrivete. Sarà sempre presente nella vostra stanzetta: in carne e ossa se aprirete la porta, lasciando che il mondo esterno illumini la bolla del vostro sogno, e in puro spirito quando la chiuderete, durante i giorni difficili ma insieme esaltanti della prima stesura".
Veronica

2 commenti:

  1. Questo titolo mi incuriosisce già dai primi tempi in cui lo vidi sullo scaffale delle novità. Penso proprio che prossimamente gli darò una possibilità: tutto ciò che riguarda Stephen King è degno dell'attenzione di ogni lettore!

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    1. Io sono una grande appassionata di Stephen King; ancora non ho letto tutto, ma ogni tanto mi butto su qualcosa di suo. "On Writing" era diventato introvabile: ottima questa nuova edizione!

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