24 gennaio 2016

Morte e vita di Bobby Z di Don Winslow [recensione]

MORTE E VITA DI BOBBY Z
di 
Don Winslow

Editore: Einaudi
Collana: Stile libero big
Traduzione: Alfredo Colitto
Pagine: 291
ISBN: 9788806212650
Prezzo: € 18,00


Tim Kearney, ex marine congedato con disonore, durante una rissa nel carcere di San Quentin, uccide Stinkdog, appartenente alla motorcycle gang Hell's Angel, segnando la sua fine. L'agente della DEA, Tad Gruzsa ha bisogno di lui, perché assomiglia incredibilmente al mitico Bobby Z, un famoso spacciatore del quale nessuno ha più notizie.
Lo addestrano a essere quel famoso criminale, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, per rendere possibile lo scambio tra lui e un loro collega, finito nelle mani sbagliate. Se la missione andrà a buon fine, Kearney otterrà una nuova identità e la tanto agognata libertà. Niente fila liscio: la trattativa si trasforma in un conflitto a fuoco e Tim è catturato dagli uomini di Don Huertero. Si risveglia nella sua tenuta, isolata dal resto del mondo: ed è proprio in quel momento che deve applicare gli insegnamenti impartiti dalla DEA per essere il leggendario, unico e solo Bobby Z, un uomo dai mille segreti: un'amante bellissima, un figlio che lo venera e un boss con un conto da regolare.

Il protagonista ha un passato tormentato, non ha nulla da perdere e si trova di fronte a un dilemma:
"Quindi ecco come stanno le cose, pensa Tim, Posso tornare in galera e finire sicuramente ammazzato, o impersonare Bobby Z e finire probabilmente ammazzato".
Quando Elizabeth, la sua ex fiamma, gli rivela che Don Huertero vuole la sua testa, Tim decide di scappare insieme al bambino, convinto di essere di fronte a suo padre.
La fuga lo catapulta in situazioni di estremo pericolo, dove azione e adrenalina si mescolano senza sosta: Don Winslow, ogni tanto, si spinge un po' troppo sopra le righe, sfiorando quasi "l'impossibile". L'autore è però così convincente e coinvolgente, sia nei dialoghi serrati e, a tratti, umoristici, sia nei contesti descrittivi, da lasciarsi leggere con piacere, senza porsi eccessive domande.
Le ambientazioni e i temi sono quelli cari ai successivi romanzi: il surf, la California, i cartelli della droga, la polizia corrotta.
Un thriller che è un concentrato di tensione, soprattutto nelle scene di inseguimento nel deserto, vera e propria caccia all'uomo; la trama si sviluppa velocemente e lascia poco spazio a preamboli. Kearney è un miracolato: riesce a evitare di venire ucciso a sua volta, dopo aver tolto la vita a un famoso centauro, con amici pericolosi. L'avventura della nuova identità si trasforma in un percorso di formazione per il protagonista, il quale scopre l'importanza di alcuni valori, come la famiglia, così tanto desiderata, e lotterà per quel figlio non suo. Spesso è costretto a scegliere come agire, se in maniera egoistica, come farebbe il suo alter ego, o nel modo giusto.
Peccato per il finale, consolatorio e a lieto fine a ogni costo: avrei preferito un epilogo a effetto, una conclusione non per forza positiva.

Il libro è uscito nel 1997 con il titolo La leggende di Bobby Z; ripubblicato da Einaudi con il titolo attuale, a mio avviso più esplicativo, nel 2013. Nel 2007 è stato tratto il film di John Herzfeld, con Paul Walker, Olivia Wilde, Laurence Fishburne, Joaquim De Almeida.

Veronica

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