6 gennaio 2016

Panorama di Tommaso Pincio [recensione]

PANORAMA
di
Tommaso Pincio


Editore: NNEditore
Collana: Viceversa
Pagine: 200
ISBN: 9788899253059
Prezzo: € 13,00

Ottavio Tondi è un lettore. È capace di estraniarsi dalla realtà ed entrare con anima e corpo in qualsiasi scritto.
Durante una della tante incursioni in libreria, è notato dal direttore editoriale, che comincia a osservarlo in quell'ambiente che sembra fatto apposta per lui. Rimasto affascinato dal suo amore per i testi, gli offre un lavoro:
"Col tempo si rese conto che non gli interessava affatto che quel ragazzo pescasse un romanzo decente nel pagliaio di manoscritti inutili. Se lo convocava in casa editrice ogni mese non era per ascoltare il resoconto delle letture, ma soltanto per sentirlo parlare".
Il successo per quell'anonimo lettore è quasi inaspettato e coincide con il caso editoriale de La Vergine, opera da lui scoperta e ritenuta meritevole di pubblicazione. Dopo un inizio di scarso interesse, la situazione si ribalta: Teresa Ciabatti instilla il dubbio che l'autrice, Gloria Stupenda, mai resa nota al pubblico, sia in realtà lo stesso Ottavio Tondi, il quale sceglie di stare al gioco, prestandosi anche all'intervista di Antonio Gnoli per il Presente. L'attenzione si riversa sulla sua vita, lo invitano agli eventi di pregio del settore e lo pagano per essere semplicemente guardato dal grande pubblico mentre compie ciò che è naturale per lui:
"Sul palco era stato sistemato il divano di casa sua, il divano dell'appartamento di via dello Statuto. Accanto a esso, una lampada, la sua lampada. E infine libri in quantità, accatastati un po' sul divano e un po' in terra, sul tavolato. Tondi fece l'ingresso in scena senza dire una parola. Si sedette, afferrò un libro e inizio a leggere, in completo mutismo. I soli rumori che ogni tanto si udirono furono quelli delle pagine sfogliate, qualche colpetto di tosse, sospiri. Tondi non disse nulla neppure al termine dell'esibizione. Si limitò ad alzarsi e uscire di scena tra scrosci di applausi che durarono molti minuti".
La celebrità è effimera e si consuma nel giro di poco tempo; l'incidente sul ponte Sisto ribalta ogni cosa, portando il protagonista a lasciare ciò che ama di più, per avvicinarsi a un nuovo trend, Panorama, un social network con regole ferree, tanto che Tommaso Pincio lo paragona alla prigione ideata da Jeremy Bentham nel 1787, il Panopticon, dove carcerati/utenti possono essere costantemente spiati senza saperlo. Qui nasce una storia d'amore invisibile con Ligeia Tissot: per quattro anni si scrivono sulla piattaforma e scrutano le porzioni di casa riprese dalla webcam, che testimoniano il loro passaggio. 

Panorama è un libro complesso che può essere analizzato da più punti di vista. Ottavio Tondi, da anonimo lettore, bistrattato dal padre per la sua stessa passione, raggiunge una qualche forma di pace grazie al lavoro presso una prestigiosa casa editrice. La popolarità che lo investe si esaurisce a seguito di un incidente, in cui viene malmenato da un gruppo di sconosciuti: di grande effetto l'immagine di un uomo che cammina a testa bassa immerso nella lettura, quasi a rievocare la nostra incapacità di muovere un passo senza lo smartphone appiccicato alla faccia. L'autore concepisce un presente in cui non c'è più spazio per la cultura, per i libri, fagocitato da un'era in cui "la cosa fluida" sta prendendo il sopravvento. Il contesto poco si discosta da quello attuale, soprattutto per quanto riguarda lo status dell'editoria e della lettura:
"Non c'erano più editori, non c'erano più librerie né una letteratura degna di tal nome, nessuno leggeva più. Tutto vero. Ma il fatto che nessuno leggesse più non significa che nessuno scrivesse. Le persone scrivevano come e più di prima. Solo che erano condannate a tenere i loro inutili romanzi nei cassetti [...]".
Dopo essersi ripreso, comincia a vagare per il Grande Raccordo Anulare, tormentato dagli spezzoni di tutto ciò che ha letto in precedenza. Segue una nuova vocazione, quella della scrittura, che alla fine non è altro che un percorso attraverso i ricordi (Memorie delle cose lette prima di dire m'addormento) e le nuove esperienze legate alle conversazioni con Ligeia Tissot (Quaderni del letto).

Un narratore onnisciente segue le vicende di un anonimo personaggio che è stato famoso per un po', ne conosce i risvolti più segreti, forse per aver violato il suo stesso profilo di Panorama, ed estremizza una società schiava della tecnologia, profetizzando un mondo in cui i lettori scompariranno (che incubo!) perché per loro non c'è più posto. Un racconto che ti entra dentro per i suoi plurimi piani interpretativi, che ha bisogno di un'attenta lettura per poter cogliere citazioni letterarie e, al contempo, gli indizi disseminati dall'autore che fanno luce sui collegamenti con lo stesso protagonista. Una menzione d'onore alla potenza descrittiva degli incontri tra Tondi e Maddalena, che finiscono per trasformarsi in rendez-vous eccitanti in cui si mescolano sesso e immersione profonda nei testi:
"Non aveva più niente addosso, a parte una maglietta. Era scalza, si mosse in silenzio. Lui non la sentì avvicinarsi, si accorse della sua presenza soltanto quando lei gli posò le mani sulle cosce. Era in ginocchio davanti a lui e cominciò a slacciargli la cintura. Puoi seguitare a leggere, se vuoi, gli disse. Lui seguitò a leggere".

Veronica

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