2 febbraio 2016

Le domande di Brian di David Nicholls [recensione]

LE DOMANDE DI BRIAN
di 
David Nicholls

Editore: BEATedizioni
Traduzione: Stefano Bortolussi
Pagine: 398
ISBN: 9788865590386
Prezzo: € 9,00


Se ci fermiamo a riflettere sulle fasi della nostra vita, vediamo un percorso irto di ostacoli che continuamente ci mettono alla prova. Raggiunto un traguardo importante, comincia un altro ciclo, ancora più difficile e intenso da attraversare. Brian ha tante speranze per il futuro e, come la maggior parte dei diciottenni, non sa assolutamente cosa fare: ha però tanti sogni e molte aspettative, che spera di realizzare nella nuova avventura universitaria. Un nuovo inizio, un ambiente dove presentarsi e conoscere persone stimolanti.
Si lascia alle spalle una madre in lutto per la morte del marito, dedita all'alcool, e due amici, i suoi migliori amici, che segretamente non approva, per la carenza di ambizioni.
Il college è l'occasione per sentirsi finalmente a proprio agio nel mondo, mostrare un lato di sé in grado di conquistare la stima dei colleghi; ben presto la dura realtà farà di nuovo capolino: l'amore per Alice Harbinson, aspirante attrice, bellissima e desiderata, lo spingono a fare un passo falso dietro l'altro, senza accorgersi di essere palesemente usato e per niente apprezzato.
Per un pelo arriva a qualificarsi nelle riserve della squadra schierata a partecipare a University Challenge, un quiz culturale, che rappresenta il legame più forte con il padre morto da tempo. Rischia di gettare all'aria la preparazione finalizzata a eccellere nella disputa con altre università; un colpo di fortuna gli permette di diventare un componente rilevante per il team. 

Una vocina nella mente di Brian si insinua costantemente, per farlo ragionare, per renderlo consapevole. La formazione è importante, ricercare nei libri le risposte è saggio, tuttavia l'esistenza non si può prevedere, né tanto meno affrontare con l'ausilio di schemi prestabiliti. Gli inconvenienti sono all'ordine del giorno, sempre sarà necessario fare i conti con la nostra insicurezza e fare tesoro dei fallimenti, per maturare e superare episodi difficili:
"Più tardi, disteso supino nel letto, rabbrividisco mentre aspetto che la mia faccia si asciughi per evitare di insanguinare il cuscino e intanto valuto attentamente la mia strategia per l'indomani. Dopo lunghe riflessioni, decido che la strategia migliore è comportarsi un po' meno da coglione. Non sarà facile, ma è fondamentale che lei riesca a vedere il Vero Me Stesso. Il problema è che sto cominciando a sospettare che l'idea che là fuori, da qualche parte, ci sia un Vero Me Stesso saggio, brillante, spiritoso, gentile e coraggioso sia leggermente sbagliata. È come lo yeti: se nessuno lo vede per davvero. perché mai dovremmo credere che esista?".
Il protagonista suscita tenerezza, simpatia e ha un modo di reagire agli eventi sempre ingenuo e privo di malizia. Lo vediamo persistere nel corteggiare la ragazza dei suoi sogni, nonostante lei mai mostri giusta considerazione e rispetto verso le attenzioni ricevute. Più volte si oppone in malo modo alla sua gentilezza, lo prende in giro, lo usa e mai ammette i suoi reali sentimenti; non ascolta quando confessa aspetti dell'infanzia mai rivelati, troppo presa da se stessa.
Rebecca, l'amica, attiva politicamente, burbera e attenta, è il grillo parlante della situazione; insinua nel ragazzo dubbi e perplessità, senza riuscire a fargli aprire gli occhi:
"E... Jackson, è chiaro che dovresti studiare qualsiasi materia ti piaccia. La valutazione e la comprensione della letteratura, come di qualsiasi altra espressione artistica, sono fondamentali per una società civile. Perché credi che la prima cosa che i fascisti bruciano sono i libri? Dovresti imparare a difendere meglio le sue idee".
David Nicholls mi piace molto, per l'abilità di analisi dei suoi protagonisti, con i quali si entra in sintonia: in primo piano il passaggio alla vita adulta e le difficoltà di relazione con l'altro. Brian comprende che crescere non è mai semplice, il futuro che si è da sempre immaginato per se stesso fatica a concretizzarsi. Si nasconde nella sua camera, mette un disco della sua beniamina Kate Bush e chiude le porte al mondo reale.

La trama non sarà delle più originali e se dovessimo riassumere i colpi di scena non ne elencheremo molti. La forza del romanzo è racchiusa nella capacità stessa dell'autore di raccontare, con un pizzico di ironia, le peripezie di un giovane che ormai non è più un bambino. Ridiamo delle sue battute fuori luogo, della sua perseveranza nel farsi notare da Alice, della sua goffaggine, e scuotiamo la testa con tenerezza, pensando "Oddio, ne ha combinata un'altra".
Un libro romantico, genuino, malinconico, infarcito di citazioni letterarie e cinematografiche, che sfrutta il tema portante dell'University Challenge, introducendo ogni capitolo con una tipica domanda da quiz. Tante emozioni di fonte alle parole di David Nicholls, che si conferma una garanzia nell'esordio Le domande di Brian, forse il suo testo più bello e sincero.


Veronica

2 commenti:

  1. Ho letto ed amato alla follia Un giorno.
    Noi mi è piaciuto ma non così tanto... questo ancora mi manca!

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    1. Anche a me "Un giorno" è piaciuto moltissimo: per ora, insieme a "Le domande di Brian", sono i miei preferiti. Ho adocchiato "Il sostituto" che devo leggere assolutamente!Tu lo conosci?

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