6 marzo 2016

L'arpa d'erba di Truman Capote [recensione]

L'ARPA D'ERBA
di Truman Capote

Editore: Garzanti
Collana: Gli elefanti
Traduzione: Bruno Tasso
Pagine: 116
ISBN: 9788811670025
Prezzo: € 10,00

Dopo la morte della madre, il piccolo Collin Fenwick si trasferisce nella tenuta delle zie Verena e Dolly Talbo.
Ha modo di conoscere parenti con i quali il padre non andava particolarmente d'accordo, ma, a causa della perdita prematura della moglie, è costretto a chiedere il loro aiuto.
Verena è il capo famiglia, una donna ricca, concreta, autoritaria, che ha saputo sfruttare le molte attività commerciali a suo vantaggio; oltre a tenere le redini della casa, compie scelte per la sorella, ritenuta all'unanimità incapace di badare a se stessa: "Tutti sanno che Dolly Talbo è toccata, e lo sai anche tu".
Dolly è uno spirito libero, vive in un mondo tutto suo, quasi una dimensione extra-terrena. Insieme alla fedele amica, la cameriera Catherine Creek, si dedica con passione e impegno allo studio della natura: possiede doti speciali, conosce i benefici di molte piante e, per questo, ha ideato una cura eccezionale per l'idropisia. Stufa di essere un peso in famiglia, decide di fuggire dopo l'ennesima incomprensione, insieme a Catherine e a Collin: i tre sono legati da un rapporto unico, fondato sull'amicizia e sulla fiducia.
Si rifugiano in una casa sull'albero, un sicomoro, lontani dai nemici e dalle persone che dubitano delle abilità di Dolly; il luogo prescelto, così elevato da poter toccare il paradiso, isolato e protetto dai boschi, è il simbolo di una nuova vita e delle molteplici possibilità fuori dalle mura domestiche, che limitano gli animi più temerari.

L'arpa d'erba è un nome evocativo al quale associare suoni, odori, visioni di una terra che comunica a coloro che sono in grado di percepire la magia di un momento. La forza e la tenacia dei tre fuggitivi è contagiosa per chi si ferma ad ascoltare, spogliato dei pregiudizi, vero e solo impedimento a un'esistenza completa. In un punto così alto nel cielo, affascinano il giudice Charlie Cool e Riley Anderson, un giovane del posto: invece di convincerli a scendere, si uniscono a loro. Trainati dall'avventura e dal coraggio della situazione, in un clima di sfida verso la loro città, si lasciano andare a discorsi sull'amore e sul passato.
Il personaggio principale, Collin Fenwick, vede nella figura della zia Dolly un esempio da seguire: la idolatra per il suo modo di approcciarsi al mondo, bandendo una visione materialista più vicina a quella della sorella. Lei, con le sue azioni e le sue idee, lo indirizza verso un percorso di formazione senza freni, libero e a tratti magico. Non solo sul nipote suscita ammirazione; il gruppo riunito nel silenzio di una natura incontaminata ripensa alle proprie scelte e alle relazioni instaurate negli anni. La fuga diventa così l'occasione per maturare e intraprendere nuove strade.
La stessa scrittura di Truman Capote ben rende quest'atmosfera malinconica e sommessamente lirica, con un uso forte della similitudine e con la caratterizzazione di ogni singolo attore sulla scena, in una storia concentrata in poco più di cento pagine.
Il primo suo libro che ho letto è stato A sangue freddo, incontro tra resoconto giornalistico e letteratura, un capolavoro per l'esposizione dei fatti spietata e agghiacciante; L'arpa d'erba, già dal titolo, è un concentrato di sensibilità e poesia, un inno potente capace di far breccia negli animi più imperturbabili. Due generi distinti, ma egualmente incisivi, dimostrazione di una penna che riesce a muoversi impeccabilmente in ogni progetto concepito.

Veronica

2 commenti:

  1. Devo assolutamente recuperare Truman Capote, non ho mai letto niente e vorrei cominciare con A sangue freddo, mi ispira tantissimo :)

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    1. Ciao Viola, te lo consiglio! Anche per me è stata la prima lettura di quest'autore: non riuscirai a staccarti dalle pagine. Fammi poi sapere che ne pensi :-)

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