10 marzo 2016

Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides: dal libro al film [recensione]

LE VERGINI SUICIDE
di Jeffrey Eugenides


Editore: Mondadori
Collana: Contemporanea
Traduzione: Cristina Stella
Pagine: 213
ISBN: 9788804583615
Prezzo: € 10,00


Sin all'inizio, sappiamo cosa succederà. Le cinque sorelle Lisbon, capaci di affascinare chiunque al primo sguardo, sono destinate a una fine prematura:
"La mattina che si uccise anche l'ultima dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda. [...] Ad aprire la serie era stata Cecilia, la minore, di tredici anni appena, che si era tagliata le vene nella vasca da bagno come uno Stoico. Quando la trovarono a galla in quella pozza rosea, gli occhi gialli di un'invasata e il corpo minuto che emanava l'odore di una donna adulta, aveva un'aria così placida che i due soccorritori, spaventati erano rimasti immobili, come stregati".
Come hanno fatto cinque giovanissime ragazze ad arrivare a questo punto, togliersi la vita con freddezza e premeditazione?
I narratori sono ragazzi del quartiere, vicini di casa e compagni di scuola, che sbirciano ogni piccolo dettaglio che le riguardi. Assistono all'arrivo degli infermieri in seguito al tentato suicidio di Cecile, ne scrutano l'invasione in quella misteriosa casa, dove si svolgono le giornate della famiglia.
La madre è una donna severa, un concentrato di ghiaccio, fermamente attaccata alle proprie convinzioni; le figlie sono sottoposte a un controllo meticoloso di ogni aspetto quotidiano:
"Prima di lasciarle salire in macchina esaminava le figlie una per una, la borsetta buona stretta fra le mani, per controllare se si fossero truccate, e più di qualche volta rispediva Lux dentro casa perché indossasse una maglietta meno trasparente".
Per accantonare "l'incidente", ritrovare la tranquillità necessaria a riportare tutto come prima, i genitori acconsentono alla "prima e unica festa organizzata dalle ragazze nella loro breve esistenza". Nel seminterrato, addobbato come per una piccola festicciola di bambini, si svolge l'occasionale avvenimento mondano, sempre sorvegliato dall'occhio vigile della signora Lisbon.
Cecile, poco incline al divertimento, si assenta e riesce a raggiungere l'obiettivo di porre fine alla sua vita. Dopo un periodo di assenza forzato, per superare lo shock della perdita, tutti riprendono a svolgere le proprie attività, intenzionati a lasciarsi alle spalle un evento isolato, quasi non fosse mai avvenuto. Anche a scuola, i compagni hanno difficoltà a comportarsi normalmente con le sorelle: ne osservano i comportamenti, il loro mantenersi isolate dalla maggior parte dei gruppi, la diversità nel modo di vestirsi o di atteggiarsi, a testimonianza del limitato controllo che possiedono nelle cose più semplici.
Il padre si dimostra a sua volta succube e incapace di imporsi a qualsivoglia scelta; solo dopo una lunga discussione con la moglie, ottiene di far partecipare le figlie al ballo della scuola, accompagnate da alcuni fra i migliori studenti dell'istituto. Lux, invaghitasi del compagno Trip Fontaine, approfitta della serata che assomiglia alle comuni uscite di molti adolescenti, per fare tutto quello che può: fuma, beve, fa sesso e infrange il coprifuoco, accelerando così il percorso di decadimento fisico e psicologico, che porterà le sorelle a uccidersi.

Una voce collettiva scorre i ricordi legati all'oggetto del proprio desiderio: nel passaggio all'età adulta, ormai uomini, ripensano a queste cinque bellissime ragazze che hanno popolato le loro fantasie. Cinque anime smarrite e irraggiungibili, rinchiuse in una dimensione alla quale sentono di non appartenere. Non sappiamo mai quale sia il loro pensiero o il loro stato d'animo, apprendiamo indirettamente nuovi particolari, grazie all'analisi scrupolosa del comportamento, degli sguardi, delle relazioni e delle parole, finalizzata alla comprensione del perché di una decisione così estrema. A distanza di molti anni, il gruppo raccoglie testimonianze e impressioni di ogni persona che abbia anche solo minimamente conosciuto la loro "ossessione", quell'amore platonico che distrugge e consuma. Con un punto di vista razionale, si colpevolizza un'educazione chiusa e severa, che ha impedito a giovani donne di potersi esprimere secondo la propria personalità. Il ballo segna un processo inarrestabile senza possibilità di ritorno e si assiste alla morte di tutto ciò che circonda Cecile, Therese, Mary, Lux, Bonnie: i segni sono visibili nella casa - la muffa, il disordine, la sporcizia -, nell'igiene personale, nel termine di ogni tipo di rapporto con il mondo esterno. Una narrazione descrittiva e dettagliata crea un'atmosfera magica e sognante, dove assaporare i primi turbamenti emotivi e le tragedie che esplodono silenziose negli animi più delicati, lasciando l'osservatore a crogiolarsi in domande senza risposta. Nella conclusione, l'autore propone il tema del viaggio come evasione, abbandono di una realtà costantemente aberrata, una ricerca di libertà che è sinonimo di morte.

Mi sono convinta a leggere il libro dopo tanto tempo, nonostante fossi rimasta affascinata dal film diretto da Sofia Coppola. Moltissimi sono i punti di contatto tra l'opera di Jeffrey Eugenides e la pellicola: la regista è riuscita a riportare quel senso di angoscia, frustrazione e mistero dello scritto. Kathleen Turner è l'immagine perfetta della madre dispotica e rigida, sia nelle espressioni che nel modo di vestirsi, senza nessun colore appariscente. Tra le attrici che impersonano le Lisbon, Kristen Dunst è la figura principale, quella che colpisce per l'ottima interpretazione e incarna l'inquietudine della giovinezza. Le protagoniste sembrano muoversi costantemente dentro a corpi vuoti, privi di vitalità e inconsapevolmente chiedere un aiuto, che si esprime nel loro bisogno di sentirsi a proprio agio, di essere esattamente come qualsiasi ragazza della loro età. 

Veronica

2 commenti:

  1. Il film mi era piaciuto molto (angosciante, ma bello), mi sa che dovrò recuperare anche il libro :)

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    1. Sì, recuperalo! Credo che leggerò altro di quest'autore: ho visto in rete molti commenti positivi sui suoi libri. Sono molto curiosa :-)

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