28 marzo 2016

Rosemary's Baby di Ira Levin [recensione]

ROSEMARY'S BABY
di
Ira Levin


Editore: Sur
Collana: BigSur
Traduzione: Attilio Veraldi
Pagine: 253
ISBN: 9788869980008
Prezzo: € 16,50


Guy e Rosemary Woodhouse sono una  giovane coppia appena sposata. Colgono l'occasione di affittare un appartamento al Bramford, edificio molto in voga a New York per lo stile architettonico e i particolari vittoriani. L'amico Hutch li mette in guardia dal passato orrido e macabro del palazzo, suscitando non poche perplessità, soprattutto nella donna:
«Nel corso degli anni [...] al Bramford sono capitate non poche cose orrende e disgustose. E non tutte appartengono a un passato lontano. Nel 1959, nello scantinato fu trovato il cadavere di un neonato avvolto in un giornale». 
Il marito è un attore poco conosciuto, con qualche pubblicità e ruolo a teatro, che fatica a trovare ingaggi interessanti, capaci di dare slancio a una carriera mai decollata. La moglie ha modo di ambientarsi e fare amicizia con una ragazza, Terry Gionoffrio, dai trascorsi turbolenti, ospite di una coppia anziana del palazzo. Il suicidio di Terry, buttatasi dal balcone della sua abitazione, è un evento sconvolgente e inaspettato, che porta i Woodhouse a conoscere i Castevet, i benefattori della vittima.
Questi ultimi, Roman e Minnie, si dimostrano gentili e, a tratti, invadenti con i nuovi vicini, sempre a disposizione con consigli anche se non richiesti.
Minnie regala a Rosemary una catenina con un ciondolo, contenente radice di Tammis, un'erba dalle proprietà benefiche: sapute le intenzioni dei coniugi di allargare la famiglia, invita la donna a indossare l'amuleto porta fortuna assiduamente.
Le porte del successo si aprono per Guy: il suo rivale è colpito da cecità improvvisa, così da permettergli di ottenere la prima parte importante in uno spettacolo di grande visibilità.
La notte del concepimento, la protagonista vive un incubo in cui è posseduta da un essere terribile e affascinante allo stesso tempo; la mattina seguente non ricorda nulla della sera prima e resta turbata dal racconto del marito, il quale confessa di aver fatto l'amore con lei, nonostante non fosse molto presente.
La gravidanza si dimostra un periodo terribile: persuasa dai Castevet a farsi assistere dal dottor Sapirstein, il ginecologo più bravo della zona, che la rassicura circa la sua salute e quella del bambino, e ad assumere ogni mattina una bevanda verde preparata dalla vicina, accantona le preoccupazioni.
I mesi si susseguono senza sosta, scanditi da dolori atroci all'addome: il medico le ribadisce che ogni gravidanza è diversa dalle altre e che la pena che prova, se ne andrà da un giorno all'altro.
Rosemary ha un presentimento negativo e comincia a indagare per proprio conto: legge libri di stregoneria, convincendosi di essere la prescelta di una cospirazione molto più grande.

Ira Levin costruisce una storia angosciante, tutta concentrata sulla figura principale femminile: una persona dolce, sensibile, altruista e ingenua, diventa il bersaglio del Diavolo che, con la complicità del fedele sposo, genera il suo erede. Guy sceglie di offrire la moglie e il futuro nascituro in cambio della fama di attore, il desiderio più grande che attende da tutta la vita di vedere realizzato. 
Rosemary aspetta con ansia il momento in cui sarà madre e confida i propri sogni e le proprie speranze all'uomo che mai e poi mai la tradirebbe. Roman e Minnie sono come dei genitori (i veri criticano la sua condotta e non sono fieri di ciò che è diventata) e si affida alle loro conoscenze e premure. Si lascia convincere nella decisione del ginecologo, pensa che i dolori che l'accompagnano sempre siano normali e beve ogni mattina quel cocktail misterioso, perdendo completamente ogni qual forma di consapevolezza sul proprio corpo e sulla propria mente. Quando inizia a dubitare delle persone care che la circondano e si avvicina al tema del satanismo, la tensione sale e il lettore avverte il panico della protagonista, i cui tentativi di rivolta non approdano a nulla. Significativo il finale, dove è costretta a scegliere che cosa ne sarà del destino del mondo, influenzata, come il compagno, dai propri egoismi, o forse solo dall'amore materno.

Un romanzo psicologico, dall'atmosfera opprimente e disturbante, un vero concentrato di suspense, molto più di un horror, un thriller basato su un complotto diabolico perfetto.

Oltre al film di Roman Polaski del 1968, nel 2014 è andata in onda su NBC la mini-serie in due episodi, liberamente ispirata all'opera.


Veronica

2 commenti:

  1. ...è nella lista delle cose da leggere...

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    1. Da leggere, te lo consiglio! Penso proprio che recupererò anche qualcos'altro di Ira Levin :-)

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