2 marzo 2016

Sotto una buona stella di Richard Yates [recensione]

SOTTO UNA BUONA STELLA
di
Richard Yates

Editore: minimum fax
Collana: Minimum Classics
Traduzione: Andreina Lombardi Bom
Pagine: 412
ISBN: 9788875216016
Prezzo: € 14,50


Nel prologo, conosciamo Robert (Bobby) Prentice, in licenza prima della partenza per l'Europa, teatro della guerra, e sua madre Alice. Un filo separa i due personaggi, vicini al tavolo del ristorante dove si consuma una cena prima di una nuova separazione, e lontani nel comprendersi. Prentice vede la carriera militare come la sua occasione di riscatto, s'impegna per essere un soldato in grado di imprimere nella storia la sua presenza, una presenza importante e indispensabile. Conosce ragazzi giovani, diversi, persi, impauriti, cerca di trovare un contatto e si lega a John Quint, dotato di un'intelligenza quasi estranea a quel posto. Quest'ultimo è il suo punto di riferimento per tutto e proprio la sua è la prima approvazione che desidera disperatamente. La morte dell'amico lo devasta ancor più della polmonite che lo tiene lontano dai campi di battaglia, sottolineando una figura debole agli occhi degli altri commilitoni, e della sua goffaggine, che gli fa compiere un passo falso dietro l'altro. Tra i villaggi conquistati, nelle notti pericolose per l'avvicendarsi del nemico, insegue una possibilità di riscatto inarrivabile. Ogni singolo momento in cui sembra aver azzeccato le istruzioni, raggiungendo una sorta di tranquillità, è solo un attimo prima che qualcosa o qualcuno dimostri la sua inadeguatezza alla situazione.
Alice divorzia dall'unico uomo che l'abbia mai amata: George continuerà, nonostante le avversità, a proteggerla. La donna è piena di ambizioni e tenta di affermarsi come scultrice: "Sarò in grado di togliere le mie sculture dal deposito, e farò un sacco di lavori nuovi e in un batter d'occhio sarò sistemata, dal punto di vista professionale ed economico. Ho già abbastanza lavori adatti a una personale, e con un intero anno di libertà ne avrò abbastanza per due o tre mostre".
Questa esortazione è ripetuta a se stessa e agli altri, come fosse una formula magica per rilanciare una carriera mai decollata. Sola con un figlio, si sposta da un luogo all'altro, conducendo uno stile di vita che non può permettersi; i soldi dell'ex-marito sono la fonte di reddito a disposizione, utilizzata per mutare spesso casa e paese. Si spinge al limite delle proprie possibilità, quando viene convinta dall'amica Maude Larkin a trasferirsi nella tenuta del custode di una famiglia ricchissima di Riverside e a iscrivere il figlio in una scuola privata. Quel periodo della sua vita, così carico di aspettative, deve fare presto i conti con la dura realtà: incapace di mantenersi, contrae molti debiti ed è costretta a lasciare tutto per trascorrere un breve lasso di tempo in Texas, ospite della sorella Eva e del marito Owen. Neanche la vita amorosa si dimostra favorevole con la donna, la quale deve affrontare numerose delusioni.

Richard Yates racconta di nuovo una storia ricca di riferimenti biografici, con due protagonisti che compiono un percorso difficile e disseminato di ostacoli al fine di sentirsi accettati e realizzati: sono determinati, propositivi, ingenui. Il fallimento è il loro destino, procedono verso grandi progetti, senza ribaltare una sorte avversa. Bobby, la parte più concreta, lotta per riportare la madre con i piedi per terra, con l'obiettivo di farle scegliere una soluzione che rientri nei propri mezzi; quest'ultima non vuole confessare di essere una persona con risorse limitate, consacrandosi come un personaggio distruttivo ed egoista. Come i più grandi protagonisti ricreati dall'autore, desidera assomigliare ai fortunati, a coloro che possiedono tutto e non dovranno mai superare una delusione.
Un'opera stupenda e divorata troppo presto, come ogni romanzo letto di Yates, dove ritroviamo i temi cari trattati con quel realismo spietato che non abbandona nessuno. Il lieto fine non appartiene ad Alice o a Robert, ogni illusione si sgretola di fronte all'insuccesso, al quale tutti sono irrimediabilmente condannati.

Veronica

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