20 aprile 2016

Il sostituto di David Nicholls [recensione]

IL SOSTITUTO
di
David Nicholls

Editore: Beat 
Traduzione: Stefano Bortolussi
Pagine: 350
ISBN: 9788865590218
Prezzo: 9,00


Come si può non innamorarsi dei personaggi di David Nicholls, imbranati, ignorati, alla ricerca del loro posto nel mondo?
Ricordano gli adolescenti dei film americani anni '80, dove sulla scena si muove lo studente sfigato, il perdente da tutti deriso, in attesa della grande occasione che ne ribalti le sorti avverse. In Il sostituto, è un giovane uomo, con alle spalle un matrimonio fallito, una figlia di sette anni in adorazione e un lavoro, come quello dell'attore, dove non riesce a eccellere, soprattutto per i ruoli che ricopre:
"Il segreto della vera grande recitazione cinematografica è fare il meno possibile, e non è mai tanto importante come quando si recita la parte di un soggetto inanimato. In undici anni di carriera, Stephen C. McQueen aveva interpretato già sei cadaveri, ciascuno pensato con cura e finemente delineato, ciascuno capace di esprimere il pathos del non essere più in vita. Non volendo dar vita a uno stereotipo, nel suo curriculum Stephen aveva sfumato i dettagli, affibbiando ai vari corpi nomi affascinanti e carismatici quali MAX o OLIVER, al posto dei più accurati CORPO o VITTIMA. Ma evidentemente la voce si era diffusa nell'ambiente: nessuno era bravo a non far niente come Stephen C. McQueen. Se volevi qualcuno che venisse ripescato all'alba dal Grand Union Canal, che giacesse afflosciato, distrutto e senza lamentarsi sul cofano di un'auto o si accasciasse bocconi sul fondo di una fangosa trincea della prima guerra mondiale, lui era il tipo giusto".
Stephen C. McQueen, un nome che è una beffa, quasi un presagio per quel mancato talento che invece contraddistingue l'icona cinematografica originale. L'ambizioso omonimo è a caccia dell'opportunità giusta, per dimostrare al mondo quello che vale e che la sua è più di una semplice e frivola passione, ma rappresenta tutta la vita. Il suo agente propone lavori poco allettanti, comparse che non lo mettono in risalto, come il cadavere, Sammy lo scoiattolo o lo spettro che apre le porte a Lord Byron, interpretato dal famoso Josh Harper. Lui sì che ha raggiunto la notorietà, è desiderato dalle grandi compagnie e scelto come protagonista di grandi produzioni. Stephen è il suo sostituto, lo osserva nell'ombra e attende speranzoso una qualche assenza per potersi finalmente esibire.
Una sera, nel corso di una delle tante repliche, è invitato a una festa a casa del nemico; inizialmente sorpreso, è felice di stringere nuove amicizie e aprirsi le porte a future collaborazioni. Conosce sua moglie Nora, una donna bellissima, con la quale ha in comune la sicurezza di vedere realizzati i propri sogni. Come da copione, l'imbranato McQueen s'innamora della compagna del suo più grande rivale, ne diventa amico e confidente. Quando scopre che il rapporto fra i due non è perfetto per i ripetuti tradimenti del marito, non ha il coraggio di riferire i peccati a Nora; stringe un patto con Josh Harper, che gli promette di mancare qualche sera e cedere così la parte di Lord Byron:
"Nella farsa classica ci sono due tipiche reazioni comiche quando, all'ingresso in una stanza, si vede qualcosa che non si sarebbe dovuto vedere: la reazione ritardata e l'occhiata lunga e impassibile. Stephen scelse la seconda. Dopotutto, gli servivano parecchi istanti per capire quello che stava vedendo, quali membra appartenevano a chi. Maxine sedeva a cavalcioni su una sedia rivolta verso la finestra, nella direzione opposta a dove si trovava Stephen, con una gamba posata sulla scrivania. [...] Due giorni, il diciotto e il diciannove dicembre, due repliche serali e una pomeridiana. Giusto in tempo per Natale. A proposito, l'altra parte dell'accordo è che devi essere sensazionale. [...] Ah, giusto per mettermi il cuore in pace, e senza alcun collegamento, siamo d'accordo sul fatto che non dirai niente di tu-sai-chi a tu-sai-chi?".
David Nicholls si è lasciato apprezzare dalla maggior parte dei lettori per Un giorno e Noi, così da riportare l'attenzione sulle prime pubblicazioni, a parer mio, le migliori. Dopo essermi innamorato de Le domande di Brian sono stata conquistata da Il sostituto, soprattutto da un altro personaggio maschile, che ricalca la versione adulta di Brian. Stephen C. McQueen è il classico imbranato, pieno di sogni e carico di aspettative; persevera nel mestiere di attore, convinto che sia la sua vocazione. Purtroppo non gli è mai stato affidato un ruolo di rilievo, ma è sicuro che presto qualcosa cambierà e lo urla a gran voce alla ex moglie, che non crede in questo suo capriccio puerile.
Si innamora alla follia di Nora e accetta di essere suo amico, nonostante le continue conversazioni inopportune sul rapporto fantastico con il compagno. Quest'ultimo si rivela immaturo, infedele e senza nessuna remora morale; quando il protagonista scopre le sue avventure con altre donne si trova di fronte a un bivio: dire la verità o accettare di mantenere il segreto, per dare sfoggio delle sue doti recitative e smetterla di sentirsi sempre così inadeguato. La preoccupazione che più lo affligge è il fallimento, perché consapevole che se delude le persone importanti per lui, avrà sprecato la propria esistenza a rincorrere una pia illusione. Sceglie di dare priorità alle aspirazioni; la decisione lo mette di fronte a tutta una serie di equivoci e situazioni, che strappano più di un sorriso. Una delle componenti forti del libro è la comicità mai gratuita e lineare all'andamento narrativo. La lettura è fluida e vorace, la storia assomiglia alle commedie romantiche, non mielose, ma introspettive, con una figura carismatica con la quale è difficile non immedesimarsi. Un romanzo che affronta una fase di transizione come la presa di coscienza circa le proprie responsabilità e la delusione legata alla certezza che la speranza di coronare i nostri desideri si infrange con la dura realtà.

Veronica

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