15 aprile 2016

Undici Solitudini di Richard Yates [recensione]

UNDICI SOLITUDINI
di 
Richard Yates

Editore: minimum fax
Collana: minimum Classics
Traduzione: Maria Lucioni
Pagine: 257
ISBN: 9788875210885
Prezzo: € 11,00



La solitudine è un sentimento dalle molteplici sfumature, che assale anche quando non si è davvero soli. Ti colpisce e ti spaventa proprio perché sei circondato da persone e situazioni che non dovrebbero far sentire così. Il panico si manifesta quando affronti una giornata tipo a lavoro, non ti senti all'altezza in un ruolo che ricopri, hai paura di deludere le persone che ami e vedere nei loro occhi uno sguardo diverso, di disapprovazione.
Undici solitudini racconta undici storie scevre dal lieto fine, particolare preponderante in tutti i libri di Richard Yates. I protagonisti sono persone comuni, impegnate nei propri drammi personali, infelici e alla ricerca di qualcosa di inaspettato; convinti di combattere per diventare straordinari nel mondo, si scontrano con un destino che mostra a ciascuno i propri limiti. Sembrano imprigionati in un luogo e in un tempo, costretti a restare fermi ai margini della società, a venir considerati perdenti e senza possibilità di riscatto. L'autore ne dà un'immagine fastidiosa, mettendone in luce i tratti detestabili, tanto da portarci a non fare il tifo per loro. Si osservano i comportamenti, si scorrono i dialoghi, si origliano i pensieri, consapevoli che ad aspettare ciascun personaggio principale non c'è niente di meglio: i soggetti con i quali si interfacciano non rappresentano il veicolo al raggiungimento dei propri scopi, bensì il contrario. 

I racconti sono brevi e il tutto è concentrato nell'arco di non molte pagine. Ne Il dottor Geco, Miss Price tenta in ogni modo di fornire il suo appoggio al nuovo studente Vincent Sabella, fuori luogo negli abiti e nei comportamenti, incapace di ambientarsi, carico di una rabbia mal indirizzata. L'insegnante gli riserva un trattamento speciale, non lo corregge di fronte alla classe e lascia passare ogni reazione, anche la più scontrosa, finendo per rimetterci lei stessa. Sempre ambientato a scuola, ma con un cambio di prospettiva, quello dello studente, Il regalo della maestra: la signora Snell è severa, pretende molto e per i ragazzi è difficile apprezzarla. Il confronto con la Cleary, la professoressa buona, attenta ai dettagli, felice di dispensare regali per tutte le ricorrenze, è quasi scontato. A volte, notano un piccolo segnale di miglioramento, per poi ricredersi scorgendo solo  il carattere troppo duro della donna. In Jody ha il coltello dalla parte del manico, un gruppo di soldati deve fare i conti con l'estrema severità del sergente Reece, incaricato di preparare il plotone alla carriera militare. Jody è il simbolo di tutto ciò che gli uomini hanno lasciato, perso e non ritroveranno al loro ritorno. Alla fine dell'addestramento rimpiangono la dipartita di Reece, consci di aver imparato molto dal proprio mentore.
In Tutto il bene possibile una coppia in procinto di sposarsi affronta l'avvicendarsi dell'evento carica di ripensamenti. Grace a volte è convinta che il suo futuro sarà radioso, ma altre volte, la maggior parte, non è più sicura di niente, tanto da fremere per le attenzioni del proprio capo e decidere così di testare il proprio sex appeal prima delle nozze offrendosi al futuro sposo. Quest'ultimo è preoccupato della poca considerazione dimostrata da amici e colleghi, speranzoso che il matrimonio sia l'occasione per sentirsi finalmente al centro dell'interesse: al settimo cielo per la festa a sorpresa, sceglie di ignorare i segnali lascivi di Grace, preferendo di gran lunga i festeggiamenti. Diversa la relazione tra i coniugi di Nessun dolore, divisi dalla malattia del marito. Harry è in ospedale per la tubercolosi e aspetta ogni domenica la visita della moglie. Myra frequenta un'altra persona e per il resto della settimana vuol far finta di essere una donna libera e senza impicci; ma i giorni che si reca in ospedale è di nuovo una moglie e non desidera che le si ricordi il contrario.
Ancora ambientato nel sanatorio, Abbasso il vecchio!, dove McIntyre è costretto a una permanenza forzata nel Padiglione Sette; in libera uscita per Natale, apprende che le cose in famiglia sono molto cambiate in sua assenza e nessuno lo ascolta più.
Ken Platt e Carson Wyler scovano Un buon pianista jazz, forse il migliore sulla piazza: convinti di essere di fronte a un talento, palesano tutta la loro ammirazione. La delusione più grande sarà scoprire che avevano ragione e il loro beniamino andrà incontro alla fama con perseveranza e autonomia.
Walter Henderson è in attesa di essere licenziato in Una gran voglia di punizione: quando ne riceve notizia non è stupito, ma pensa al dopo, a cosa farà e quanto riuscirà a mantenere nascosta la notizia alla famiglia. Immagina di poter essere considerato un eroe agli occhi della moglie, per aver mantenuto la fiducia e non averle fatto pesare il momento di transizione prima di trovare un buon impiego. La realtà lo costringe a mettere i piedi per terra; niente va come pianificato e si ritrova a confessare i suoi fallimenti seduto nella poltrona all'angolo della stanza.
Nei due racconti Contro i pescicani e Costruttori si parla del mestiere di scrittore: nel primo, assistiamo alle dinamiche interne di un piccolo giornale politico, con il protagonista Leon Sobel, così sicuro delle sue doti, da cercare di surclassare le direttive dei capi; nel secondo, Bob Prentice, grande fan di Hemingway (come Yates), si lascia allettare da un'offerta di lavoro come scrittore "professionista" e dalle parole del datore di lavoro, che ne sfrutta le capacità senza ricompensare in maniera adeguata il lavoro.
Ne Il mitragliere, a stancare è l'esistenza stessa: dovunque guardi John Fallon, vede solo la moglie dall'utero rovesciato e frustrazione verso chiunque abbia vissuto la sua stessa esperienza di soldato, senza provare gli stessi sentimenti.

Le ambientazioni ricorrenti sono la scuola, l'ospedale, la casa, il lavoro, il fronte; i protagonisti lottano contro la normalità delle proprie vite, afflitti da ansia e paura di sbagliare. Le preoccupazioni sono quelle quotidiane e Richard Yates ne analizza le componenti profonde, dando un quadro psicologico preciso di ognuno: non solo sappiamo che cosa pensano, ma ne vediamo anche i tic e i vizi più emblematici. Le storie scorrono libere, per la semplicità dei dialoghi e dei contesti in cui si muovono i personaggi, ai quali non è riservato un futuro brillante. Undici Solitudini raccoglie i brevi racconti scritti tra i venti e i trent'anni, pubblicato originariamente nel 1962, dopo il successo di Revolutionary Road. Per tutti coloro che amano il modo di rappresentare il sogno americano e il realismo di un'epoca affascinante e piena di speranza. Per chi già lo conosce e lo apprezza nei romanzi e per quelli che invece ancora non si sono lasciati convincere.

Veronica

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