30 maggio 2016

Tutti gli uomini di mia madre di Karry Hudson [recensione]

TUTTI GLI UOMINI DI MIA MADRE
di
Kerry Hudson


Casa editrice: Minimun fax
Collana: Sotterranei
Pagine: 330
ISBN: 9788875217082
Prezzo: € 17,50


Sin dai primi passi nel mondo, la voce dell'io narrante di Janie Ryan racconta la sua vita e quella della madre, donna di grandi speranze che vede infrangersi nella sua fuga a Londra. Cambiare aria, allontanarsi da una famiglia stretta, per cercare fortuna lontano da casa. Il ritorno ha il sapore della sconfitta: senza un soldo e incinta, si ripresenta dalla madre, che non perde occasione per sottolineare la situazione attuale senza prospettive.
Iris, stanca e infelice, prende la sua bambina e iniziano un percorso tra case popolari fatiscenti e squallide topaie, in cui l'instabilità è la sola costante. Perennemente sbronza e incapace di trovare, anzi, solo cercare un impiego, una volta al mese si reca a riscuotere il sussidio di disoccupazione.
Janie non può fare altro che subire le scelte sbagliate del genitore, che si butta a capofitto in "nuove avventure", convinta che qualcosa di meglio l'attende dietro l'angolo. La sua non è un'infanzia serena e convenzionale: senza un posto da poter chiamare casa, guarda il suo unico punto di riferimento combattere contro la depressione o lasciarsi sopraffare da un uomo violento e senza cuore come Tony.
Le immagini che le si parano davanti sono filtrate con gli occhi di bambina, la quale tenta di dare un senso a tutto, ma sa che le esperienze dolorose sono solo all'inizio e non la abbandoneranno tanto presto:
"«Mamma? Ma Frankie è malato? Perché ho visto che si deve fare le punture». Mamma si mise a sedere sul bordo del divano e disse all'occhio arancione spaccato che reggeva nel palmo della mano «La saggezza dell'innocenza». Alzò lo sguardo. «Sì, Janie, direi di sì, ma non vuole farlo sapere in giro e quindi tu non dirlo, ok? Me lo prometti?» «Sì, te lo prometto». E così quella promessa di silenzio si ruppe in mille pezzi dentro di me come quando giri un caleidoscopio; le avrebbero fatto seguito altri segreti dai bordi taglienti, spinti in un corpo minuscolo per essere custoditi finché non avessero minacciato di venir fuori lacerando le pareti".
Difficile farsi degli amici, più semplice essere vessata e presa in giro da ragazzini della sua età nei suoi primi giorni di scuola, in strutture diverse, nel ruolo di "nuova arrivata" costretta ad assumere.
La famiglia si allarga con l'arrivo di Tiny, avuta dal matrimonio con Doug, sul quale si riversano le illusioni di Iris di riuscire a scavalcare il livello di povertà al quale quasi si è rassegnata. Le cose non andranno meglio, il nuovo marito avrà di nuovo poco da offrire al sereno ménage familiare.

È proprio vero che la mela non cade mai lontana dall'albero?
Non abbiamo colpa di come veniamo al mondo, non è una nostra scelta. L'ambiente e il contesto sociale sono indipendenti dalla volontà della protagonista, che da subito è costretta a soffrire le pene della madre; prova con tutte le sue forze a difenderla e aiutarla, per quanto può, al fine di preservare le sorti della sorella, perché non desidera vederla patire per un'infanzia inesistente.
Con l'adolescenza, comincia a comprendere quanto sia arduo non ripetere gli stessi errori se non lotta con le unghie e con i denti per ribaltare un destino avverso. La maggior consapevolezza acuisce gli scontri con la figura materna, che neanche davanti ai palesi comportamenti sregolati della figlia, si pone come educatore, forse perché lei stessa non ne ha avuto uno e ricorda solo l'assenza del genitore in ogni momento importante della sua esistenza, sempre pronta a non perdersi una giornata fortunata al bingo.
Quasi adulta, sceglie di tagliare i ponti col proprio passato, per intraprendere un viaggio alla scoperta di se stessa.

Kerry Hudson, al suo esordio narrativo, affronta un rapporto complesso nelle sue molteplici sfaccettature: il fallimento al quale sembrano condannati i personaggi si trasforma in un scontro con se stessi e gli altri all'inseguimento di una meta che permetta una qualche forma di realizzazione personale. Il libro è a tutti gli effetti un romanzo di formazione al femminile, dove a crescere non sono solo i giovani, ma anche gli adulti, le cui crisi sono perfettamente analizzate dall'autrice, che raggiunge il suo scopo di far entrare il lettore in sintonia con Iris e Janie; non si compatiscono, bensì si tifa per loro e per il lieto fine, tanto agognato e meritato.

Veronica

24 maggio 2016

La felicità di Emma di Claudia Schreiber [recensione]

LA FELICITÀ DI EMMA
di
Claudia Schreiber

Casa editrice: Keller Editore
Collana: Vie
Pagine: 240
ISBN: 9788889767184
Prezzo: € 14,50

Emma è una giovane donna cresciuta nelle campagne della Germania dell'Est e conosce la durezza della vita. È brusca, rude, lavora a mani nude, si circonda di caos e non butta via niente, si ostina indossare vestiti a fiori vecchi di decenni. I genitori, semplici contadini e allevatori da generazioni, le hanno insegnato a suon di offese nient'altro che a cavarsela da sola.
Adesso prosegue il mestiere abitando nella fattoria di famiglia che il comune vuole sottrarle per via delle tasse che lei non riesce a sobbarcarsi, ma non le importa: Emma ha trovato negli animali il proprio rifugio, la propria unica compagnia e continua ad allevare i maiali come se fossero suoi fratelli, accompagnandoli al macello con l'amore e la dignità che le sono sempre stati negati. Non esita a sparare ai poliziotti che si azzardano a farla ragionare e saldare i suoi debiti.
La felicità è questa, per Emma: esiste qualcosa di diverso?

Max è un giovane ragioniere poco incline alle truffe nelle quali cerca di coinvolgerlo il socio e amico per la pelle con il quale lavora. È un tipo metodico, estremamente pulito e terrorizzato dall'idea di non avere il controllo di tutto. Una scoperta sconvolgente gli ha appena ribaltato la vita e ora è in fuga con un bottino milionario, diretto in Messico per godersi il malloppo all'ombra delle palme e sorseggiando drink.
Un incidente d'auto cambia le cose: l'auto sulla quale corre Max esce fuori strada e lui, svenuto e ferito, viene trovato da Emma.

L'incontro/scontro cambierà la vita di entrambi, ma come?
Per Emma, in un colpo solo si presenta la possibilità di saldare il suo debito col comune e, perché no, lanciarsi in una storia d'amore con un uomo tanto gentile da farla irritare con le attenzioni alle quali non è abituata. Per Max potrebbe essere il luogo incantato in cui godersi il frutto della rapina. Ma il destino è sempre imprevedibile.

La felicità di Emma è divertente e commovente. Coinvolge con personaggi bizzarri, ma credibilissimi, capaci di emozioni profonde e inaspettate, di cui ci si innamora subito. Si può piangere e ridere nello stesso romanzo? Qui si può.
Un libro dolce e amaro, dove il dolce è così struggente da far risultare l'amaro necessario. Ostile, duro e al tempo stesso generoso e frizzante come solo l'amore può essere.

Alessandra

22 maggio 2016

Incontro tra editori indipendenti e librai: eventi da non perdere

In questa domenica di sole, tipicamente estiva, non poteva capitarmi occasione migliore se non quella di partecipare a un incontro dedicato ai librai indipendenti, al rapporto con editori e lettori.
Tanti gli argomenti e gli spunti di riflessione, ai quali cercherò di dare un ordine.


Tra gli oratori, Alberto Ibba, addetto alla comunicazione della NNeditore, casa editrice nata da poco più di un anno. Ha sottolineato l'importanza dei social network per accorciare le distanze con i lettori: la partecipazione emotiva dimostrata su questi spazi di aggregazione è testimonianza del buon lavoro che viene svolto. I libri pubblicati sono suddivisi in due percorsi: la stagione e viceversa; l'idea è proprio quella di creare delle serie che abbiamo una logica, più che delle collane. Sul sito è possibile conoscere meglio questa realtà nuova e le offerte proposte: curioso il catalogo di NNeditore, sparso in segnalibri, e sicuramente la veste grafica, che non passa inosservata.

Andrea Gessner di Nottetempo ha parlato del progetto Verso, libreria aperta a Milano, allo scopo di promuovere l'editoria indipendente. La casa editrice storica, fondata nel 2002 da Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi, si è ripensata nel tempo per avvicinare più persone e facilitare il compito stesso dei librai: ha ridimensionato il numero di collane, troppe da divulgare, e inserito le bandelle, per far conoscere da subito autori e trama. 

Marco Zapparoli ha dato vita nel 1981 Marcos y Marcos, casa editrice che promuove due grandi eventi: letti di notte, notte bianca del libro e della letteratura, con molti eventi organizzati in tutta Italia; il giro d'Italia in 80 librerie, un viaggio in sella a una bicicletta, alla scoperta dell'amore per la lettura, che coinvolge tutti. Lo slogan che si porta dietro è quanto di più vero ha caratterizzato il dibattito "Andare in libreria è il mio piccolo segreto per capire come va veramente il mondo".

Le librerie sono un posto accogliente, dove rifugiarsi nelle giornate più buie o in quelle più allegre. Sono il cuore pulsante del mondo libro, curate da persone con passione e spirito di iniziativa.  
Ciò che accomuna l'indipendenza di case editrici e librerie è l'avere fiducia in qualcosa che prima non c'era o non era considerato, scommettere sul valore di un prodotto in cui si crede.
Da lettore posso dire che un luogo dove si respira quest'aria si sente e diventa importante essere parte di un progetto culturale potenzialmente infinito.
Vorrei spendere qualche parola su un argomento venuto fuori nel momento dedicato alle domande degli ascoltatori: come si riesce a far capire che il libro è un oggetto di qualità, che vale il prezzo di copertina? Io penso che se qualcosa piace, si desidera, è giusto comprarla. Non credo invece sia corretto richiedere un ribasso su qualsiasi cosa. Compro moltissimi libri e, quando ne voglio uno, lo acquisto se posso, così per tutto il resto. Sono convinta che chiunque, nel momento in cui necessita di qualcosa, lo paga il prezzo richiesto non appena è in grado di farlo. Ci si sente quasi autorizzati a domandare di spendere meno per un libro, perché non lo si considera un bene primario e nelle grandi catene lo sconto c'è.
Bisogna sapere che per i librai lo sconto del 15% significa una riduzione di più della metà del margine per la narrativa varia e totale per la scolastica e i testi universitari. Se seguissero questa politica andrebbero incontro a fallimento certo, quando già è difficile sopravvivere in condizioni "normali".
Abbandoniamo questa mentalità per riconoscere e apprezzare il lavoro delle persone che della loro attività devono tirare avanti.
I libri sono beni di prima necessità, in Italia si producono i più belli in tutto il mondo, sottraggono l'uomo dall'ignoranza e permettono di vivere tante avventure diverse. Ricordiamolo sempre.

"Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. Leggete per vivere" [Gustave Flaubert]


Veronica

11 maggio 2016

Per ultimo il cuore di Margaret Atwood [recensione]

PER ULTIMO IL CUORE
di
Margaret Atwood

Casa editrice: Ponte alle grazie
Collana: Scrittori
Traduttore: Elisa Banfi
ISBN: 97888334789
Prezzo: 18,60

Non è difficile prevedere un futuro in cui l'essere umano deve fare i conti con la crisi economica spinta alle estreme conseguenze; oggi, sentiamo spesso i giornalisti riportare dati allarmanti sulla disoccupazione. Nel contesto sociale descritto da Margaret Atwood la percentuale di coloro che hanno perso il lavoro è del 40%, quella dei giovani del 50%.
Molte persone hanno visto i propri risparmi esaurirsi velocemente, incapaci di pagare i propri debiti, sono rimasti senza un tetto sopra la testa, costretti ad abitare in macchina. I criminali e i disperati serpeggiano sulla strada, pronti ad arraffare quello che possono e a colpire i più deboli che abbassano la guardia.
Charmaine e Stan vivono nella propria auto, lei lavora come cameriera in un bar malfamato e poco trafficato, lui non riesce a trovare un nuovo impiego. Decidono di unirsi a un progetto sperimentale, che permetterebbe loro di riprendere a vivere, perché pensato per garantire sicurezza e ricondurre il Nord America agli antichi splendori:
"Le città gemelle di Consilience e Positron sono un esperimento. [...] Se funzionerà - e deve funzionare, può funzionare se tutti lavorano insieme - potrebbe essere la salvezza, non solo per le molte regioni tanto duramente colpite di recente, ma alla lunga, se il modello venisse adottato ai massimi livelli, per la nazione nel suo complesso. Disoccupazione e criminalità risolte in un colpo solo, e in più una nuova vita per tutte le persone coinvolte. [...] Loro i neo-assunti artefici del Positron, sono degli eroi! Hanno scelto di mettersi in gioco, di scommettere sul lato più luminoso della natura umana, di esplorare territori sconosciuti della psiche. Sono come i primi pionieri, che hanno tracciato la via, aperto la strada al futuro: un futuro che sarà più sicuro, più prospero e migliore in tutti i sensi, grazie a loro! I posteri li venereranno. E avanti con quella tiritera. Stan non ha mai sentito tante cazzate in vita sua. D'altro canto, avrebbe quasi voglia di crederci".
L'adesione al programma è permanente, non si può scappare. Visto cosa c'è fuori, solo paura costante e mancanza di prospettive, sembra essere l'unica scelta possibile. Comincia così per i due protagonisti una routine rassicurante: un mese a Consilence e un mese alla prigione, dove svolgere attività indispensabili alla buona riuscita del quieto andamento quotidiano, sostituiti dai loro alterni nella casa, coppia che non devono mai incontrare.

Poi, le premesse del distopico si dimenticano, relegate ai margini, per lasciare spazio a un'altra storia. Charmaine inizia a frequentare segretamente Max, l'alterno. La loro è una relazione puramente fisica, senza alcuno sviluppo emotivo di particolare rilievo. I loro incontri sono organizzati in case disabitate del centro, con la convinzione di trovarsi in posti privi di sorveglianza. Stan s'invaghisce di un pensiero, di un'idealizzazione dell'altra donna che soggiorna nella sua abitazione, nel periodo di permanenza a Positron. Quando scopre della tresca della moglie, viene a conoscenza di un piano architettato da coloro che hanno combattuto per creare questa realtà, che purtroppo ha perso di vista l'obiettivo originale, degenerando in una serie di iniziative atte solo a guadagnare, a discapito di chi ha acconsentito a farne parte, convinto della piena trasparenza delle dinamiche interne.

L'ambientazione affascinante delle prime pagine, in cui si preannuncia una società devastata dalla povertà, perde la sua centralità nel prosieguo della narrazione. La curiosità prende il sopravvento e diventa vitale capire a cosa porterà questa sorta di nuova esistenza felice, alla quale tutti gli abitanti sono grati. Solo alcuni sono stati prescelti; il metodo di selezione dei piani alti, la cui struttura è sconosciuta, non ha parametri precisi; la descrizione delle attività illecite è poco approfondita: l'autrice mostra solo la protagonista in azione, felice di essere utile alla città, trasformandosi in un killer silenzioso che uccide i "cattivi" o un laboratorio destinato alla costruzione di robot al solo scopo sessuale.
La parte più noiosa è la centrale, focalizzata sul tradimento di lei, i pensieri di lui e la trasformazione di Stan nel giocattolo erotico della moglie di Max. Proprio su Stan, si ripongono tutte le speranze e a lui è affidato il compito di rivelare il marcio che si nasconde dietro un progetto solo all'apparenza perfetto. Un eroe, travestito da Elvis, poco credibile, titubante, credulone, tanto da tifare per il suo fallimento.
Ammetto di aver finito a fatica il volume, pensando che mi sarei trovata di fronte a un libro potente e capace di far riflettere, perché davvero ti immedesimi nella realtà ipotizzata, come Il racconto dell'ancella
In Per ultimo il cuore ho provato un forte senso di frustrazione sia per i personaggi, ambigui e incoerenti, le cui azioni e reazioni si fatica a comprendere, sia per il contesto, che tanto attira all'inizio, per poi svanire subito e lasciare il posto a un "complotto" come lo definisce la bandella del testo, un susseguirsi di situazioni che fanno storcere il naso e scuotere la testa, per poi arrendersi su un finale mieloso e privo di significato, in un vissero tutti felici e contenti, in un mondo che ormai la crisi ha superato.

Veronica