11 maggio 2016

Per ultimo il cuore di Margaret Atwood [recensione]

PER ULTIMO IL CUORE
di
Margaret Atwood

Casa editrice: Ponte alle grazie
Collana: Scrittori
Traduttore: Elisa Banfi
ISBN: 97888334789
Prezzo: 18,60

Non è difficile prevedere un futuro in cui l'essere umano deve fare i conti con la crisi economica spinta alle estreme conseguenze; oggi, sentiamo spesso i giornalisti riportare dati allarmanti sulla disoccupazione. Nel contesto sociale descritto da Margaret Atwood la percentuale di coloro che hanno perso il lavoro è del 40%, quella dei giovani del 50%.
Molte persone hanno visto i propri risparmi esaurirsi velocemente, incapaci di pagare i propri debiti, sono rimasti senza un tetto sopra la testa, costretti ad abitare in macchina. I criminali e i disperati serpeggiano sulla strada, pronti ad arraffare quello che possono e a colpire i più deboli che abbassano la guardia.
Charmaine e Stan vivono nella propria auto, lei lavora come cameriera in un bar malfamato e poco trafficato, lui non riesce a trovare un nuovo impiego. Decidono di unirsi a un progetto sperimentale, che permetterebbe loro di riprendere a vivere, perché pensato per garantire sicurezza e ricondurre il Nord America agli antichi splendori:
"Le città gemelle di Consilience e Positron sono un esperimento. [...] Se funzionerà - e deve funzionare, può funzionare se tutti lavorano insieme - potrebbe essere la salvezza, non solo per le molte regioni tanto duramente colpite di recente, ma alla lunga, se il modello venisse adottato ai massimi livelli, per la nazione nel suo complesso. Disoccupazione e criminalità risolte in un colpo solo, e in più una nuova vita per tutte le persone coinvolte. [...] Loro i neo-assunti artefici del Positron, sono degli eroi! Hanno scelto di mettersi in gioco, di scommettere sul lato più luminoso della natura umana, di esplorare territori sconosciuti della psiche. Sono come i primi pionieri, che hanno tracciato la via, aperto la strada al futuro: un futuro che sarà più sicuro, più prospero e migliore in tutti i sensi, grazie a loro! I posteri li venereranno. E avanti con quella tiritera. Stan non ha mai sentito tante cazzate in vita sua. D'altro canto, avrebbe quasi voglia di crederci".
L'adesione al programma è permanente, non si può scappare. Visto cosa c'è fuori, solo paura costante e mancanza di prospettive, sembra essere l'unica scelta possibile. Comincia così per i due protagonisti una routine rassicurante: un mese a Consilence e un mese alla prigione, dove svolgere attività indispensabili alla buona riuscita del quieto andamento quotidiano, sostituiti dai loro alterni nella casa, coppia che non devono mai incontrare.

Poi, le premesse del distopico si dimenticano, relegate ai margini, per lasciare spazio a un'altra storia. Charmaine inizia a frequentare segretamente Max, l'alterno. La loro è una relazione puramente fisica, senza alcuno sviluppo emotivo di particolare rilievo. I loro incontri sono organizzati in case disabitate del centro, con la convinzione di trovarsi in posti privi di sorveglianza. Stan s'invaghisce di un pensiero, di un'idealizzazione dell'altra donna che soggiorna nella sua abitazione, nel periodo di permanenza a Positron. Quando scopre della tresca della moglie, viene a conoscenza di un piano architettato da coloro che hanno combattuto per creare questa realtà, che purtroppo ha perso di vista l'obiettivo originale, degenerando in una serie di iniziative atte solo a guadagnare, a discapito di chi ha acconsentito a farne parte, convinto della piena trasparenza delle dinamiche interne.

L'ambientazione affascinante delle prime pagine, in cui si preannuncia una società devastata dalla povertà, perde la sua centralità nel prosieguo della narrazione. La curiosità prende il sopravvento e diventa vitale capire a cosa porterà questa sorta di nuova esistenza felice, alla quale tutti gli abitanti sono grati. Solo alcuni sono stati prescelti; il metodo di selezione dei piani alti, la cui struttura è sconosciuta, non ha parametri precisi; la descrizione delle attività illecite è poco approfondita: l'autrice mostra solo la protagonista in azione, felice di essere utile alla città, trasformandosi in un killer silenzioso che uccide i "cattivi" o un laboratorio destinato alla costruzione di robot al solo scopo sessuale.
La parte più noiosa è la centrale, focalizzata sul tradimento di lei, i pensieri di lui e la trasformazione di Stan nel giocattolo erotico della moglie di Max. Proprio su Stan, si ripongono tutte le speranze e a lui è affidato il compito di rivelare il marcio che si nasconde dietro un progetto solo all'apparenza perfetto. Un eroe, travestito da Elvis, poco credibile, titubante, credulone, tanto da tifare per il suo fallimento.
Ammetto di aver finito a fatica il volume, pensando che mi sarei trovata di fronte a un libro potente e capace di far riflettere, perché davvero ti immedesimi nella realtà ipotizzata, come Il racconto dell'ancella
In Per ultimo il cuore ho provato un forte senso di frustrazione sia per i personaggi, ambigui e incoerenti, le cui azioni e reazioni si fatica a comprendere, sia per il contesto, che tanto attira all'inizio, per poi svanire subito e lasciare il posto a un "complotto" come lo definisce la bandella del testo, un susseguirsi di situazioni che fanno storcere il naso e scuotere la testa, per poi arrendersi su un finale mieloso e privo di significato, in un vissero tutti felici e contenti, in un mondo che ormai la crisi ha superato.

Veronica

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