10 giugno 2016

Un cigno selavatico di Michael Cunningham [recensione]

UN CIGNO SELVATICO
di
Michael Cunningham

Casa editrice: La Nave di Teseo
Collana: Oceani
Traduttore: C. Prosperi
Prezzo: € 18
ISBN: 9788893440004

Cosa succederebbe se una fiaba sfociasse in un fatto di cronaca, o se un fatto di cronaca avesse i contorni di una fiaba? La bella che sposa una bestia fin troppo umana e vi convivrà fino a conseguenze estreme, Giacomino che sfrutta il fagiolo magico e le ricchezze che ne derivano per soddisfare i suoi più bassi desideri, il tredicesimo fratello che, sfortunato, non riacquista totalmente la sua forma umana e dovrà accontentarsi di avere un braccio come un'ala di cigno, un padre e una madre che vedranno torcersi contro loro stessi i tre desideri espressi in favore del figlio, oppure la strega di Hansel e Gretel che si rifugia in una casa di zucchero e canditi per mondarsi da una vita passata in dissolutezza.

Paiono fuori moda le fiabe con le principesse, i cavalieri, i folletti, solo perché le abbiamo nel tempo distorte, sfrondate, travisate: le principesse non restano quasi mai inermi in attesa di essere sposate, ma spesso sono esse stesse fautrici del proprio destino (nel bene e nel male, ci ricorda Cunningham), basti pensare alla povera ragazza di campagna che per salvare la propria vita e quella del padre accetta l'impossibile sfida di filare l'oro dalla paglia (solo in questo caso potrà sposare il re che, ben lontano dall'essere un premuroso fidanzato, senza nemmeno conoscerla, l'accusa di menzogna), o la dedita sorella che per liberare i fratelli reclusi si priva di un mignolo per poterlo infilare nella serratura e aprire la porta dietro la quale sono tenuti prigionieri. La stessa Raperonzolo, che troviamo anche nel libro di Cunningham alle prese con un matrimonio in bilico, cerca disperatamente nel deserto il suo amore creduto morto e una volta trovato gli restituisce la vista piangendo sui suoi occhi.

Fa pensare il fatto che tra le tante storie narrate, siano state scelte nei secoli (e più di recente con film, libri e adattamenti vari) solo i racconti nei quali le donne si mostrano più vulnerabili e soprattutto si sposano, aspirazione massima per una femmina. Abbiamo dimenticato invece la storia delle tre sorelle, due delle quali trattano male un'anziana e questa (una fata) le punisce con rospi e serpi che escono dalle loro bocche a ogni parola, mentre la sorella educata, che l'aveva accompagnata alla fonte e l'aveva aiutata, viene premiata con rose e gemme che scaturiscono dalle sue labbra; o quella della contadina/principessa che sposa infine il principe grazie all'umiltà, mentre la pretendente alla mano del principe viene punita per la sua arroganza. 

In Un cigno selvatico Michael Cunningham indaga l'animo dei personaggi delle fiabe come se fossero persone reali: le fiabe siamo noi, sono allegorie della vita e di quello che ci può toccare in sorte.
Una raccolta di racconti che si legge come una raccolta di fiabe, accompagnata da delle illustrazioni in bianco e nero fantastiche e piene di dettagli.

Alessandra

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