25 luglio 2016

Benedizione di Kent Haruf [recensione]

BENEDIZIONE 
di
Kent Haruf

Casa editrice: NNeditore
Sito web: www.nneditore.it
Collana: Trilogia della pianura
Traduzione: Fabio Cremonesi
Prezzo: € 17,00
ISBN: 9788899253004
"Se ne stava seduto nella veranda davanti a casa, sorseggiando la birra e stringendo la mano della moglie. Il fatto era che stava morendo. È di questo che parlavano. Prima della fine dell'estate sarebbe morto. Entro l'inizio di settembre quel che restava di lui sarebbe stato ricoperto di terra nel cimitero tre miglia a ovest della città. Qualcuno avrebbe scolpito il suo nome su una pietra tombale e sarebbe stato come lui non fosse mai esistito".
Holt è una cittadina immaginaria del Colorado, silenziosa, calma e dove il tempo sembra essersi fermato; difficile collocare la storia in un epoca precisa. Tutto ruota attorno al momento in cui Dad Lewis scopre di dover morire: solo un'estate, solo un mese prima di separarsi dalla sua terra, dal suo negozio, dalla sua famiglia. Seduto sul portico della sua casa, osserva i vicini, ascolta il rumore del vento e compie un viaggio a ritroso nei segreti mai rivelati. Il rapporto complicato con il figlio Frank, con il quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale, dovuto all'incapacità di accettarlo per quello che è, un ragazzo molto diverso da come avrebbe desiderato. L'incomunicabilità e il risentimento esplodono, così da portare Frank ad abbandonare la fattoria, per non farvi più ritorno. Nel corso della lettura si rimane con il fiato sospeso, aspettando quell'incontro riparatore, l'addio che cancella tutti gli errori.
Dad allontana dal negozio di ferramenta il commesso Clayton, beccato a rubare parte delle entrate; alcuni mesi dopo scopre le conseguenze della sua decisione e, afflitto dal senso di colpa, tenta di rimediare. 
Accanto a Dad, la moglie Mary, la sua colonna. Il rapporto che li lega è forte, indistruttibile, costruito su solide basi, dell'amore, del rispetto e del sostegno, un sostegno che si fa più grande nelle difficoltà. La figlia Lorraine, con un grosso peso sul cuore che le impedisce di essere davvero felice, ritorna a casa per trascorrere gli ultimi giorni del padre con la famiglia.
Fra gli altri personaggi che popolano la comunità di Holt, la vicina Berta May con la nipote Alice; anche quest'ultima ha perso la madre per il cancro:
Lei è malato o qualcosa del genere? disse ancora la bambina. Sì, più o meno. Ho un cancro che mi sta mangiando. Lo studiò per un istante. Ce l'ha nel petto? Mia madre ce l'aveva lì. Io ce l'ho dappertutto. Sta per morire? Già. Così mi hanno detto.
Sulla bambina si ripongono tutte le attenzioni di Lorraine e di Willa e Alene Johnson, madre e figlia, la prima vedova e la seconda nubile, segnata da una relazione con un uomo sposato, che l'ha portata a lasciare il lavoro di insegnante e a tornare per un periodo indefinito nella città natale. Già dalla tenera età conosce grandi sofferenze e ogni azione è volta a farle apprezzare le possibilità e le gioie che il mondo può ancora dare. La sua innocenza la si percepisce nel gesto di Dad, che accarezza il suo volto, come a voler raggiungere una sorta di purezza e nuova speranza, per espiare i propri peccati:
"Volevo solo toccare ancora una volta il viso morbido di una bambina. Quando ero piccola, toccavi il quel modo anche il mio? Lui la fissò a lungo. Non penso. Perché no? Avevo troppo da fare. Non ero attento. No, disse lei. Non lo eri. Si portò alla guancia la mano di lui. Perdonami, sussurrò. Ho sbagliato un sacco di cose".
Il nuovo reverendo Lyle ha, come lo stesso protagonista, grossi problemi con il figlio John, che non sopporta Holt, le persone del posto e il modo di comportarsi del padre, i cui discorsi sono avvertiti come i sermoni della domenica "preparati" per i fedeli.
Un evento, a un passo dal trasformarsi in tragedia, porterà i due ad avvicinarsi e a comprendere la necessità di affrontare problemi seri, che non possono più essere rimandati.

Benedizione è un romanzo catartico, perché con semplicità mostra che cosa succede nella fase di passaggio tra la vita e la morte: Dad è un uomo che sa che dovrà morire e a spaventarlo di più è il suo passato, il pensiero che le azioni di cui si vergogna diventino realtà e il disprezzo possa prendere forma negli occhi di coloro che ama incondizionatamente. La consapevolezza della fine lo spinge a ricercare la banalità della quotidianità, a sentire la mancanza dei clienti, le chiacchiere con le persone del posto, la vista della pianura, teatro degli eventi più rilevanti della sua esistenza:
"Prima davanti al negozio, quando mi sono messo a piangere. Ecco perché sono crollato. Era la mia vita quella che stavo vedendo. Quel piccolo contatto tra me e un'altra persona, una mattina d'estate, dietro al bancone. Scambiare due parole. Tutto qui. E non era niente".
Lo stile di Kent Haruf è essenziale, discreto, costruito su sentimenti scaturiti alla vista di un luogo significativo o di una persona importante. I personaggi si trovano a fare il bilancio del proprio vissuto, tra atmosfere malinconiche e flashback mai a lieto fine: tutti hanno un segreto che li affligge e ritorna ciclicamente a bussare alle porte dei ricordi. La notizia della morte di un membro così rispettato dalla comunità è l'occasione per tirare fuori tutto ciò che è irrisolto. Un primo capitolo (se si segue l'ordine della casa editrice che ha pubblicato la trilogia della pianura) in cui il tema del dolore è centrale: affrontare i propri demoni è una sfida che nessuno è capace di vincere completamente, poiché il rimorso è così radicato nei cuori, da poter essere solo attutito e mai cancellato.

Veronica

13 luglio 2016

Le regole dell'attrazione di Bret Easton Ellis [recensione]

LE REGOLE DELL'ATTRAZIONE
di
Bret Easton Ellis

Casa editrice: Einaudi
Collana: ET Scrittori
Traduzione: Francesco Durante
Prezzo: € 12,00
ISBN: 9788806229931

In un college molto esclusivo del New Hampshire, un gruppo di giovani ricchi e viziati, si dividono fra feste e incontri occasionali.
La narrazione si compone di brevi vicende precedute dal nome del protagonista.
Lauren ricorda di come ha perso la verginità in un rapporto a tre, completamente strafatta, ripresa da una videocamera. Vincent, partito per un viaggio in Europa, è il ragazzo idolatrato, sul quale paragonare tutti gli altri. Sembra quasi il fidanzato, per poi scoprire che lui a malapena la conosce.
Paul è gay, fantastica sugli studenti più belli dell'università, ha tresche nascoste e fraintende una pessima relazione di amicizia appena sbocciata con la mela marcia di tutto l'istituto. Sean è egoista, apatico, privo di qualsiasi considerazione per il prossimo: è oggetto del desiderio di una compagna della Camden, che lascia nella sua cassetta postale lettere d'amore. Lusingato e intrigato da tutte queste attenzioni, si convince che l'ammiratrice sia Lauren. Cominciano a frequentarsi, sicuri che il loro stare insieme possa trasformarsi in qualcosa di significativo, in un mezzo per risollevare le proprie vite da una spirale di dolore. È proprio il dolore a guidare le azioni più sconsiderate, un vuoto che ognuno cerca di colmare sballandosi con ogni tipo di droga o alcool e rimorchiando persone a caso, a volte attraenti, altre volte meno, per concludere la serata con del sesso, che difficilmente ricorderanno la mattina dopo:
" [...] non mi ricordo l'ultima volta che ho fatto sesso da sobrio."
Essere giovani, essere infelici, non sapere che cosa fare della propria esistenza; la loro età è quella incerta, piena di decisioni da prendere, di momenti al bivio che li porterà al futuro. La società si aspetta che il corso di studi scelto conduca alla realizzazione di un sogno, al raggiungimento di una posizione rispettabile, come si confà ai ragazzi benestanti e di estrazione sociale elevata. I racconti che si susseguono, sconclusionati, perfettamente in linea con il contesto che rappresentano, sono un grido di aiuto, una fotografia del cinismo e dello smarrimento provato dai protagonisti.
A cosa serve andare a lezione, finire un compito necessario a passare l'esame, se sono solo, triste e senza una ragione in grado di motivare uno sforzo? 
Il vuoto e la mancanza di riferimenti sono trasmessi dai punti di vista di ogni personaggio; interessante vedere come una stessa situazione è diversamente presentata da colui che l'ha affrontata, come il rapporto tra Sean e Paul o quello fra Sean e Lauren. Nessun legame è profondo, non c'è un reale interesse per nessuno a parte se stessi:
"Nessuno conoscerà mai nessuno. Possiamo solo avere a che fare l'uno con l'altro. Tu non mi conoscerai mai".
Non è facile entrare in questo libro, soprattutto perché le storie riportate sono storie al limite, pericolose, con le quali non scatta il riconoscimento, piuttosto la sorpresa e la curiosità. Forse per questo ne sono rimasta affascinata e turbata allo stesso tempo. Lo stile sincopato e, a tratti, scollegato rende al meglio la confusione interiore, il disagio e l'incomunicabilità con l'altro che traspare dagli estratti de Le regole dell'attrazione. Il titolo lo trovo un po' fuorviante, perché l'attrazione non si manifesta nei pensieri o negli approcci; alla parola do una connotazione diversa, mi viene in mente la seduzione e un tempo più lungo per sprigionare quell'alchimia che porta a un seguito. Qui, tutto è veloce e si consuma, ancor più breve di uno sguardo o di un bacio, per finire dimenticato.

Veronica

5 luglio 2016

La gioia di uccidere di Harry Maclean [recensione]

LA GIOIA DI UCCIDERE
di 
Harry Maclean

Casa editrice: Fazi editore
Collana: Darkside
Traduzione: Fabio Pedone
Pagine: 256
Prezzo: 16,50
ISBN: 9788876259494

"La mente ha bisogno di una storia, che spunta fuori e resiste e viene rifiutata man mano che affiora una narrazione, e perciò si accoglie la versione corrente a proprio rischio e pericolo, ma quando non resta più nulla da difendere, da tenere insieme, quando hai smesso di aspettarti di giungere da qualche parte, a me pare che la storia possa forse iniziare a mostrare una forte somiglianza con quel che è successo davvero".
La memoria è una rete di ricordi nascosti in un sistema complesso, ricordi che sono vividi e precisi, altri oscuri, confusi, difficili da ricomporre con certezza. Un uomo è seduto in una stanza isolata dal mondo, tra i boschi del Minnesota, silenziosa e, allo stesso tempo, infestata da rumori sinistri, che lo distolgono dal suo percorso. Davanti alla sua macchina da scrivere Underwood, rievoca una notte in treno di quarant'anni prima, durante un viaggio di ritorno a casa, nell'Iowa. In una carrozza semivuota, si consuma un incontro fugace con una ragazza misteriosa: sconosciuti e giovani si lasciano andare a un momento di passione, consapevoli dell'eccitazione e della pericolosità di una situazione unica e sconveniente. Ritorna in quel luogo, sente le mani della ragazza, i baci sempre più intensi e da quel vagone emergono altri pensieri confusi, solo all'apparenza scollegati: Willie Benson, un pedofilo, che convince lui e l'amico David di poter procurare delle ragazze che ci stanno; David, testimone alle sue nozze, è colui che ha trovato a fare sesso con la prima moglie; l'annegamento di Joseph, sprovvisto del salvagente, caduto dalla canoa, a causa del meteo avverso; la sorella Sally, per la quale nutre un forte senso di colpa, perché si ritiene responsabile della sua incapacità a superare il lutto e a continuare con la propria vita. L'obiettivo è proprio quello di cercare tutti i pezzi del puzzle e dare un significato logico a un groviglio di informazioni che aspettano solo di essere messe insieme. Quale metodo migliore per uno scrittore, se non quello di lasciare spazio alle parole, in un flusso di coscienza conflittuale ed emozionale?

Il protagonista è un insegnante al College di Boonville, chiacchierato, per il libro pubblicato Il Professore, nel quale si delinea una teoria sulla natura umana "essenzialmente amorale", equiparata a quella di qualsiasi animale: l'uomo si adatta e segue le norme sociali, fino a quando non si prospetta quella situazione giusta che lo porta a commettere un reato, come un omicidio. L'autore afferma con sicurezza che il comportamento è dettato dall'interesse personale e gli errori non sono quindi da imputare a chi li compie. La convinzione che uccidere possa creare uno stato di sollievo è l'aspetto che maggiormente ha fatto discutere, argomentata ampiamente in La gioia di uccidere (titolo del romanzo stesso), il memoir del professore:
"Dopo il successo del mio romanzo, il professore iniziò a scrivere la storia dell'omicidio e delle sue conseguenze, dall'interno della propria testa. Questo memoir molto personale conduce il lettore proprio al momento dell'esecuzione del crimine. [...] Il professore sapeva bene di avere una possibilità di scelta nell'uccidere la moglie, e insisteva nel dire di aver fatto la scelta giusta. Era intenzionato ad accettare le conseguenze del suo gesto".
Darkside è la nuova collana di Fazi editore, dedicata al giallo, e in La gioia di uccidere si analizza nel profondo la psicologia umana: tutto ruota intorno al personaggio principale, concentrato a ripescare dal passato tasselli importanti per ricostruire il suo presente. Immagini si stagliano nella sua testa, immagini di persone che hanno fatto parte della sua esistenza, anche se solo per pochi minuti, e che hanno irrimediabilmente segnato le sue azioni. Un coltello si materializza nel suo rifugio, nella borsa che ha con sé, una traccia di un delitto che forse ha commesso e non rammenta o forse perpetrato da qualcuno a lui vicino. La linea tra bene e male è sottile e marcare nettamente il personaggio buono dal cattivo sembra essere impossibile, ancor più quando la teoria sulla natura umana da lui sviscerata nei suoi testi più famosi sembra fare capolino nella realtà.
La narrazione è frammentata in un mix di sintassi breve e periodi più articolati, in un cambio continuo di spazio e tempo, al fine di depistare e ricreare esattamente la sensazione di smarrimento del protagonista. L'incontro sul treno è il punto di partenza per scoprire le risposte capaci di far luce sull'intera vicenda, interrotta da pensieri legati ad altri eventi.
Harry Maclean mischia elementi nuovi del thriller alla filosofia, riflettendo sulla morale e sui sentimenti repressi nell'animo umano, i quali si scatenano e rendono una persona sollevata, anche se artefice del peggiore dei misfatti.
La lettura è arzigogolata e complessa, trascina in inganno, verso una soluzione solo apparente; la verità è in un epilogo che non si sospetta, celata nei ricordi offuscati e, per questo, ancor più sorprendente.

Veronica