9 agosto 2016

Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer [recensione]

LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD
di
DANIEL GLATTAUER

Casa editrice: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Traduzione: Leonella Basiglini
Pagine: 192
Prezzo: 8,50

Da un errore di digitazione di un indirizzo mail, comincia un vero e proprio scambio epistolare tra due perfetti sconosciuti.
Emmi Rothner ha trentaquattro anni, è felicemente sposata, e cresce i due figli del marito. Leo Leike ha trentasei anni, è uno psicolinguista ed è ossessionato da una vecchia relazione che non riesce a troncare definitivamente.
I messaggi si intensificano giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. La voglia di parlare, di scherzare, di evadere in qualche modo dalle proprie vite è forte.
Una realtà virtuale è una realtà diversa dall'esistenza quotidiana ed è lì che entrambi i protagonisti si rifugiano per assumere un'identità nuova. Le due personalità cercano di coesistere nei diversi ambienti ed entrambi tentano di mantenere un distacco con tutto ciò che è esterno a quella bolla costruita appositamente. All'inizio, evitano di raccontare granché di se stessi; la novità sta proprio nel non rivelarsi e mantenere la conversazione sul lato frivolo e superficiale:
"Cara Emmi, si è resa conto che non sappiamo niente l'uno dell'altra? Che ci stiamo inventando un personaggio virtuale dall'identikit immaginario? Facciamo domande affascinanti proprio perché non conosciamo le risposte. Sì, ci divertiamo a stuzzicare e a eccitare la curiosità dell'altro, ma siamo categorici nel rifiutarci di soddisfarla. Cerchiamo di leggere tra le righe, tra le parole, a momenti persino tra le singole lettere. Tentiamo disperatamente di capire con chi abbiamo a che fare. E al tempo stesso, stiamo ben attenti a non rivelare "niente di sostanziale" su di noi".
Ed è questo il doppio filo sul quale si muovono Emmi e Leo: si danno sempre del lei, ma si rivolgono all'altro con appellativi che danno un senso di vicinanza e si accomiatano in maniera affettuosa.
Quando sono gli argomenti personali ad essere trattati, come i rapporti amorosi, si insinuano sentimenti che non si dovrebbero provare, come la gelosia, la rabbia e la frustrazione.
Tentano di convincersi che la loro è solo un'amicizia per corrispondenza, un appiglio fatto di parole che si muovono irrefrenabili sullo schermo, parole giuste che si vogliono sentir dire e scrivere per ritrovare una sicurezza che viene a mancare nei problemi di ogni giorno.
Il mondo reale è però quello che torna con prepotenza a fare capolino e a riportare con i piedi per terra: non è possibile dimenticarsi a lungo della sua presenza.

I personaggi si impegnano a tenere separate le due vite, le percorrono parallelamente, ma quando le strade si avvicinano, emerge con maggior nitidezza il carattere di ognuno. Lei è convinta di poter gestire questo nuovo legame senza mai perdere di vista la sua famiglia o danneggiare il perfetto equilibrio con il marito. Vuole avere tutto a modo suo, mantenendo il controllo della situazione: appare insopportabile, aggressiva ed egocentrica, perché sfrutta le debolezze dell'altro a suo favore e si mostra vittima se non ottiene quello che chiede. Si sfoga con patetiche scenate di gelosia e si lamenta ogni volta che non riceve pronta risposta ai messaggi. Lui è un uomo con alle spalle una ex fidanzata alla quale è molto legato e non capisce come porre fine ai continui momenti di cedimento che lo conducono ancora e ancora tra le sue braccia; desidera una storia seria, si confida con Emmi in modo sincero e per il 99% del tempo sembra essere lui quello destinato a soffrire di più. Accondiscende alle proposte e lascia che sia quasi sempre la donna a condurre il gioco. Il finale dà uno scossone utile a una storia che è giunta a un punto di non ritorno ed è la degna conclusione di una relazione che può portare solo sofferenza. 

Mi è piaciuto molto come l'autore ha impostato gli scambi tra i protagonisti e ha delineato piano, piano, la personalità delle parti. Non sfocia nel ridicolo e permette di immedesimarsi nello stato d'animo dell'uno o dell'altro, sentendo un coinvolgimento tale da sorridere, scuotere la testa, arrabbiarsi e tifare per una presa di posizione invece di un'altra.
Daniel Glattauer fa coesistere il romanzo epistolare adattandolo al presente e alle nuove forme di comunicazione digitali, dove si annulla la componente fisica e prende campo quella illusoria.

Veronica

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