16 agosto 2016

Pista Nera di Antonio Manzini [recensione]

PISTA NERA
di
Antonio Manzini

Casa editrice: Sellerio
Collana: La memoria
Prezzo: 13,00
Pagine: 278
ISBN: 9788838929090

Il vicequestore Rocco Schiavone è trasferito da Roma a un paesino della Valle d'Aosta per motivi disciplinari. Difficile abituarsi al nuovo clima, alle persone, alla solitudine della montagna. La sera, racconta alla moglie che cosa succede, fantasticando sulla sua costante presenza, con frequenti scambi di battute su argomenti qualsiasi. Ancora non si conosce la dinamica dei fatti, ma, a poco a poco, si comprende che lei è frutto della sua immaginazione, così bisognosa di averla accanto, soprattutto in quel luogo sperduto che non riesce a considerare casa. Si ostina a indossare le sue amate Clarks, sintomo di una incapacità cronica ad ambientarsi.
Oltre a mascherare questa fragilità con un carattere spavaldo, arrogante, cinico e alquanto maleducato, nasconde un passato da poliziotto corrotto, in questo primo romanzo della serie solo accennato. Neanche i richiami e la residenza forzata tra i monti lo persuadono ad abbandonare le brutte abitudini.
Il caso sul quale è chiamato a indagare non è semplice: a Champlouc, nota meta sciistica in Val D'Ayas, è rinvenuto il cadavere di un uomo non da subito identificabile. Amedeo Gunelli è l'incaricato a sistemare la neve sulle piste; richiamato dal capo dei gatti, Luigi Bionaz, è spedito a occuparsi della parte a valle. Per raggiungere il posto, passa per la scorciatoia del Crest, dove incappa nel corpo del malcapitato. Leone Micchichè, siciliano, sposato con la donna più bella del paese, Luisa Pec, era un uomo pieno di debiti, forse immischiato in affari poco puliti. Molteplici i rapporti con gli abitanti del posto, nessun apparente motivo per volerlo morto.

Il caso di omicidio ha un colpevole, che è possibile individuare se si segue con attenzione la storia e gli indizi, a mano, a mano, forniti. In che cosa si caratterizza la serie di Rocco Schiavone rispetto al panorama contemporaneo, che sforma molti polizieschi? Il fascino è racchiuso proprio nel protagonista e nella sua doppia natura: percepisce il suo lavoro come una rottura, i delitti e gli interrogatori sono estenuanti, arrotondare con qualche "missione" non sempre legale è il modo migliore per affrontare le giornate. La parlata romana e il sarcasmo sono due tratti distintivi, così come la mancanza di pazienza davanti a sottoposti e superiori. Superficialmente è una persona insopportabile, anche nel rapporto con l'altro sesso: ogni donna con la quale ha a che fare è descritta prima fisicamente e poi, forse, ne coglie aspetti del carattere. Diverso il legame con Marina, la sola con cui condividere sogni e passioni, l'amore perduto in circostanze ancora non svelate.
Gli elementi per incuriosire ci sono tutti: oltre al vicequestore, non mancano i personaggi di contorno, che probabilmente si rincontreranno, come il fidato braccio destro, Italo Pierron, gli agenti imbranati, Deruta e D'Intino, o l'anatomopatologo, Alberto Fumagalli. Tutto è abbozzato, nessun aspetto è completamente approfondito, l'unica cosa che ha un inizio e una fine è l'indagine trattata in Pista Nera
Ho apprezzato molto l'attenzione ai dettagli, la cura nell'approfondimento psicologico e le ambientazioni in perfetta sintonia con gli stati d'animo. Siamo solo al primo capitolo e la voglia di proseguire nella lettura è tanta. 

Voi avete letto i romanzi con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone? Cosa ne pensate?

Veronica

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