19 settembre 2016

Dobbiamo trovarla di Lisa Gardner [recensione]

DOBBIAMO TROVARLA
di
Lisa Gardner

Casa editrice: Marcos y Marcos
Collana: Gli alianti
Traduzione: Barbara Bertoni
Prezzo: 18,00
ISBN: 9788871687520

Quando penso alla mia più grande paura, immagino di risvegliarmi in una stretta e asfissiante cassa, impossibilitata a muovermi e quasi a respirare. Cercare di allungare i muscoli per trovare un po' di sollievo in una posizione imposta, battere i pugni sopra la mia testa per tentare di uscire, urlare disperatamente per attirare l'attenzione di qualcuno in grado di liberarmi.
Ed è proprio così che comincia Dobbiamo trovarla:
"Quando ti svegli dentro una cassa di legno buia, ti dici che non può essere vero. Naturalmente spingi il coperchio. Reazione normale. Picchi i lati con i pugni, punti i piedi sul fondo. Sbatti la testa, più volte, anche se va male. E urli. Continui a urlare. Il moccio ti cola dal naso. Le lacrime ti rigano la faccia. Finché le tue urla frammiste a singhiozzi diventano assordanti. Allora, senti dei rumori strani, tristi, patetici, e comprendi la cassa, la comprendi davvero: ehi, sono chiusa dentro una cassa di legno buia, e ti rendi conto che sei tu a produrre quei rumori".
I capitoli attraversano il passato della protagonista, con il racconto in prima persona di cosa è successo nel periodo di reclusione di Flora Dane, durato quattrocentosettantadue giorni. Per gran parte del tempo, è stata costretta a restare dentro una bara di pino, senza cibo né acqua, in uno stato di deprivazione sensoriale, atto a fare crescere nella vittima un legame morboso con il suo aguzzino, Jacob Ness. Le ripetute violenze sessuali diventano l'occasione per abbandonare quel luogo di segregazione terrificante. Le descrizioni sono minuziose e permettono di immedesimarsi nelle paure, nei momenti di panico, fino a sentire la stessa identica sensazione claustrofobica.
Quasi inaspettata l'irruzione della polizia, che l'ha riportata in un mondo dimenticato, dove gli affetti si faticano a percepire di nuovo. Difficile riavvicinarsi alla madre e al fratello, impossibile reinserirsi in un mondo dove il rapitore è assente. Ci sono voluti cinque anni per ritrovare una sorta di normalità, grazie all'aiuto dell'esperto vittimologo dell'FBI, Samuel Keynes, l'unico che è riuscito a penetrare quel muro e conosce quasi tutta la storia.
La nuova Flora segue un valido corso di autodifesa e dedica la sua nuova vita a stanare potenziali squilibrati, ricercando situazioni pericolose. Una sera come tante si mette nei guai ed è costretta ad applicare tutto ciò che ha appreso durante le lezioni, finendo per uccidere il possibile sequestratore di un'altra ragazza, Stacey Summers, di cui si sono perse le tracce da mesi.
La detective DD Warren è chiamata a investigatore sulla scomparsa di alcune ragazze e si scontra con Flora e la sua sete di giustizia: ha ucciso un sospetto violentatore che avrebbe potuto fornire molte risposte sul caso. Il sergente in servizio limitato non può usare la pistola e deve affidarsi alla sua squadra, superando le diffidenze e le continue incomprensioni. La polizia non sa cosa fare, dove cercare, chi seguire, tutto sembra condurre a un punto morto. La sparizione improvvisa della protagonista getta nuovi interrogativi e fornisce qualche pista su cui lavorare.

Lisa Gardner costruisce un thriller ricco di colpi di scena, che sfrutta due piani temporali, il presente e il passato; l'angoscia e il terrore sono palpabili, i personaggi credibili e ben delineati, sia i principali che i secondari. Il rapporto forte di dipendenza tra vittima e carnefice è il perno della storia e addentrarsi nella psiche umana di Jacob e Flora è la parte più notevole del libro.

Veronica

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