1 settembre 2016

Oh Dio Mio! di Anat Gov

Oh Dio Mio!
di Anat Gov

La Giuntina editore
pagine 96
ISBN: 9788880576396
10 euro
uscito nel 2016

Ella (chiamata così in onore della Quercia), quarantenne, di professione psicologa, miscredente, madre single di un bambino affetto da autismo che si esprime suonando il violoncello.
Un  giorno qualunque di gennaio si trova alle prese con una richiesta di consulenza alquanto particolare. Il paziente in questione si definisce artista, ha 5766 anni e arriva in studio vestito uguale a Marlon Brando nel film Il Padrino e casualità delle casualità proprio come il quadro appeso alla parete della stanza.
"Io sono colui che sono" risponde. Ella scettica non riesce a credere (d'altronde non l'ha mai fatto prima) di aver davanti a sé lui, l'Onnipotente, ovvero Dio e per di più, depresso, angosciato, affetto da una malsana paura dell'abbandono e la ferma volontà di spazzar via, per l'ennesima volta, il cosmo e quello che c'è dentro, razza umana compresa (o forse in primis). Una situazione talmente irreparabile e senza via d'uscita che la dottoressa deve riuscire a risolvere in appena 50 minuti al costo di 150 bigliettoni.
ELLA Descriva quello che sente.
D. Niente.
ELLA Che significa niente?
D. Che non sento più niente. Non voglio niente. Non mi aspetto niente. Niente mi interessa. Non mi curo di niente.
Un testo nato principalmente per il teatro dalla drammaturga israeliana Anat Gov (scomparsa nel 2012 a 59 anni) che la casa editrice La Giuntina ha pubblicato di recente con la traduzione e l’adattamento di Enrico Luttman e Pino Tierno.
Si presenta quindi ai lettori in forma di sceneggiatura, ovvero in un susseguirsi di dialoghi che formano l'essenza stessa della storia. Una storia che pone certi interrogativi, in particolare se ci consideriamo credenti (e praticanti) e siamo abituati all'idea di un Dio consolatore, portatore di misericordia, gioia.
Il contrario di quello che si prospetta in queste pagine insomma. Tanto da pensare di averla fatta veramente grossa (per ridurlo così)! C'è comunque un motivo a ciò, forse porta il nome di Giobbe, o almeno da lì capisci che è iniziato tutto, o tutto è finito. Interessante anche il personaggio di Ella. Nonostante la vita non sia stata buona con lei, ha da sempre dialogato silenziosamente con Lui, che sa ogni cosa, ogni pensiero e ogni parola pronunciata dalla donna. Ella sono io, siamo noi... che rinneghiamo e al tempo abbiamo un disperato bisogno di crederci per vivere pienamente, ma soprattutto di essere abbracciati (perché dico questo, poi lo capirete).
Un dialogo che è una lezione per entrambi e ha solo da insegnarci a prescindere dalla sua leggerezza.

Un libro divertente, spassoso e che vale la pena leggere tutto d'un fiato!

Francesca

Nessun commento:

Posta un commento