2 ottobre 2016

I ragazzi venuti dal Brasile di Ira Levin [recensione]

I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE
di
Ira Levin

Casa editrice: Sur
Collana: BigSur
Traduzione: Adriana Dell'Orto
Prezzo: 17,50
ISBN: 9788869980244

Una sera di settembre del 1974, dopo molti anni dalla fine della seconda guerra mondiale e dalla caduta del terzo Reich, un piccolo gruppo di capi nazisti abbandona il rifugio in Sudamerica per riunirsi in un ristorante. Il dottor Mengele, chiamato anche Angelo della Morte per gli esperimenti mortali condotti su prigionieri e soprattutto gemelli ad Auschwitz, ha pianificato un'operazione segretissima per portare alla rinascita del Reich. Novantaquattro uomini, funzionari statali intorno ai sessantacinque anni, sparsi in diversi paesi europei e nel Nordamerica, senza apparente collegamento, devono essere uccisi nei prossimi due anni e mezzo; ai sicari è fornita una lista correlata di data preferibile per agire.
Barry Koehler ottiene una registrazione di quell'incontro privato e riesce a divulgare all'ebreo e famoso cacciatore di nazisti Yakov Liebermann una piccola porzione delle sue scoperte, prima di essere catturato dall'organizzazione. Ormai anziano, fatica a credere in una missione così pericolosa e cerca di capire se seguire il suo istinto circa questa folle storia.

Invenzioni sensazionali dalle enormi potenzialità possono divenire delle armi pericolosissime in mano alle persone sbagliate. La clonazione ha permesso di riprodurre individui fisicamente identici ad Adolf Hitler per poi affidarli a famiglie che, inconsapevolmente, hanno il compito di plasmare la condizione psicologica per crearne copie esatte.
Come per il leader originale, al compimento dei quattordici anni è necessario il verificarsi della morte dei padri adottivi.
Ogni mossa e perfettamente pianificata da Mengele per delineare forma e sostanza del futuro nuovo dittatore che consentirà la supremazia della razza ariana.

Il romanzo permette di riflettere sulle conseguenze dell'uso improprio delle nuove scoperte, che dovrebbero apportare dei miglioramenti e non essere derive dell'equilibrio politico-sociale del mondo. La manipolazione genetica è al centro di un progetto studiato nei minimi dettagli che ha lo scopo di realizzare cloni del più spaventoso sostenitore dell'ideologia nazista e razzista. Oltre agli interrogativi etico-morali sollevati dalla narrazione, sempre più avvincente si rivela l'indagine di Liebermann; inizialmente scettico, comincia a raccogliere indizi che lo conducono a una verità mai immaginata. Il confronto finale con il suo acerrimo nemico non sarà una conclusione, ma un nuovo punto di domanda su quelle che saranno le conseguenze di un esperimento senza più il suo padre fondatore.

Un thriller agghiacciante, che sfrutta una fantasia politica e la concretizza, attraverso un personaggio realmente esistito come Josef Mengele, e pone domande su un futuro così nostalgico del peggio del passato, da agire con ogni mezzo per riproporlo.

Veronica

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