31 ottobre 2016

La regina Ginga di José Eduardo Agualusa [recensione]

LA REGINA GINGA
e come gli africani inventarono il mondo
di 
José Eduardo Agualusa

Casa editrice: Lindau edizioni
Collana: Senza frontiere
Traduttrice: Gaia Bertoneri
Prezzo: 17,00
ISBN: 9788867085057

Francisco José da Santa Cruz è un prete molto giovane e ingenuo quando sbarca nel Regno del Congo nel 1620. Il primo incontro con Ginga è ricco di fascino e mistero, come la stessa donna orgogliosa descritta nei primi ricordi del sacerdote:
"La prima volta che la vidi, Ginga guardava il mare. Vestiva panni di gran pregio ed era ornata di bei gioielli d'oro al collo e di sonori bracciali d'argento e di rame ai polsi e alle caviglie. Era una donna minuta, asciutta e, in generale, poco appariscente, se non fosse stato per gli indumenti vistosi che indossava e per l'ampia corte di schiave nere e di uomini armati del suo seguito".
La futura regina si aspetta di essere di fronte a un consigliere, come le era stato assicurato dal governatore portoghese, Luís Mendes de Vasconcelos, e lo esorta a esprimere liberamente i suoi pensieri, dai quali trarne beneficio. La comunicazione ha bisogno di un interprete, in quanto la lingua ancora sconosciuta, e Domingos Vaz è il traduttore ufficiale, indispensabile per carpire il significato di ogni discorso, fino a quando non gli insegnerà il quimbundo.
Ngola Mbandi, suo fratello e re del Dongo, sconfitto dai portoghesi due anni prima, incarica Francisco di recarsi in Luanda con la sorella, per negoziare le condizioni circa un trattato di pace.
Il non rispetto degli accordi porta Ngola a reazioni incontrollabili, che hanno ripercussioni sul prete, se pur di breve durata, a causa della prematura morte, le cui versioni che si susseguono sono molteplici. Gli succede Ginga, "ora la regina Ginga, o meglio il re Ginga, poiché così pretendeva di essere chiamata". 

Il protagonista racconta degli anni trascorsi accanto alla regina Ginga, chiamata anche Ana de Sousa successivamente al suo battesimo, di un lungo percorso che lo ha visto mutare nel profondo, senza rendersi conto subito che accettare l'incarico di segretario significava "fuggire dalla Chiesa" e mettere in discussione la propria fede. Si innamora di Muxima, abbandona l'abito talare, assiste a una guerra, che cerca con il suo incarico di sedare e di portare benefici da ambo le parti. È additato dai portoghesi come un traditore, prova paura perché il suo destino è nelle mani di un popolo nuovo, che sta imparando a conoscere e del quale continua a stupirsi.
Ripensa al suo difficile cammino ormai ottantenne, dalla sua libreria ad Amsterdam; proprio dai libri ha tratto conforto e da essi ha imparato qualcosa in più sul mondo, accanto all'esperienza più importante in Africa. 
"Nasciamo, cresciamo, diventiamo adulti e poi vecchi. Nel corso della vita non abbiamo un solo corpo bensì vari, uno diverso in ogni istante. Questa catena di corpi che si succedono uno dopo l'altro, e ai quali corrispondono anche differenti pensieri, differenti modi di essere e di stare al mondo, potremmo chiamarlo universo - ma insistiamo nel chiamarlo individuo. Grosso errore. Si veda il mio caso: io che da giovane sono stato prete e devoto mi ritrovo oggi, vicino a morire, non solo lontano da Cristo, ma da qualsiasi Dio, poiché tutte le religioni mi sembrano altrettanto dannose, responsabili del molto odio e delle molte guerre nelle quali l'umanità si distrugge. Cosa avrebbe detto il giovane prete sbarcato in Africa per la prima volta ottant'anni fa, al vecchio, immensamente vecchio, che sono io oggi, mentre scrivo queste righe? Credo che non si riconoscerebbe in me".
Grazie all'ottimo lavoro della traduttrice, Gaia Bertoneri, si attiva una connessione totale con Francisco, la sua narrazione e i luoghi, così imperscrutabili e imperniati di misticismo. Un'avventura lunga quasi una vita intera, nella quale immergersi, per conoscere un tassello di storia nuova e farsi catturare dai miti meravigliosi che circondano la forte e fiera regina Ginga. 

Veronica

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