18 ottobre 2016

Tutto il nostro sangue di Sara Taylor [recensione]

TUTTO IL NOSTRO SANGUE
di
Sara Taylor

Casa editrice: Minimum fax
Collana: Sotterranei
Traduzione: Nicola Manuppelli
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788875217433


Tutto il nostro sangue è una saga familiare ambientata nel gruppo di isole note come Shore, in Virginia, e racconta le vicissitudini di due famiglie, tra il 1855 al 2143, come mostra l'albero genealogico nelle prime pagine del libro.
La trama non è lineare, suddivisa in tredici capitoli che hanno come titolo l'anno di interesse e si concentrano su singoli episodi che collegano alcuni dei personaggi. Nessuno di loro è predominante sull'altro e di nessuno si conosce tutta la storia.
Chloe è una ragazzina tosta, con in tasca una pistola che sa maneggiare con precisione, abita con la sorella più piccola Renee e il padre manesco, sempre ubriaco, che bivacca in casa con gli amici e sembra nascondere un segreto inconfessabile sulla madre. Ormai adulta, farà ritorno al luogo nativo, terra di dolore e di ricordi sul passato, per sapere qualcosa in più su di lei e per parlare con gli uomini che l'hanno incontrata.
Medora è una mezzosangue Shawnee, non troppo bella, ma incredibilmente scaltra; stufa di subire le angherie del padre, decide di sedurre Andrew Robbins Day, di passaggio nella sua tenuta, per cominciare una nuova vita. Convinta di essere destinata a un futuro diverso, di avere delle possibilità, si ritrova accanto un marito che è l'esatto copia dell'individuo che l'ha cresciuta senza amore. Uscita vittoriosa da uno scontro con Andrew, la donna si porta dietro i segni indelebili che la rendono una sopravvissuta. Aiutata da Nittawasew, un'indiana che vive nelle paludi vicino ad Accomack Island, affina l'arte della medicina, impara a saper riconoscere le proprietà delle piante e diventa una "strega" ricercata per le sue conoscenze magiche.
In un futuro distopico, l'umanità è quasi completamente estinta, poche anime vagano ancora sulla Terra e di nessuno è più possibile fidarsi. Un virus, probabilmente trasmesso per via sessuale, si propaga velocemente e a detta dei quotidiani pare colpire specialmente "gli elementi meno desiderabili della società, i giovani con atteggiamenti promiscui e quelli troppo poveri per permettersi delle cure".
Tamara scopre di essere una portatrice asintomatica, forse fra i primi vettori della malattia: i medici vogliono trattenerla in ospedale, al fine di trovare una cura. Fugge via, in un luogo sicuro, per poi congiungersi con la persona giusta per concepire un figlio in un mondo ormai finito.
Nel 2143 si ricorda il morbo terribile che "faceva marcire gli uomini prima fuori e poi dentro e le donne prima dentro e poi fuori". Non tutti i nuovi nati sono perfetti, alcuni sono etichettati come scherzi della natura, ma sono semplicemente bambini speciali con qualche piccolo difetto, che sfruttano come possono. Sally Lewis, comprende nel 2010 che qualcosa sta per accadere e cerca di attuare un piano per preservare la collettività.

Tutto il nostro sangue ha un titolo azzeccatissimo, proprio perché di sangue ne viene versato parecchio. Al centro, la violenza perpetrata ai danni delle donne, da uomini che fanno parte delle loro vite, dei quali dovrebbero potersi fidare: padri, mariti, amici. Un luogo isolato, una società che vede perdere la predominanza della figura maschile, la quale non riesce a sottomettere le donne e reagisce a un'emancipazione e a una nuova presa di posizione nel modo peggiore. L'autrice utilizza a volte la prima persona, talvolta la terza per mostrare lo scorrere delle esistenze a tratti pieno, a tratti minimale, affidando buona parte delle vicende alla componente magica, determinante per dare un quadro sul futuro che è frutto del confronto/scontro tra i generi.
Il libro spazia nel tempo, le storie non seguono un ordine cronologico: la narrazione frammentata costringe il lettore a fare connessioni, al fine di riempire gli spazi vuoti. Non tutti i personaggi che si incontrano nei capitoli sono presenti nella mappatura iniziale, di alcuni apprendiamo davvero poco, mentre per altri, scopriamo quanto le vicende del passato ne hanno influenzato il carattere.
Il male spinto alle estreme conseguenze è una costante delle prime dodici storie, mentre l'ultima rappresenta una conclusione, che dà voce a una speranza nuova, attraverso una dolce storia d'amore a lieto fine. 
Un romanzo potente, oscuro e profondo, dove non tutto è spiegato, tanto è lasciato volutamente incompleto, da rimanere nella testa e nell'anima, così da continuare a pensare a quel momento, al quel discorso a metà, al personaggio abbozzato, che si spera di rincontrare. Un affresco di una comunità rurale, chiusa in un non-luogo magico, surreale e al tempo stesso vero, perché le sofferenze e il dolore attraversano le pagine e ci raggiungono, senza via di scampo, come un perfetto tiro al bersaglio.

Veronica

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