25 ottobre 2016

Un bravo ragazzo di Javier Gutiérrez [recensione]

UN BRAVO RAGAZZO
di
JAVIER GUTIÉRREZ

Casa editrice: Beat edizioni
Traduzione: Silvia Sichel
Prezzo: € 9,00
ISBN: 9788865592281

"Col tempo dimentichiamo le facce, ti dici. I nomi, le ragioni. Dimentichiamo i perché. Col tempo, ti dici, i particolari sbiadiscono, li scartiamo. Cammini per Fuencarral, tra la gente, sempre più piano. Dimentichiamo cosa, quando e con chi. Avanzi senza meta, come rintronato, perché hai distolto lo sguardo, perché tanta paura. È solo una vecchia amica. Il passato, ti dici".
Confusione e paura. Questo è ciò che prova Rubén Polo quando incontra Blanca, vecchia amica dei tempi dell'università. Una corrente di ricordi lo riporta a quando suonava in una band e la droga e l'alcool era costanti della sua vita. I suoi amici, Chino e Nacho, il fratello di Blanca, che, incredibile coincidenza, ha incontrato solo qualche mese prima, accorgendosi di quanto non stesse bene.
Lei tenta di convincerlo a tirare fuori il passato, per mettere chiarezza su quello che è successo. Ma che cosa è realmente capitato al quel gruppo così affiatato e spensierato?
"Blanca sorride. Improvvisamente il suo sorriso si irrigidisce, le si congela sulle labbra. Ci dimentichiamo le facce, i nomi, i particolari sbiadiscono, li scartiamo. No, Blanca, pensi. Non cominciamo, lascia in pace il passato. A volte ci ripenso, dice Blanca, i suoi occhi sembrano vibrare. A volte ripenso alla band, ho ancora la nostra demo, Polo, incisa su un'audiocassetta".
Polo ha una ragazza, Gabi, con la quale, nell'ultimo periodo, il rapporto si è inclinato. Lei è un tassello fondamentale di quel periodo turbolento, una vittima ignara, della quale si è innamorato per espiare le sue colpe. Col tempo, i rimorsi si fanno più potenti e fingere che tante cose non siano realmente successe è sempre più difficile:
"Normale?, lo psicologo scuote la testa, Rubén, davvero credi che tutto quello che mi hai raccontato sia normale? Davvero credi che sia normale averla drogata, e poi quanti eravate?, quattro?, cinque?, davvero credi sia normale che vi siate messi insieme? Avere scelto lei come compagna? Essere tornato dagli Stati Uniti e avere cercato proprio lei, dopo tutto quello che era successo, dopo quel che avevate fatto, davvero, Rubén, ti sembra normale?".
Un segreto inconfessabile cambierebbe per sempre la sua esistenza se rivelato. Ma Rubén è consapevole di non essere più lo stesso. Anche davanti allo psicologo è vago, evasivo e fatica ad ammettere i peccati dei quali si è macchiato, mentre il medico continua a chiedergli se tutto quello che ha fatto, le sue decisioni successive, gli sembrano "normali". 

La mente del protagonista è un guazzabuglio di pensieri e la narrazione riprende esattamente quel flusso di coscienza, dove gli avvenimenti faticano a organizzarsi logicamente. Dal racconto percepiamo la gravità dei fatti, che ci vengono confidati un po' alla volta. La verità si nasconde in quelle sere post concerto, all'insegna dello sballo e del roipnol, la droga dello stupro, furtivamente somministrata alla ragazza di turno. La vita è fatta di scelte, non si può tornare indietro e neanche proseguire senza dare peso alle conseguenze delle proprie azioni. Ognuno di loro ne è uscito cambiato: la spensieratezza di quegli anni, pieni di musica e divertimento, non esiste più. 
Complice lo stile di Javier Guttiérez, volutamente caotico nei contenuti e frenetico nell'uso copioso di virgole e punti, in cui si nota una duplice personalità di Polo, che in seconda persona analizza i ricordi, dà libero sfogo alle sensazioni tra le più disparate e poi racconta di se stesso, come se parlasse di qualcun altro, un estraneo, il romanzo è oscuro e scioccante nel palesare la realtà. Non c'è redenzione per nessuno, ciascuno deve fare i conti con la perdita dell'innocenza e la responsabilità di ciò che è accaduto.

"Lo sei sempre stato. un bravo ragazzo. Tutti lo eravate, anche Chino e Nacho, bravi ragazzi di buona famiglia".

Veronica

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