9 novembre 2016

Alta fedeltà di Nick Hornby [recensione libro]

ALTA FEDELTÀ
di 
Nick Hornby

Casa editrice: Guanda 
Collana: tascabili
Traduttrice: Laura Noulian
Prezzo: € 11,00
ISBN: 9788823514577

Rob Fleming ha trentacinque anni, lavora in un negozio di dischi, il Championship Vynil, che risente della crisi economica, tanto da sopravvivere a malapena. I migliori amici sono i suoi dipendenti Dick e Barry, con i quali condivide la passione per la musica rock. Da sempre, etichetta la vita in classifiche, che sono il suo modo per affrontarla. La rottura con la fidanzata Laura è l'occasione per fare un bilancio del proprio vissuto, così incredibilmente ricco di fallimenti. La lista delle sue cinque ragazze più importanti è una sequela di eventi che hanno preannunciato solo delusioni, in cui lui appare sempre come unico responsabile.
La prima triste sera, nel minuscolo appartamento dove ha convissuto per la prima volta e seriamente con la compagna, si ritrova da solo, triste e pensieroso di fronte agli album che hanno fatto la storia, collezionati nel corso degli anni. Riflette su che cosa ha sbagliato, ma l'unica cosa che riesce a pensare è che Laura è cambiata, mentre lui è rimasto lo stesso. Questo è il problema per Rob: crescere, assumersi delle responsabilità e rendersi conto che non sempre tutto può scorrere liscio e senza intoppi. Tutto scorre per rimanere perennemente uguale ai suoi occhi. Al telefono con la madre è preoccupato di confessare di essere di nuovo al punto di partenza e di aver perso quell'unico punto fermo, dato spesso per scontato; spera di ricevere una parola gentile, di commiserazione, e invece non accetta di sentirsi colpevole anche nelle sue parole. Prova a voltare pagina, a perdersi nelle canzoni dei suoi idoli, nella birra, nelle battute, nei nuovi incontri, ma quando si ferma a pensare davvero, la verità fa capolino.
Tenta di riallacciare i rapporti, si lascia sopraffare dalla gelosia, per poi tornare a confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte, che non capisce davvero, forse nemmeno alla fine. Quando ottiene una seconda possibilità è fortunato, perché ha l'occasione di dimostrare che può essere una persona migliore, più attenta, anche se si porterà dietro una miriade di difetti; stavolta ci crede davvero ed è pronto a dimostrare che le cose possono funzionare.

Non avevo mai letto niente di Nick Hornby e ho deciso di avvicinarmi al libro, dopo aver visto il film, a mio parere ben riuscito, soprattutto per l'interpretazione di John Cusack, che rappresenta perfettamente l'inquietudine e la non voglia di crescere del protagonista. Il rivolgersi allo spettatore nell'analizzare gli episodi significativi della sua vita ricalcano esattamente la narrazione in prima persona del romanzo. Un romanzo di formazione? Non proprio. Il percorso di Rob è una spirale introspettiva, con una pazza colonna sonora pop rock, in cui perdersi: la consapevolezza del passato non lo porta a essere una persona che riprende in mano le redini della propria vita per dare una svolta. L'insicurezza la fa da padrona, i sentimenti che lo assalgono, lo risucchiano e lo lasciano con tante domande alle quali non trova risposta. Ho amato come l'autore racconta l'immaturità di un eterno ragazzino, che continua a sezionare se stesso alla ricerca della chiave per essere felice, di un motivo per il quale niente va come desidera, di come si attacca con forza alla sua unica forma di sostegno, la musica, che è lì, in quel negozio di Londra che non ingrana, ma è per lui la sua fortezza, il luogo sicuro. 

Veronica

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