26 novembre 2016

Animali Notturni di Tom Ford [recensione film]


ANIMALI NOTTURNI - NOCTURNAL ANIMALS

Regia: Tom Ford
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 117 minuti
Attori: Amy Adams; Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson, Isla Fisher, Armie Hammer, Laura Linney, Karl Glusman
Pensi mai che la tua vita sia diversa da come la volevi?
Sull'onda dell'entusiasmo per il bel romanzo Tony & Susan, siamo andate al cinema a vedere la trasposizione cinematografica, un po' titubanti per le opinioni contrastanti che circondano il regista, lo stilista di fama mondiale Tom Ford, al suo secondo film, e con mille dubbi su come il peculiare andamento narrativo della trama, su due binari, fosse stato trattato.
Quello che salta subito all'occhio è lo stile registico e della fotografia, che suggeriscono il bianco e il nero pur rimanendo a colori, accompagnati da un tema musicale che non sovrasta mai le immagini (la musica è del compositore polacco Abel Korzeniowski, già autore per A Single Man). Nelle scene più significative, le inquadrature vengono repentinamente modificate, mostrando i personaggi principali, prima lei e poi lui, con i primi piani dei volti, i quali suscitano nello spettatore un'infinita gamma di sensazioni. Amy Adams, la protagonista, è algida e malinconica, una regina geometrica come gli ambienti enormi e soffocanti, dalle ombre nette, che non smettono di circondarla.
Susan Morrow all'apparenza ha tutto, ma nasconde dentro di sé un'infelicità che non si placa mai; è una giovane direttrice di una galleria d'arte contemporanea, sposata a un uomo bello e falsamente accudente. Dopo diciannove anni di matrimonio, ora non riescono ad ammettere che sono indifferenti l'uno all'altra e Susan non sa come esprimere il malessere profondo e subdolo che la perseguita e non le fa apprezzare quel che ha, un lavoro che adorava e che ha inseguito a lungo, un marito ricco e una figlia, amici altolocati ed eccentrici, una casa bellissima e gigantesca che ora la angustia come le sbarre di una gabbia. Inaspettatamente, il marito deve partire per concludere un affare non più rimandabile, e la lascia sola tre giorni; si ritrova così con Animali Notturni, il manoscritto ricevuto qualche giorno prima da Edward, il primo marito, il cui ricordo è stato cinicamente offuscato, che desidera sapere cosa ne pensa. È dai tempi del divorzio che non si sentono più. Ma lui l'ha deliberatamente spedito a lei, e c'è una dedica nella prima pagina, sola ed esclusiva: A Susan.
Le vicende che vengono narrate nel romanzo sono tremende e cattive, troppo vere, sconvolgenti e, a ogni svolta, a ogni choc, ecco che si torna negli occhi di Susan, turbata per le sorti dei protagonisti e per sé, per questo ruolo non richiesto di cui l'ha investita Edward e sempre più incerta della vita che ha costruito. Al centro del libro letto con voracità dalla protagonista, una famiglia viene distrutta, mentre è in viaggio sulle strade buie e isolate del Texas; l'indagine vede al comando un ottimo Micheal Shannon, perfetto nel ruolo dello sceriffo, che si trova di fronte a fatti cruenti, imperdonabili. La donna non può fare a meno di interrogarsi sul significato di quella violenza, sulle dinamiche familiari, sul suo passato e del modo orribile con cui ha messo fine al suo primo amore.

Come il romanzo, anche il film viene costruito sfruttando due tempi paralleli: quello della finzione letteraria e quello della vita, speculari tra loro, uno accecante e pauroso, l'altro fermo e meditabondo. 
Animali Notturni è un thriller psicologico in crescendo, che non perde un colpo. Perfetto il percorso di presa di coscienza compiuto da Amy Adams, azzeccatissima per il ruolo: all'inizio sembra un pezzo di arredamento inserito in spazi ampi, così glamour nelle pose, negli abiti e negli accessori. Una donna che è diventata emblema di una società in cui regnano opulenza e falsità, così disdegnati in giovane età, quando ancora gli ideali erano forti. Il disprezzo per la madre, dalle parole profetiche, la mette in guardia dallo sposare un uomo debole, così poco ambizioso. E proprio la debolezza è uno degli aspetti chiave della pellicola. Jake Gyllenhall interpreta il primo marito, il quale si adopera per ribaltare l'immagine di sensibilità da sempre attribuitagli, con la storia offerta per Susan, che, essendo un concentrato di aggressività, si apre alle più svariate interpretazioni. Un libro che diventa il mezzo per ottenere vendetta, REVENGE, come il quadro che, non a caso, torreggia nei corridoi della sua galleria d'arte. L'attore dà il volto anche alla figura principale del manoscritto, Tony, incapace di ribellarsi e proteggere moglie e figlia, che segue passivamente il poliziotto nelle indagini, fino a un epilogo che vede Edward ottenere una rivincita su quella ragazza che gli ha spezzato il cuore.

Correte al cinema!



Alessandra & Veronica

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