22 novembre 2016

Fiori per Algernon di Daniel Keyes [recensione]

FIORI PER ALGERNON
di 
Daniel Keyes

Casa editrice: TEA
Collana: Tea biblioteca
Traduzione: Bruno Oddera
Prezzo: € 11,00
ISBN: 9788850241910

Charlie Gordon ha trentadue anni e lavora in una panetteria, occupandosi delle consegne e della pulizia dei servizi. La cosa che desidera di più è l'intelligenza. Decide così di aderire a un progetto sperimentale, testato su un topolino, Algernon, che dimostra di aver sviluppato capacità cognitive e di problem solving mai sperate prima.
Charlie tiene un diario, che raccoglie i suoi progressi. Superate le difficoltà iniziali, comincia a imparare a scrivere e a leggere testi sempre più complessi, scontrandosi con l'infinita gamma dei sentimenti umani. Ricorda episodi del suo passato tristi, scherzi crudeli subiti, amici che lo hanno messo nei guai:
"Allora ho visto una scena che ricordavo nella mia mente di quando ero bambino e i ragazzi dell'isolato mi facevano giocare con loro a nascondarella e toccava a me cercarli. Dopo aver contato più volte fino a dieci sulle dita, andavo a cercare gli altri. Continuavo a cercarli finché non cominciava a far freddo e a scendere l'oscurità e dovevo tornare a casa. Ma non li trovavo mai e non riuscivo a capire perché".
La presa di coscienza circa la sua infanzia e la sua intera esistenza fino a quel momento è sconvolgente. Con il progressivo aumento dell'intelligenza, si risveglia il dolore legato a tutto ciò che prima non era in grado di capire:
"Ancora non so di che cosa parlasse, ma ha detto che anche se non capisco i miei sogni o i miei ricordi, o la ragione per la quale mi tornano, un giorno o l'altro tutto finirà con il collegarsi, e io mi conoscerò meglio. Ha detto che l'importante è scoprire che cosa stanno dicendo quelle persone nei miei ricordi. Tutto si riferisce a me quando ero bambino e devo ricordare quello che è successo".
L'istruzione diventa un aspetto chiave del suo presente: si chiude in biblioteca per assorbire conoscenza ed essere in grado di disquisire su ogni argomento; con il numero di informazioni crescente che incamera per ogni campo, arriva a surclassare i più grandi specialisti.
Qualcosa dentro di lui si muove. Gli aspetti positivi dell'esperimento, al quale sceglie volontariamente di aderire, non solo per se stesso, ma anche per permettere agli altri un futuro ricco di possibilità, sono posti in ombra da impressionanti cambiamenti che fatica a gestire.
Per la prima volta nella sua vita, si trova a dover fare i conti con l'Amore, un'emozione potente, che non riesce a controllare:
"«Ma sono innamorato!» ho urlato, e poi, vedendo la gente voltarsi a guardare, ho abbassato la voce finché non è diventata tremula d'ira. «Sono una creatura umana... un uomo... e non posso vivere soltanto con libri e nastri magnetici e labirinti elettronici. Lei dice: 'Frequenta altre donne'. Come posso se non conosco nessun'altra donna? Qualcosa dentro mi sta incendiando e io so soltanto che questa cosa mi fa pensare a lei. Sono a metà d'una pagina e vedo su di essa il suo viso... non offuscato come quelli del mio passato, ma limpido e vivo. Tocco la pagina e il suo viso scompare e a me vien voglia di lacerare in due il libro e di gettarlo via.»"
Il dualismo fra il suo io precedente e il nuovo se stesso dà luogo a episodi inaspettati. La consapevolezza di essere un uomo con degli impulsi capace di distinguere il bene e il male lo pone in conflitto con il mondo e le altre persone. L'obiettivo di sentirsi finalmente considerato e non più deriso per il suo deficit è raggiunto; Charlie non ha però fatto i conti con le conseguenze, così come i suoi medici, i quali hanno perso il controllo delle proprie cavie, dello studio al quale le hanno sottoposte. Tutto precipita rapidamente; la regressione è veloce e inarrestabile. Il sogno di un ragazzo, che brama di essere come tutti, si infrange, perché l'etichetta di "diverso" sembra non volerlo abbandonare.

Un resoconto intimo che mostra i miglioramenti del protagonista attraverso l'uso della scrittura e della punteggiatura, sconclusionate all'inizio, per poi perdere i difetti che le caratterizzano. Il risultato è molto più di quello auspicato al principio: i dottori si trovano di fronte a un genio destinato a imparare qualsiasi nozione aggiuntiva di ogni materia possibile. Lo sviluppo intellettuale non si lega a quello emotivo e sociale, che permangono a uno stadio adolescenziale. Il rapporto con gli altri non è semplice, soprattutto quando appaiono con evidenza le differenze nel gruppo di lavoro e amicale:
"L'intelligenza ha conficcato un cuneo tra me e tutti coloro che conoscevo e amavo e mi ha scacciato dalla panetteria. Oro sono più solo di prima. Mi domando che cosa accadrebbe se rimettessero Algernon nella grande gabbia insieme ad alcuni altri topi. Gli si rivolterebbero contro?"
I sogni e i ricordi del passato mutano la percezione del mondo e aprono le porte della memoria, che scatenano quasi sempre sofferenza. Così come Algernon, Charlie finisce per restare da solo, in quanto le sue reazioni alle nuove conquiste, annullano ogni possibilità di interazione positiva. L'attenzione agli stati d'animo, che mutano in felicità, angoscia, turbamento, rabbia, è la caratteristica che più ho apprezzato del libro, perché incisivo l'impegno dell'autore nel lasciar trasparire i sentimenti.

Daniel Keyes, laureato in psicologia, ha insegnato a ragazzi con problemi di apprendimento. Questo lavoro, così come la sua preparazione, sono spunti importanti per il romanzo Fiori per Algernon, considerato "un capolavoro della narrativa di anticipazione".
Veronica

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