23 dicembre 2016

Canto della pianura di Kent Haruf [recensione]

CANTO DELLA PIANURA
di
Kent Haruf

Trilogia della Pianura, 
II Volume

Casa editrice: NNeditore
Traduzione: Fabio Cremonesi
Pagine: 304
Prezzo: € 18,00
ISBN: 9788899253172

La cittadina immaginaria di Holt è un luogo calmo e accogliente, in cui sono custoditi i segreti dei suoi abitanti. Tom Guthrie è l'insegnante di storia del liceo; da sempre, svolge il suo lavoro con grande passione, ma le difficoltà che riscontra con uno studente hanno ripercussioni sulla famiglia. La moglie lo abbandona e lo lascia a crescere i due figli Ike e Bobby, ragazzini uniti nei loro silenzi carichi di domande, che camminano mestamente lungo i binari, consegnano i giornali e conoscono una vecchia signora, accumulatrice compulsiva, che si offre di aprire la sua casa, contenta di avere attorno un po' di movimento.
Nel frattempo, Victoria Roubideaux scopre di essere incinta; la frequentazione con un misterioso e affascinante forestiero è la causa del cambiamento più importante della sua vita. La madre coglie l'occasione di cacciarla di casa, liberandosi così di un pesante fardello. Dopo essere stata accolta per un breve periodo da una professoressa, trova ospitalità presso i fratelli McPheron. Raymond e Harold sono abituati a vivere da soli, senza troppe chiacchiere e tante responsabilità nella fattoria. L'arrivo di un'adolescente sconvolge le loro esistenze uguali e sicure, in un modo impensabile: la loro corazza è così scalfita da una giovane, che porta una ventata d'aria fresca e apre i loro cuori a nuovi sentimenti.

Prima di immergersi nella pianura di Holt, Kent Haruf dà un avvertimento al lettore:
"Il termine inglese Plainsong, che dà il titolo a questo romanzo, significa "canto piano" (forma di canto a cappella monodico - ossia privo di accompagnamento musicale ed eseguito al'unisono [...]), oppure si può utilizzare per riferirsi a qualsiasi melodia o motivo musicale semplice e sobrio; nel contesto di questo romanzo, il termine evoca anche un terzo concetto, più un'immagine che un significato in senso stretto: "canto della pianura".
Le parole dell'autore hanno sì l'effetto di una dolce melodia, con le storie dei diversi personaggi che popolano una terra che appare dura e arida (effetto dato dallo stesso soffermarsi a guardare la copertina), ma vede gli animi maggiormente distaccati addolcirsi di fronte all'imprevedibilità della vita.
I capitoli hanno il titolo del protagonista, di cui si ha, a poco a poco, un quadro quasi completo: Guthrie, Victoria Roubideaux, Ike e Bobby, I Mcpheron. Un nome seguito da un punto. Un effetto corale, una condivisione di brutte esperienze che ognuno si porta dietro, un bagaglio di ricordi che non si dimentica continua ad aleggiare su ognuno di loro. Non sempre il destino si rivela quello tanto atteso, ma gli incontri, i più inaspettati, si prospettano come quel nuovo inizio di cui tanto si sente il bisogno.

I temi di questo secondo capitolo sono la crescita, il dolore, il lavoro, l'amore, la famiglia, la speranza, il riscatto, tutti presenti anche in Benedizione, il primo capitolo di una trilogia che sta facendo parlare di sé, per aver fatto breccia in tanti lettori.
Victoria Roubideaux è ragazza che, in un momento delicato come l'adolescenza, non ha nessun modello da seguire, nessun punto di riferimento. Si innamora di un ragazzo e si aggrappa all'idea di aver trovato finalmente qualcuno che ci tiene a lei. La scoperta di essere incinta la fa sprofondare in un baratro, convinta che non ci sia via d'uscita. L'aiuto inaspettato dei McPheron è un vero miracolo: due fratelli, avvezzi a una routine fatta di impegno e fatica, decidono di aprire la porta a una nuova ospite e le offrono un posto accogliente da dove poter ripartire. Una convivenza che trasforma e arricchisce, una possibilità che è rinascita.
Un rapporto speciale lega Ike e Bobby, vicini di fronte alla separazione dei genitori, altruisti verso la signora Stearns, pensierosi, spaventati; in un battito di ciglia imparano cosa vuol dire diventare grandi. Crescono sotto l'ala protettrice di Guthrie, un padre amorevole e presente, che lotta contro la solitudine, esattamente come tutti i protagonisti di questo romanzo.

La descrizione di Holt, punto imprecisato del Colorado, è vivida nelle menti di chi si lascia catturare, una cartolina di altri tempi, piena di fascino e sentimento. L'emozione è forte e proprio la capacità di Haruf di creare empatia verso persone comuni, con problemi come tanti, è ciò che forse rende Canto della pianura semplicemente perfetto. Una perfezione che sta nel raccontare il quotidiano con un trasporto tale, da far sussultare anche i cuori più imperturbabili. 

Veronica

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