22 gennaio 2017

La strada della follia di Nicola Ronchi [recensione]

LA STRADA DELLA FOLLIA
di
Nicola Ronchi

Casa editrice: Porto Seguro Editore
Sito: www.portoseguroeditore.it
Pagine: 324
Prezzo: € 14,90
ISBN: 9788899993191

Roberto Ventura è un uomo introverso, meditabondo, senza amici, senza una fidanzata, immerso completamente nel suo lavoro presso la casa editrice Solari, un impiego in cui è capace e può dimostrare quanto vale.
La sua esistenza prosegue piatta senza grandi eventi ricchi di nota, fino a quando il suo capo lo convoca nel suo ufficio. A causa di una crisi economica che sta flagellando un po' tutti, urge un ridimensionamento del personale ed è di lui che l'azienda può fare a meno.
Lascia mestamente la propria scrivania e i colleghi, che sempre lo hanno scrutato con diffidenza, tranne Paola, una giovane ragazza segretamente innammorata di lui, che manifesta immediatamente contrarietà verso la decisione del boss, senza però manifestare apertamente i suoi pensieri.
Roberto accetta quindi il licenziamento e la liquidazione sostanziosa, con il rammarico di non aver avuto nemmeno questa volta la forza di reagire; accantona per un attimo qualsiasi idea sul futuro e si dirige al parco, un luogo tranquillo e fuori dalla caoticità della vita vera.
Proprio qui incontra la sorella, i cui rapporti si sono bruscamente interrotti trent'anni prima: il volto familiare risveglia nel protagonista flashback del passato, accompagnati da un dolore mai sopito per la perdita del fratello più piccolo Matteo, morto di fronte ai suoi occhi. Un incidente terribile, per il quale è lui considerato unico responsabile dalla famiglia. Un fardello così pesante è tutto nelle sue spalle e ha influenzato il carattere e i rapporti umani dell'età adulta.

Nelle sue visite al parco, diventate quasi un rituale dei primi giorni da disoccupato, s'imbatte in due vecchi amici di scuola completamente persi di vista. Sebastiano, detto Seb, dalla balbuzia pronunciata, timido e impacciato; Lars Kollmen, disinibito, irrispettoso, senza freni e, a tratti, cattivo.
Entrambi diventano voce della coscienza del personaggio principale: da un lato si sente placato nel reagire e dall'altro spinto a comportarsi senza preoccuparsi delle conseguenze.
La situazione prende una brutta piega nel momento in cui Lars fa credere all'amico di conoscere ogni suo piccolo segreto, compresa la relazione con la giovane e bellissima Pamela, che secondo le sue convinzioni, lo ha lasciato per i problemi economici. Solleticato da continue illazioni, Roberto si reca dalla ex fidanzata: la discussione precipita in fretta e la donna viene uccisa.

Asteria è l'immaginaria città che è sfondo delle vicende: con questo nome si identifica un personaggio della mitologia greca che, per sfuggire alle persecuzioni di Zeus, si trasforma in quaglia e si getta in mare dove diventa un'isola, chiamata Ortigia. Un parallelismo velato all'esistenza di Ventura, che si sente perennemente braccato: da due misteriose figure, una ragazzina e un bambino, sempre insieme e presenti quando l'oppressione e le preoccupazioni si fanno più forti; dalla ricomparsa di Clara, additata come mente perversa, pronta a vendicarsi della perdita di Matteo; da Pamela, il grande amore, contaminato da menzogne e arrivismo, secondo le ultime riflessioni.
La paranoia prende il sopravvento e la spirale senza possibilità di ritorno conduce a un epilogo in cui tutti i nodi vengono sciolti.

Nicola Ronchi costruisce un thriller psicologico con al centro la battaglia interna di uomo segnato da un passato difficile, dalla mancanza di figure di riferimento e dall'abbandono dei familiari, che gli voltano le spalle nel momento del bisogno. Interessante l'analisi introspettiva di Roberto, con una personalità dalle molte sfaccettature, ampiamente caratterizzato e del quale si svela progressivamente sempre di più: l'aspetto fisico poco curato, l'emarginazione, l'insicurezza, i mal di testa frequenti, la dimenticanza nell'assumere le pillole. Propri i particolari sono gli indizi da cogliere per capire l'andamento narrativo: di ogni "comparsa" si notano i tratti distintivi, come il pettinarsi frequente di Lars, a rimarcare l'aspetto narcisistico, e le balbuzie di Seb, terrorizzato dal rimanere invisibile agli occhi di coloro che desidera impressionare.
Alcune parti le ho trovate un po' superflue, poco funzionali alla storia, come le molestie subìte da Paola e la sua conseguente vendetta ai danni del collega. Paola è risultata ai miei occhi poco convincente, ne viene dato un quadro debole e poco credibile, rispetto a tutti gli altri elementi del romanzo, sicuramente più forti.
Nel complesso, ho apprezzato La strada della follia, perché gioca con il lettore, lo costringe a domandarsi quanto c'è di reale e quanto di immaginato, per le citazioni di testi e film e per aver delineato molto bene l'interiorità del protagonista, in lotta continua con se stesso e il mondo esterno.

Non dico altro, a voi il piacere della scoperta!

Veronica

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