24 gennaio 2017

L'ombra dello scorpione di Stephen King [recensione]

L'OMBRA DELLO SCORPIONE
di
Stephen King

Titolo originale: The Stand
Traduttore: Bruno Amato e Adriana Dell'Orto
Casa editrice: Bompiani
Pagine: 930
Prezzo: € 14,00
IBSN: 9788845275739

Fra i romanzi di Stephen King più ambiziosi e più "pesanti" L'ombra dello scorpione. La data di pubblicazione è 1978; al 1990 risale una versione integrale, quella con la quale ho scelto di cimentarmi. Nella prefazione l'autore spiega che i personaggi sono gli stessi, ma fanno più cose: "se non fossi stato convinto che alcune di queste cose erano interessanti - forse perfino illuminanti - non avrei mai dato il mio assenso a questo progetto".
Ho letto solo l'opera completa e non posso quindi fare paragoni; assicuro però che, come nelle più complesse storie concepite dal re, non c'è spazio per la noia. Il romanzo post apocalittico, commistione di più generi (thriller, horror, fantascienza e romanticismo) in tutte le sue novecentotrenta pagine lascia ampio spazio a riflessioni su amicizia, amore, religione, morale, morte.

Un virus influenzale concepito dal governo si propaga nel mondo; l'errore di pochi è la fine per più del 99% della popolazione. Una malattia letale, impossibile da arginare, colpisce e annienta l'uomo in pochi giorni, riducendo così l'intera razza umana a pochi sopravvissuti, inspiegabilmente immuni.
Tutti sono costretti a fare i conti con la perdita di un genitore, di un figlio, di un fidanzato, di un amico, di un conoscente. La velocità con la quale tutto precipita non lascia spazio all'elaborazione del lutto. Chi è ancora in vita comincia a fare strani sogni, in cui due figure distinte tra loro li chiamano a sé per una sorta di rinascita del mondo. Non da subito è compreso il significato delle immagini e delle parole che accompagnano le notti buie e solitarie; ciò che invece è percepibile è un'esigenza immediata di muoversi, per cercare un posto indefinito e persone con le quali ripartire.
"Randall Flagg, l'uomo nero, marciava verso sud sulla Statale 51, tendendo l'orecchio ai rumori della notte provenienti da entrambi i lati di quella stretta strada [...]. Camminava spedito, facendo risuonare i tacchi degli stivali scalcagnati sulla superficie compatta della strada e, se all'orizzonte si profilavano i fari di un'auto, si rintanava quanto più poteva [...] e l'automobile lo sorpassava, il conducente avvertendo magari un lieve brivido come se avesse attraversato una sacca d'aria, la moglie e i figli dimenandosi a disagio nel sonno, come se fossero stati sfiorati da un brutto sogno, tutti nello stesso istante. Tirava avanti, senza fermarsi, senza rallentare il passo, ma attento ai rumori della notte. I suoi occhi parevano accesi da una frenesia per le possibilità che offriva la notte [...]. Sul viso si leggeva una cupa ilarità che, veniva fatto di pensare, forse albergava anche nel suo cuore, ed era proprio così".
"Ho cominciato a sognare due anni prima che scoppiasse l'epidemia. Ho sempre sognato e a volte i miei sogni si sono avverati. La profezia è un dono di Dio e ciascuno di noi ne possiede un briciolo. Mia nonna la chiamava la lampada splendente di Dio, e a volte soltanto lo splendore, l'aura. In sogno mi vedevo in viaggio verso ovest. Da principio solo con qualche persona, poi qualcuna di più. Verso ovest, sempre verso ovest, finché riuscivo a vedere le Montagne Rocciose. Eravamo una carovana, duecento persone o anche più. E c'erano dei segnali... no, non segnali inviati da Dio, ma normali segnalazioni stradali, e ciascuno di essi diceva qualcosa come BOULDER, COLORADO, 975 CHILOMETRI oppure per BOULDER, IN QUESTA DIREZIONE".
Nell'introduzione intitolata Il cerchio si apre si conosce l'origine e il fattore scatenante dell'influenza. La parte prima è dedicata all'epidemia di Captain Trips concentrata tra il 16 giugno e il 4 luglio 1990, la seconda all'organizzazione delle due fazioni e la terza alla lotta fra le parti per la supremazia del bene o del male. Nel breve epilogo Il cerchio si chiude si svela cosa sia successo al signore delle tenebre, dopo la battaglia conclusiva.
Proprio la lotta fra bene e male è al centro della narrazione: le poche persone immuni alla pestilenza intraprendono un viaggio per raggiungere Mother Abigail Fremantle in Colorado, una veggente di colore ultracentenaria, prescelta da Dio e da lui guidata; o Randall Flagg a Las Vegas, un demonio senza volto, dai poteri paranormali, così diabolico da raggelare il sangue al solo passaggio.
Un percorso nel quale ognuno è chiamato a fare i conti con se stesso, le proprie paure e la propria coscienza.
La vita non è però bianca o nera e i fattori in gioco diventano molti per i personaggi, che progressivamente incontriamo, così tanti, descritti fisicamente, mentalmente, attraverso i dialoghi e le azioni. Ad alcuni ci si affeziona e con partecipazione si seguono le loro vicissitudini.

Frances Goldsmith è una studentessa universitaria incinta; su di lei si proiettano le speranze di una nuova rinascita, una vita che simboleggi la speranza verso il futuro. Si innamora, ricambiata, di Stu Redman, un impiegato in una ditta di calcolatrici, uno dei primi a entrare in contatto con Captain Trips; la sua immunità al virus cattura l'attenzione del governo, che decide di studiarlo in laboratorio. La presenza a Boulder sarà determinante nella ricostruzione di una società civile; molto belli i passaggi dedicati alle discussioni con il sociologo Glen Bateman, un anziano professore, al quale Stephen King affida riflessioni e spiegazioni importanti:
"Che siamo noi stessi a portare a termine l'opera di distruggerci, [...] Credo che questo sia assai probabile. Non d'un sol colpo, perché siamo troppo sparpagliati. Ma l'uomo è un animale gregario, un animale sociale e prima o poi ci ritroveremo in gruppo, se non altro per raccontarci a vicenda come fu che sopravvivemmo alla grande peste del 1990. Molte delle società che si andranno formando saranno delle primitive dittature, capeggiate da altrettanti piccoli cesari, se non siamo proprio fortunatissimi".
Accanto a Fran, il fratello della sua migliore amica, Harold Lauder, segretamente innamorato di lei. Il carattere astioso, imprevedibile e suscettibile ad attacchi di collera difficilmente dominabili, lo etichettano come una di quelle figure in bilico tra luce e oscurità. Quando scopre della relazione fra l'oggetto della sua ossessione e Stu, comincia ad avvicinarsi a Flagg e architetta una personale vendetta.
Nick Andros è il ragazzo sordomuto, con uno spiccato sesto senso, che diventa guida dei sopravvissuti, il prescelto da Mother Abigail, al quale è data piena fiducia. S'imbatte in altri due elementi determinanti per il gruppo. Nadine Coss, un'insegnante che preserva la sua verginità per una persona in particolare, quella che nei suoi sogni non riesce fino in fondo a identificare. Nasconde un segreto, che non trova il coraggio di rivelare ed appartiene al gruppo degli indecisi. Al suo fianco, il ritardato Tom Cullen, tenero e di buon cuore: il ruolo giocato nella sfida finale tra bene e male sarà decisivo.
Chi ancora compie un percorso difficile, ed è per questo fra i protagonisti che maggiormente restano nel cuore, il musicista Larry Underwood. Famoso per aver pubblicato una sola canzone, ricorda costantemente le sue mancanze quotidiane, il non essere un così bravo ragazzo. L'apocalisse sarà l'occasione di cambiare, di contribuire a un disegno più grande, che coinvolge tante persone.
Pattumiera, un piromane affetto da una patologia non controllabile e Lloyd Henreid, un delinquente debole, assuefatto agli ordini dell'ex compagno di rapine e omicidi, ormai morto, sono gli uomini di punta dell'uomo che cammina, insidiatosi a Las Vegas, dove vige un regime del terrore, in cui soprusi, torture e brutali uccisioni sono i metodi prediletti per mantenere l'ordine, un ordine che nessuno si azzarda a sovvertire.

Riuscire a dare un quadro completo di tutti non è semplice; ciascuno subisce una metamorfosi significativa. Interessante leggere come attorno a Mother Abgail, si cerchi di ricreare un assetto strutturato, utilizzando la Costituzione americana (un'ampia parte è dedicata alle assemblee cittadine). In un mondo in cui tutto appare perduto, il male si sente vicino, un diavolo tentatore pronto a insinuarsi per buttare tutto all'aria; l'ordine rappresenta, quindi, uno status necessario per ricominciare. L'unione è la forza, la fede è il motore per abbattere ogni ostacolo alla realizzazione di una umanità ancor più grandiosa.
"Mostrami un uomo e una donna soli ed io ti mostrerò un santo e una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo società. Quattro ed essi edificheranno una piramide. Cinque ed uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del suo opposto. E cerca sempre di ritornare".
L'autore costruisce un romanzo meraviglioso, il cui punto di vista di tanti personaggi lo completano e lo arricchiscono, grazie alle storie di tutti. Il bene e il male convivono nel cuore dei buoni e dei cattivi, finché un sentimento non prevale. Il libero arbitrio indirizza da un lato o dall'altro, così che un'entità e un luogo finiscono per simboleggiare le due grandi comunità che gradualmente si costituiscono. Lo scontro è dietro l'angolo e si infiamma nell'anima del singolo, disposto a mettere a repentaglio la propria esistenza per consentire alla giustizia e alla speranza di trionfare.
Nelle battute conclusive, Stu e Frannie sono insieme e si pongono una domanda fondamentale, al centro dell'intera opera:
"Pensi... pensi che la gente impari mai qualcosa?" Lei mosse le labbra per parlare, esitò, rimase zitta. La luce della lampada a petrolio tremolava. I suoi occhi erano ormai stanchissimi.
"Non lo so," rispose infine. Sembrò scontenta della propria risposta; si sforzò di dire qualcosa di più; di chiarire quelle parole; ma non poté che ripetere: Non lo so".
In una parola: capolavoro!
Veronica 

Nessun commento:

Posta un commento