4 gennaio 2017

Sull'orlo del precipizio di Antonio Manzini [recensione]

SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO
di 
Antonio Manzini

Casa editrice: Sellerio editore
Collana: il divano
Prezzo: € 8,00
Pagine: 116
ISBN: 9788838934827
"Guardava il monitor del suo computer. Al centro del foglio bianco, in Times New Roman, corpo 14 maiuscolo grassetto, aveva scritto la parola FINE. L'orologio segnava le 23,30. Sull'orlo del precipizio, il suo ultimo romanzo, era terminato. Due anni, sei mesi  e tredici giorni, tanto era costato in termini di tempo. A questo si dovevano aggiungere l'ansia, la fatica, le notti insonni, i dolori alla cervicale, 862 pacchetti di sigarette, tre influenze, 30 rate di mutuo. Alle 23,30 di quel 2 ottobre 2015 guardando quella parola semplice di due sillabe, Giorgio Volpe, uno dei più grandi scrittori italiani, si interrogava sul suo stato d'animo. Come sto? si chiedeva".
Giorgio Volpe è uno scrittore affermato, con alle spalle una serie di successi letterari e una casa editrice, la Gozzi, seria e competente, che lo supporta nelle diverse fasi di lavorazione. Il suo ultimo romanzo, Sull'orlo del precipizio, è l'opera più ambiziosa da lui ideata e concretizzata: ottocento pagine, una storia familiare, un percorso intimo e perfettamente documentato, due anni e mezzo di impegno costante.
La sua editor, Forella Chiatti, è la prima a ricevere il manoscritto, lo stesso giorno in cui i tre colossi editoriali, la Gozzi, la Bardi e la Malossi si fondono per dar vita a un unico polo, la Sigma, destinato ad avere un controllo pressoché totale del mercato. Il dibattito culturale si affievolisce quasi subito e così l'interesse per una mossa grandiosa attuata da volti ancora sconosciuti.
Chi si nasconde dietro la proprietà del nuovo marchio? Le trasformazioni avranno effetti rilevanti sugli autori attualmente operativi?
Giorgio accoglie con soddisfazione un responso positivo e una conferma di prossima pubblicazione, con rassicurazioni circa la sua ultima fatica. La visita inaspettata di due loschi individui, i quali si presentano come i nuovi responsabili incaricati della revisione del testo da parte della Sigma, sconvolge i sicuri e vecchi schemi.

Un racconto breve di Antonio Manzini, che immagina un futuro in cui un'unica sigla assimila tutte le più importanti case editrici italiane. Che cosa succede quando la libertà di espressione del singolo è messa in discussione, per favorire logiche di mercato incentrate sul profitto a discapito della creatività?
I nuovi dipendenti della Sigma sono vere e proprie macchiette, che si presentano all'autore famoso, abituato a vivere il proprio mestiere in autonomia e collaborazione, con una nuova forma mentis. I libri sono solo prodotti, che devono incontrare il favore del pubblico ed essere venduti a un gran numero di lettori.
I classici subiscono una netta sforbiciata e una totale revisione del linguaggio, per promuove uno stile moderno, piatto e senza analisi complesse. Il testo deve essere divorato e non spingere a pensare: la riflessione è bandita e i cambiamenti tacitamente accettati e non discussi.
Giorgio Volpe è posto di fronte a un nuovo universo ed è chiamato a far parte, senza possibilità di scelta, della narrativa italiana, adesso "comunicazione in lingua indigena".

Una narrazione distopica, dai toni grotteschi, in cui il mondo editoriale è descritto come assuefatto al profitto, la buona letteratura non è tenuta in considerazione e i grandi editori sono manager senza alcuna competenza culturale. Una lettura veloce, spassosa, che analizza una situazione spinta alle estreme conseguenze, con alcune amare verità che riflettono bene tendenze attuali. Si assiste oggi giorno a una pubblicazione massiva che predilige il fenomeno del momento a discapito della qualità: il risultato sono prodotti che trovano (incredibile) il favore della massa.
Un libricino ricco nei contenuti, che tira in ballo tanti temi su cui pensare, dai valori che intende trasmettere la letteratura, la libertà di espressione, il linguaggio, fino a porre l'accento su chi o cosa si aspetta il lettore del futuro: è davvero quest'ultimo, così pervaso da una società dominata dal tutto e subito, considerato poco ricettivo ed esigente da accontentarsi di scritti scarsamente profondi e complicati?
Da leggere con attenzione!

Veronica

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