6 febbraio 2017

Arrival [recensione film]

ARRIVAL

Regia: Denis Villeneuve
Genere: fantascienza
Tratto dal libro: "Storie della tua vita" di Ted Chiang
Personaggi: Louise Banks (Amy Adams), Ian Donnelly (Jeremy Renner), colonnello Weber (Forest Whitaker), agente David Halpern (Michael Stunhlbarg), generale Shang (Tzi Ma)

"Se potessi vedere tutta la tua vita, dall'inizio alla fine, cambieresti le cose?"

La voce fuori campo della protagonista, Louise Banks, racconta della sua vita con la figlia, che ha visto crescere e morire senza poter far nulla per arrestare una malattia incurabile.
Ogni giorno si reca all'università, dove insegna linguistica: una giornata che sembra essere una delle tante è sconvolta dalla comparsa sulla Terra di dodici misteriose astronavi, chiamate anche gusci, sospese tra il cielo e il suolo, in dodici punti diversi, senza nessuna apparente logica sui luoghi prescelti. Il governo si rivolge a lei, viste le sue ottime competenze di traduttrice, per condurre una squadra di ricerca, costituita dal colonnello Weber e dal fisico teorico Ian Donnelly: quest'ultimo, soprannomina i due esemplari alieni, chiamati anche "eptapodi" per via dei sette arti che compongono il loro corpo, Tom e Jerry.
Cominciano una serie di incontri, durante i quali la comunicazione tra uomo e alieno si intensifica sempre di più. Louise comprende di dover stabilire le basi di un linguaggio comprensibile da ambo le parti, di modo da definire le motivazioni che hanno portato gli eptapodi sulla Terra.


Non potendo interfacciarsi verbalmente, la scelta ricade su un sistema di scrittura semasiografica, fatta di immagini circolari, schizzi di inchiostro che si abbozzano sulla parete, per poi dileguarsi e lasciare spazio al simbolo successivo. Mentre il mondo impazzisce, all'interno del guscio le sessioni procedono e Tom e Jerry,  che si materializzano dalla nebbia, come forme indistinte, continuano a comunicare per far arrivare il loro messaggio.
Le diverse potenze mondiali hanno creato dei team con il compito di dare risposte e riportare un equilibrio nella società, che dimostra di aver perso il controllo e la fiducia nella collettività. Ogni leader collabora con gli altri e condivide le informazioni che piano, piano raccoglie. La Cina è la prima che, non vedendo risultati soddisfacenti in tempi brevi, si disconnette da tutti e sceglie di reagire distruggendo la minaccia. 

La presenza degli alieni è semplicemente l'espediente narrativo per approfondire alcuni temi affascinanti come la comunicazione interna ed esterna e il tempo.
Il personaggio principale è messa alle strette dal governo che esige nel più breve tempo possibile di chiarire ogni dubbio circa il potenziale o il pericolo legato allo straniero che ha invaso il territorio.
Emblematica la prima scena che porta l'attenzione sul diverso significato che si attribuisce a una parola, un'eco che ritorna nel prosieguo del film. Non sempre un lemma ha un solo significato: il contesto, le sfumature, il bagaglio culturale che un individuo ha a disposizione sono fattori centrali. 
Secondo l'ipotesi di Sapir-Whorf, la lingua impone al parlante una determinata visione del mondo: l'immagine che lui ha della realtà dipende dal suo sistema linguistico, che è a sua volta il prodotto di un certo ambiente materiale e culturale. L'incapacità di aprirsi all'altro mette in pericolo l'umanità e sarà proprio Louise Banks a cogliere l'incredibile dono degli alieni.
Il tempo non è in ogni luogo lineare, non si traduce come per noi in un inizio e una fine. Arrival fa suo questo assioma e gioca con lo spettatore: i ricordi, gli episodi percepiti come dei flashback, sono tasselli di un puzzle molto più complesso, che coinvolge personalmente la giovane linguista, costretta a una dolorosa decisione, avendo scoperto tutte le carte.

Una pellicola per appassionati di linguaggio, che scatena così tante riflessioni e interrogativi filosofici, da sentire la necessità di confrontarsi e parlare con tutti coloro che lo hanno visto, per condividere le proprie percezioni.
Al centro della storia, la potenza e la forza di un sistema linguistico, che porta l'uomo a cambiare e a prendere coscienza di se stesso e dell'altro. Semplicemente meraviglioso!

Veronica

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